L’eleganza nella stampa e nella scelta della carta di un libro possono renderlo unico e di valore.

Si sa che in Italia si legge poco. Ciò nonostante, fortunatamente, si stampano parecchi libri, forse più di quanti saranno letti. Ecco quindi che quando una Casa Editrice sceglie oltre al contenuto, anche una stampa raffinata, il volume assume un valore speciale.

È quanto ha fatto De Piante Editore con l’ultima sua opera “Leggende delle Alpi Lepontine” di Aurelio Garobbio *. Questo libro presenta le affascinanti leggende delle Alpi Lepontine, che spaziano in un’area che va dal Lago Maggiore al Lago di Lugano, dal Lago d’Orta alle vallate del Toce e dell’alto Ticino, per arrivare al Lago di Como e di Lecco. In questi racconti di streghe, fate, giganti ed esseri misteriosi, la realtà e l’immaginazione si fondono per dare luogo a preziosi insegnamenti e morali da tramandare.

L’immagine di copertina Splorscia è stata originariamente realizzata da Beppe Conti per Associazione Musei d’Ossola in occasione della IV Edizione del Festival dell’Illustrazione DI-Segnare (2024).

Il volume è stato stampato in 1000 copie di cui 100 in edizione speciale numerata, con sovraccoperta in velina, e all’interno una cartolina dell’opera di copertina.

Il racconto

Gli dei, di cui con scaramantica commozione abbiamo cantato la fine, non sono mai morti. Le ombre alludono a un convegno di ninfe; tra le crepe di un muro s’immerge e copula un dio lucertola; gli sciacalli della luce rincorrono ancora i draghi. Tutto è rivelazione; a patto di saperne riconoscere i segni, le unghiate. Nell’Ossola abitano i folletti; presso la Cima di Cugn vaga l’enigmatica Bianca Signora; nella valle dell’Isorno sguazzano orde di driadi che “attirano i giovani cantando”.
Aurelio Garobbio fa ciò che hanno fatto poeti e studiosi del secolo scorso, da Thomas S. Eliot a Cesare Pavese, da Aby Warburg a Robert Graves, da Borges a Hilman: rintraccia le vestigia del fato. I luoghi esistono in virtù del mito che li determina, del dio che è lì interrato. D’altronde, quando perdiamo il potere dei nomi, delle storie – rispetto alla Storia, futile dramma – siamo davvero perduti, inerti vagabondi su un pianeta anonimo.

Libri d’Autore

Dopo i precedenti volumi L’è forsi mej el folber di Gianni Brera (2019), Il Wehrwolf di Hermann Löns (2020) e Incontri con Ernst Jünger di Banine (2021), l’Associazione Culturale Terra Insubre ** si è affidata quest’anno a De Piante Editore per pubblicare, in occasione del solstizio d’estate, questo volume dedicato alle suggestive leggende delle Alpi Lepontine.

* Aurelio Garobbbo (1905-1992), studioso delle tradizioni delle regioni alpine lombarde
** L’Associazione Culturale Terra Insubre svolge attività di ricerca storica e archeologica sui popoli che hanno influenzato la storia dell’Insubria e approfondisce tematiche quali la preservazione dell’ambiente, le tradizioni e le lingue locali, la gastronomia e la musica di questa regione.