Per la serie Autori ai Domiciliari, Elisabetta Violani ha raccontato il romanzo andino di Marco F. Picasso “Il Segreto dei Dieci Laghi”.

Giornalista e scrittore, Marco F. Picasso è abbastanza noto nel giornalismo tecnico del settore della stampa e dell’editoria per aver diretto Graphicus dal 2002 al 2009 e per aver fondato MetaPrintArt, la prima rivista online del comparto. Ma prima di diventare giornalista pubblicista, la sua formazione con una laurea in geologia lo porta più volte in Perù e sulle Ande. Anzi, sarebbe meglio dire “nelle Ande” intese come territorio. Il nostro autore esordisce come scrittore nel 2009 con il romanzo “La Tunelo” in lingua Esperanto, dove tratta di un tunnel autostradale che, per ragioni geologiche e ambientali non si sarebbe dovuto fare. Tradotto e riscritto in italiano, nel 2022-23 (tuttora inedito) ha ricevuto il secondo premio Luigi Pirandello per la narrativa inedita. (rimandiamo alla prefazione della scrittrice Wilma Coero Borga).

Quando il suo lavoro lo ha portato sulle Ande, si è innamorato della cultura andina e, sulla base di studi, ricerche e analisi sul posto, ha scoperto e si è convinto che gli Inca avevano una cultura, scritta con i khipu.

Così, dopo averci lavorato per un decennio, nell’aprile 2020 ha pubblicato – con l’editore Di Marsico Libri – il romanzo “Il Segreto dei Dieci Laghi” ambientato sulle Ande, alla scoperta dell’ultimo discendente degli imperatori Inca e dell’alfabeto dei nodi, molti dei quali furono distrutti da frati zelanti che li ritenevano ‘opera del diavolo’. Ma proprio tutti furono distrutti? E cosa celava il famoso Tesoro degli Inca?

Nella sua presentazione online, che potete seguire qui su youtube, Elisabetta Violani si sofferma sul fatto che se la cultura Inca è di moda, è anche misconosciuta. E su come gli europei, gli spagnoli, abbiano annientato una grande civiltà con le loro armi, con l’inganno e le malattie portate con sé.
Tra i tanti misteri ancora non risolti, uno è quello della scrittura dei nodi – i khipu. Erano una specie di abaco, o una scrittura vera e propria? Molti furono distrutti da frati zelanti che li ritenevano ‘opera del diavolo’.  Ma proprio tutti furono distrutti? Alcune leggende parlano di un tesoro affondato in un lago. Ma di che tesoro si trattava? Naturalmente per i Conquistadores l’unico tesoro plausibile era costituito da oro e argento. Materiali che per gli Inca non avevano alcun valore pecuniario. E se il tesoro fosse l’archivio della loro storia? L’autore parte per le Ande alla ricerca di questo e altri segreti degli Incas. Il romanzo, che può essere inteso piuttosto come un ‘saggio romanzato’ analizza con precisione molti dati e fatti poco o per nulla noti. Elisabetta Violani insiste infatti, sul fatto che l’Autore ha voluto descrivere il suo viaggio avventuroso alla scoparta di una comunità nascosta, con attenzione e anche un pizzico di suspence, oltre che di ironia. Pochi i protagonisti principali: l’io narratore e Padre Ruíz un gesuita, poco prete e molto quechua, oltre al personaggio misterioso che nelle ultime pagine rivelerà il famoso segreto. Tutto vero o inventato? Vero per quanto riguarda i dati e i fatti almeno per l’ottanta percento. Il resto è romanzo.

A proposito di questo romanzo “Non sono un gran lettore di romanzi: ottimi passatempi, ma di solito ci si impara poco. Questo l’ho letto dal principio alla fine senza esitazioni. Si imparano tante cose” ‒ ha dichiarato un docente universitario di fisica teorica.
Ecco altre recensioni:
C.F. – Negli anni passati dopo aver letto un libro non lo rileggevo se mi era piaciuto. Lo scorso anno ho ripreso libri che non avevo compreso bene e in modo inaspettato li ho molto apprezzati. Un libro non cambia ma ognuno di noi non è mai lo stesso e così la predisposizione a leggere ci fa scoprire nuove sensazioni. Per il libro “Il segreto dei dieci laghi” ho fatto un’eccezione e l’ho riletto a breve distanza perché mi ha molto appassionato e colpito nell’animo. Un po’ come succede ai bambini che vogliono riascoltare le favole o rivedere un investimento cartone animato anche se conoscono il finale, ma è proprio questo che dà loro piacere e conforto. … I dialoghi sono vivaci, divertenti e profondi allo stesso momento, si svolgono in momenti di tranquilla convivialità, stimolando la fantasia del lettore ad annusare l’aroma del loro caffè caldo e di assaporare le croccanti focacce di mais appena cotte. Alla fine del romanzo e del cammino sentiamo anche noi di essere un po’ meno gringo e un po’ più quechua.
P. B. – 
Ho letto con piacere e curiosità le pagine del tuo romanzo. Mi sono sentito nel mio ambiente. Quando ne sarà fatto un film voglio la parte del gesuita Padre Ruíz!
V. P. – Ho letto il libro tutto d’un fiato. Non potevo fermarmi per non interrompere la ‘magìa’ di un’avventura e di tutte le implicazioni che si intrecciano nella trama. Un ottimo libro di avventura, storia e cultura dal ritmo mozzafiato e dalla trama mai scontata. Sorprendente come i dialoghi tra un geologo e un gesuita possano suscitare tanta curiosità e interesse. E sorprese. Un romanzo innovativo per idee e forma. Come da tradizione di genere, la struttura di questo romanzo, semplice e lineare, non manca di imprevedibili colpi di scena. Dove la caccia a un tesoro di valore inestimabile, racchiude l’occasione per analisi storiche e filosofiche.

Sinossi

Ambientato a metà degli anni ’90 del XX secolo, il romanzo è opera di fantasia, ma con una solida base documentale e di esperienze personali dell’Autore. Narra in prima persona un viaggio di conoscenza nel cuore delle Ande alla scoperta dell’ultimo discendente degli imperatori della cui esistenza nessuno sapeva. Può fare questa scoperta grazie all’aiuto di una sperduta missione che ha lo scopo contrastare il degrado dei contadini delle Ande e preservarli dalle tentazioni dei narcos. Questa esperienza gli permette di approfondire le conoscenze perdute del rapporto con la Natura, di conoscere la religione andina, il suo rapporto a volte poco ortodosso con la dominante religione cristiana portata dagli spagnoli. Di scoprire che anche le Montagne hanno un’anima e che le si deve rispettare se si vuole sopravvivere sulle Ande. Dialoghi vivaci ed esperienze presso piccole e sperdute comunità, permettono di approfondire questi e altri temi, quali il rapporto uomo-natura nei suoi aspetti ecologici e religiosi.
Qualcuno potrà lamentare la mancanza di storie d’amore (in pratica non c’è neppure una donna in tutto il romanzo) e di thriller avvincenti, ma non erano lo scopo di questo testo.

Il Segreto dei Dieci Laghi è disponibile richiedendolo all’Autore che ha ritirato (pagandole) tutte le copie dall’editore. €16 compresa la spedizione.