Pandemia, guerra e costi energetici: intervista a Mario Tomasi sulle strategie di UTECO Group tra flessibilità e servizio locale.
Instabilità geopolitica, aumento dei costi e difficoltà nelle supply chain stanno ridefinendo gli equilibri del settore delle macchine per il converting. In questo scenario, UTECO Group punta su flessibilità organizzativa e rafforzamento del servizio per rispondere a una domanda sempre più incerta e discontinua.
Ne abbiamo parlato con il CEO Mario Tomasi.
Metaprintart: In un contesto internazionale sempre più complesso, quali sono oggi le principali sfide operative e strategiche per UTECO, e come queste influenzano gli investimenti e la gestione della filiera?
Mario Tomasi: Negli ultimi sei-sette anni abbiamo assistito a una successione continua di eventi: pandemia, rincari di materie prime e componenti, guerra in Ucraina, tensioni energetiche e commerciali. Oggi possiamo dire che l’instabilità è diventata la nuova normalità.
Per un settore come il nostro, legato agli investimenti, questo significa convivere con cicli molto irregolari: momenti in cui gli ordini si fermano e altri in cui si concentrano in tempi brevi. La risposta deve essere una struttura organizzativa flessibile, capace di adattarsi rapidamente, mantenendo al tempo stesso solidità e qualità
Metaprintart: Quali cambiamenti avete osservato nei comportamenti dei clienti e nei mercati?
Mario Tomasi: Uno degli aspetti più evidenti riguarda la difficoltà nel reperire personale qualificato. Questo porta molte aziende a rimandare gli investimenti, anche quando avrebbero bisogno di aumentare la capacità produttiva.
Parallelamente, cresce la domanda di automazione. Ma cambia anche il processo decisionale: se in passato l’acquisto di una macchina era pianificato sul lungo periodo, oggi i clienti tendono a posticipare e, quando decidono, privilegiano la disponibilità immediata rispetto alla soluzione ottimale. Anche i flussi degli ordini sono meno prevedibili: la maggiore discontinuità richiede una gestione più dinamica sia sul piano commerciale sia su quello produttivo.
Metaprintart: Qual è il ruolo dell’Italia e quello dell’Europa in questo scenario?
Mario Tomasi: Non ha senso parlare di Italia senza considerare l’Europa. Ci troviamo in una situazione di mezzo: l’Italia non è più autonoma, in quanto parte dell’Unione Europea, ma allo stesso tempo l’Europa non è ancora una vera unione integrata. Questo comporta la mancanza di strategie industriali comuni realmente efficaci, capaci di sostenere il manifatturiero. Il tema energetico è centrale: dipendiamo ancora in larga misura da petrolio e gas provenienti da aree instabili, con conseguenze evidenti in termini di costi e volatilità.
Le energie rinnovabili sono importanti, ma da sole non bastano per sostenere l’industria europea, e soprattutto italiana, tra le principali a livello globale. Con la crescita dei BRICS e della Cina, il peso di Europa e Italia nell’economia mondiale tende a ridursi. Non possiamo basare lo sviluppo solo sul turismo: servono politiche industriali concrete e operative.
Metaprintart: Avete recentemente aperto una nuova filiale. Qual è la strategia dietro questa scelta e come si inserisce nel vostro piano internazionale?
Mario Tomasi: L’apertura della filiale fa parte di una strategia di vicinanza al cliente e di rafforzamento del servizio post-vendita. Il settore delle macchine industriali segue con qualche anno di ritardo percorsi già consolidati in altri settori, come l’automotive, dove il servizio è fondamentale per fidelizzare i clienti: “la macchina fa la prima vendita, il servizio fa la seconda”. Per questo apriamo service point con personale specializzato, garantendo supporto tecnico sul territorio, velocità di risposta e continuità culturale e linguistica. Abbiamo investito molto in sistemi informativi per seguire i problemi 24×7, anche passando da un centro all’altro, come dalla sede italiana a quella cinese.
Un secondo passo, ancora in fase di valutazione, riguarda la produzione localizzata: è complesso, richiede dimensioni adeguate e oggi i costi nei Paesi emergenti non giustificano necessariamente il vantaggio economico. La priorità immediata resta il rafforzamento dei servizi locali, che continueremo ad ampliare.
In Sintesi
Negli ultimi anni, UTECO Group ha dovuto affrontare una serie di crisi globali senza precedenti, dalla pandemia alla guerra in Ucraina, fino all’aumento dei costi energetici e alla carenza di personale qualificato. La risposta dell’azienda si basa su flessibilità operativa, automazione e vicinanza ai clienti, attraverso service point locali e supporto continuo. Pur valutando strategie di produzione localizzata, UTECO conferma il focus sul servizio come leva principale per consolidare la propria leadership internazionale e prepararsi alla “nuova normalità” del mercato industriale.
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