Hoang è un artista di origine vietnamita, multipremiato, di cui parlano le riviste d’arte, le cui opere trovano posto nei cataloghi in vari Paesi dal mondo, ma che meritano di essere piú popolari. Raccontiamo qui la sua storia.
La guerra in Vietnam è terminata, ma non la catastrofica situazione del popolo vietnamita, che da decenni, se non da secoli, hanno subito prima la colonizzazione francese, poi i Viet Minh appoggiati dalla Cina maoista, e infine la ‘guerra sporca’ voluta dagli Stati Uniti con le drammatiche conseguenze che conosciamo per una generazione di giovani americani.
Dopo il 1975, tra le migliaia di famiglie che fuggivano per timore delle rappresaglie dei Viet Cong, c’erano il padre e la madre di Hoang, con i suoi fratelli e sorelle. Il papà era un artigiano, sarto che aveva confezionato divise, prima per i militare francesi, poi per l’esercito sud vietnamita. Per timore di rappresaglie decise di vendere tutto e fuggire in Thailandia, attraversando il fiume Mekong e il Laos. Hoang era il piú piccolo, non aveva ancora sette anni e ricorda la fuga, come racconta nella testimonianza raccolta del libro War is Over di Stegat (Stefano Gatti) – edizioni PubMe, Collana Policromia 2022, pagg 190, € 10 – che contiene due racconti: “Malvinas, mi amor” e “Vietnam Soup”.
“Mio padre vendette tutto per pagare i militari del Laos, che i scortarono lungo il cammino che ricordo molto faticoso. Seguivamo il corso di un fiume piú piccolo rispetto al Mekong e spesso si attraversavano lunghi tratti di foresta. Ricordo le sanguisughe e le zanzare. Spesso camminavamo di notte. Mi fu detto di coprire la mia camicia bianca perché troppo visibile. Mangiavamo palline di riso e bietole d’acqua, si pativa la fame.”
La fuga durò un mese sino ad attraversare il Mekong per giungere in Thailandia: “Un mio zio, che forse non aveva denaro, si arrischiò ad attraversare a nuoto e se la cavò per un soffio.”
Dopo aver trascorso un anno intero in un campo profughi, ottennero il permesso di venire in Italia.
“Arrivammo in Italia di notte, in un paese vicino a Latina. Lì fu bello, perché tutti ci aspettavano e i accolsero bene.”

Il lettore, opera in marmo di Carrara cm 12x7x34
Si trasferirono in Toscana. Hoang è cresciuto a Lucca dove, dopo le scuole elementari e medie ha frequentato l’Istituto d’Arte Passaglia e ha lavorato il marmo presso laboratori di Pietrasanta dove si ha affinato le sue tecniche. Frequentando lo studio Leonardi di Querceta ha acquisito la possibilità di conoscere artisti di diverse parti del mondo, da cui ha tratto sempre maggiore sicurezza e raffinatezza.
Ma è il talento naturale a predominare nell’espressione artistica delle sue opere, mai banali e di una raffinatezza unica. Come quelle che abbiamo fotografato presso la sua abitazione laboratorio di Monteghirfo, una località sperduta nell’Appennino ligure, difficilmente reperibile sulle carte geografiche.
Opere, che sono ora in cerca di acquirenti.
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Huyn van Hoan – Ritratto, opera in legno
Hyun van Hoan – statuette in marmo

Huyn van Hoan – Scoiattolo, scultura in legno

Storia che fa riflettere perche’, come tutte le guerre, lascia ll segno, anche se in occidente non si parla più di Vietnam da un po’.
Belle sculture che meritano visibilita’.
Grazie
Davvero interessante il lavoro di Huynh, complimenti !
E’ bravissimo, ma purtroppo non ha sponsor e quindi non vende. Dovrebbe trovare enti o Comuni che abbiano bisogno di statue. Avevo proposto al sindaco di Genova di fargli fre un grande mortaio in marmo da porre nel cortile del Palazzo Tursi a Genova, in onore al Pesto. Se era detto d’accordo, ma poi è arrivata la pandemia e tutto si dimentica.