La Biblioteca Nazionale Braidense ospita dal 4 febbraio al 28 marzo 2020, “Ab artis inventae origine”.  Storie di libri, di persone e di biblioteche tra gli incunaboli della Braidense. Una mostra delle edizioni quattrocentesche presenti nel prestigioso Museo milanese, al Castello Sforzesco.

L’incunabolo sarà l’oggetto della mostra Ab artis inventae origine, che si svolgerà presso la Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense. Due mesi in cui uno dei più importanti istituti italiani di conservazione aprirà le porte al grande pubblico che potrà ammirare, in un affascinante percorso adatto a tutti, oltre cento volumi, estremamente preziosi e rari, stampati entro la fine dell’anno 1500. Praticamente nei primi 50 anni dalla invenzione gutenberghiana.

E forse lo stesso Johann Gutenberg, quando alla metà del Quattrocento inventò la stampa a caratteri mobili, non era consapevole di cambiare il mondo. E invece, rapidamente il prodotto tipografico entrò prepotentemente nella vita delle persone e la nuova tecnica – la «sancta ars» come la definì il cardinale filosofo Niccolò Cusano – fu impiegata senza particolari stravolgimenti, per oltre tre secoli, fino all’intuizione di Senefelder (ma questa è un’altra storia…)

Ricchezza di incunaboli
incunbolo Decretum Gratiani Jenson

Una pagina di incunabolo stampato da Nicolas Jenson nel 1477

La Biblioteca Braidense possiede una delle maggiori raccolte di edizioni quattrocentesche (incunaboli) a livello nazionale.
Ed è proprio per valorizzare questo inestimabile patrimonio culturale, che la Regione Lombardia, con la collaborazione operativa del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (CRELEB) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha sostenuto un ampio lavoro di censimento e catalogazione dell’intero fondo. Oltre tre anni di impegno terminato solo pochi mesi fa.
Ora una minuziosa descrizione del patrimonio braidense è gratuitamente disponibile on-line per il pubblico degli studiosi (ma non solo) di tutto il mondo, nel grande database internazionale Material Evidence in Incunabula, gestito dal prestigioso Consortium of European Research Libraries (CERL) di Londra.

Per quanto riguarda la Braidense, si tratta di dati estremamente preziosi per ricostruire figure di antichi lettori e collezionisti, perdute raccolte librarie e biblioteche di istituti religiosi milanesi e non solo. Soprattutto, queste notizie rappresentano una fonte indispensabile per ricostruire la formazione di una grande biblioteca.

Lombardia all’avanguardia

La Regione Lombardia è all’avanguardia nel settore in Italia e nel mondo. Ha già riversato nel database MEI i dati relativi a più dei due terzi dell’intero patrimonio di incunaboli conservato nelle biblioteche del territorio (per un totale di quasi 9.000 esemplari). Per Milano, si pensi alla grande collezione dell’Archivio storico civico e Biblioteca Trivulziana, cui si aggiungono i fondi della Biblioteca civica “Angelo Mai” di Bergamo e della Biblioteca civica Queriniana di Brescia, oltre a numerose biblioteche “minori”.

Una mostra tridimensionale

Il percorso espositivo della mostra Ab artis inventae origine sarà articolato in tre sezioni.
La prima introdurrà il visitatore alla conoscenza degli aspetti tipici del libro a stampa del XV secolo, mettendone in risalto gli elementi di novità e invitandolo a riflettere sul rapporto tra tradizione e innovazione; nella seconda, invece, si potranno ammirare alcuni esemplari particolarmente preziosi per rarità o valore storico.

L’ultima sezione mirerà a ricostruire la storia, ovvero il percorso secolare dei singoli volumi. Attraverso lo studio dei segni lasciati sui libri dagli antichi lettori nel corso dei secoli, infatti, si dimostrerà come essi abbiano viaggiato nel tempo e talvolta nello spazio, prima di confluire nella raccolta braidense.

Il contributo del Museo della Stampa di Lodi

Alcuni pannelli descrittivi faciliteranno il visitatore nell’esperienza del percorso, che sarà anche arricchito dall’esposizione di una selezione di attrezzature tipografiche, gentilmente messo a disposizione dal Museo della Stampa e Stampa d’Arte “Andrea Schiavi” di Lodi.

Incontri dedicati

Durante il periodo di apertura della mostra, la Biblioteca Nazionale Braidense ospiterà anche due incontri dedicati ad alcune recenti esperienze di catalogazione e valorizzazione di fondi incunabolistici.

Martedì 25 febbraio, alle ore 16.30, Edoardo Barbieri (Università Cattolica del Sacro Cuore) e Marco Palma (già Università di Cassino) dialogheranno sull’esperienza del progetto, tuttora in corso, di catalogazione degli incunaboli delle biblioteche siciliane, in un incontro dal titolo Biblioteche perdute e storie ritrovate tra i cataloghi di incunaboli delle biblioteche siciliane.
Martedì 10 marzo, sempre alle 16.30, Luca Rivali (Università Cattolica del Sacro Cuore) discuterà con Maurizio Festanti e Roberto Marcuccio (Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia) nell’incontro “Quelle edizioni sono le più sincere”.
Libri e biblioteche dal catalogo degli incunaboli della Panizzi di Reggio Emilia.

La mostra sarà inaugurata martedì 4 febbraio, alle ore 17.30: interverranno James Bradburne (Direttore generale della Pinacoteca di Brera), Maria Goffredo (Direttrice della Biblioteca Nazionale Braidense), Edoardo Barbieri (Direttore del CRELEB), Danilo Zardin (Università Cattolica del Sacro Cuore) e Fabrizio Fossati (curatore della mostra).