L’automazione secondo Ponti: dall’invenzione artigianale all’algoritmo industriale. Intervista esclusiva al fondatore di CMC.
Viaggio nella mente di Giuseppe Ponti, fondatore di CMC e pioniere della robotica per l’e- commerce, tra intuizioni geniali, resilienza imprenditoriale e packaging sostenibile.
Marco Picasso – MPA – Giuseppe, quando ti sei accorto che avevi una mente fatta per inventare macchine? Ricordi la prima che hai costruito?
GIUSEPPE PONTI – Non credo che la mia mente sia fatta per inventare macchine. Però, di fronte alla necessità, mi ci sono messo – e devo dire che l’ho fatto volentieri. Più che invenzioni, le considero progetti. Bei progetti, che in molti casi sono venuti bene. Ricordo benissimo la prima macchina: l’ho costruita nel garage di casa. In fondo, è lo stesso processo che seguo ancora oggi quando mi viene un’idea. A volte funziona al primo colpo, altre volte sorgono problemi.
MPA – Problemi che, a quanto pare, hai sempre superato. Hai mai pensato di mollare? Cosa ti ha tenuto in piedi nei momenti più duri?
GIUSEPPE PONTI – Certo, non è sempre andato tutto liscio. Gli ostacoli non mancano mai, a volte incredibili. Ma li ho sempre affrontati con forza di volontà, con quella “tigna” tipica di chi parte da solo e va avanti da solo. Un po’ come molti italiani che hanno iniziato da artigiani. È stata la mia cifra. Ci sono stati momenti duri, e quando le cose non funzionano ti viene voglia di mollare. Poi rifletti: se molli una volta, mollerai sempre. Ma se resisti, impari ad andare avanti. E alla fine ci prendi anche gusto.
MPA – Quindi vale la pena tenere duro. Se potessi tornare indietro, rifaresti tutto allo stesso modo? C’è qualcosa che eviteresti?
GIUSEPPE PONTI – Ti dico subito: rifarei tutto. Anzi, se potessi avere 20 anni in meno sarebbe fantastico. Certo, se penso alla fatica fatta per arrivare fin qui, qualche dubbio mi viene… ma no, lo rifarei, magari con più esperienza e consapevolezza.
MPA – Cosa ti ha insegnato quella fatica, quella dell’imprenditore italiano che spesso lotta anche contro il sistema?
GIUSEPPE PONTI – Mi ha insegnato a non mollare mai, a combattere. Perché se ami quello che fai e ci credi, devi andare fino in fondo. Ma soprattutto mi ha tenuto in piedi l’unità della famiglia. Senza mia moglie, che ha sempre amministrato l’azienda e mi ha sostenuto nei momenti peggiori, forse non ce l’avrei fatta.
MPA – Tu vedi la CMC come un’azienda familiare. Anche con 600 dipendenti?
GIUSEPPE PONTI – Assolutamente. Che siano 600 o 6000 non fa differenza: conta sentirsi una famiglia. Quando i clienti visitano la CMC, lo percepiscono subito. E questo è merito dei miei dipendenti, che sono tutti appassionati del proprio lavoro. Sono loro a creare questo spirito.
MPA – Parli di passione per il lavoro. Questo ci porta alla parte più tecnologica: sei stato un pioniere nell’introduzione dell’automazione, quando il termine faceva ancora paura. Da dove nasce questa fiducia nella tecnologia?
GIUSEPPE PONTI – Ho iniziato in un garage, con un socio più anziano. Dopo un anno mi disse: “Io a questo ritmo non ce la faccio, vai avanti da solo, ti lascio anche la mia parte.” E così ho fatto, ma poi l’ho ricompensato. Io, invece, ero più garibaldino: avevo la passione nel sangue e un’idea
Il passaggio generazionale
MPA – Oggi ti affiancano i tuoi figli, Francesco e Lorenzo. Cosa ti ha stupito di più del loro approccio? E dove ti fai ancora sentire?
GIUSEPPE PONTI – La mia fortuna è avere due figli che hanno scelto di seguirmi. È stato un grande vantaggio, sia per me sia per loro. Francesco è l’amministratore, Lorenzo un ingegnere molto capace, oggi vicepresidente non ho mai ricoperto ruoli amministrativi – quelli li gestiva mia moglie. Io mi sono sempre occupato della ricerca e sviluppo.
MPA – Avete mai avuto divergenze su scelte tecniche o commerciali? E chi ha avuto ragione?
GIUSEPPE PONTI – Certo, gli screzi non mancano. A volte si litiga, ma poi si ragiona e si trova sempre una sintesi. Francesco amministra, Lorenzo ha solide competenze tecniche. Il mio ruolo è di consigliere, ed è proprio questa dinamica che fa funzionare la squadra. Mi ascoltano ancora.
MPA – Parliamo di svolte importanti. Dopo il dolciario e il mailing, cos’è cambiato?
GIUSEPPE PONTI – Dopo anni nel mailing, siamo tornati al packaging, ma con un approccio diverso. Il packaging tradizionale ci stava stretto. Così abbiamo pensato a un packaging intelligente, su misura per l’e-commerce. Quella è stata la svolta che ci ha permesso di crescere davvero, dopo vent’anni di fatica.
MPA – Ed è quella intuizione che ha attirato grandi investitori, giusto?
GIUSEPPE PONTI – Esatto. E questo ci dà fiducia nel futuro.
Futuro e visione
MPA – Come vedi il futuro della CMC? Più ingegneria o più intuizione? Più algoritmo o più pancia? Hai ancora un’idea nel cassetto?
GIUSEPPE PONTI – Il futuro lo vedo positivo, anche grazie a due investitori di peso come KKR e Amazon Climate Pledge Fund. Hanno dato slancio a nuovi progetti innovativi, alcuni già realizzati come Genesys, CartonWrap e la CMC Super Vertical: una macchina super automatica capace di “studiare” in tempo reale la migliore forma di confezionamento in base al volume e al tipo di prodotto, ottimizzando spazio e materiali.
MPA – Il packaging su misura è una rivoluzione silenziosa: meno sprechi, meno trasporti inutili. È anche una questione etica per voi?
GIUSEPPE PONTI – Assolutamente. Le nostre soluzioni eliminano ogni spreco, ogni vuoto inutile. Si risparmia su imballi, consumi, emissioni di CO₂ da parte dei trasportatori. E garantiamo anche la massima sicurezza per gli operatori.
Tecnologia e identità
MPA – Quanto conta oggi la “mente” dentro la macchina?
GIUSEPPE PONTI – È fondamentale. La macchina è parte integrante del progetto, quasi una sua estensione. Per questo stiamo lavorando a soluzioni sempre più avveniristiche. Adesso ti porto nel nostro laboratorio, dove vedrai qualcosa che ti sorprenderà. Ma per ora, meglio che guardi soltanto… il resto lo sveleremo a tempo debito.
MPA – CMC oggi esporta in tutto il mondo. Ma tu, Giuseppe, ti senti ancora un “artigiano dell’automazione”?
GIUSEPPE PONTI – Sempre. Le origini non si dimenticano.
Ringraziamo Giuseppe Ponti per la sua disponibilità e sincerità. Ci vediamo alla prossima grande novità firmata CMC.
Per chi vuole approfondire:
• Alla scoperta di CMC Genesys per un packaging sostenibile a 360°
• Cartotecnica per l’e-commerce

Una panoramica di parte dei brevetti di Giuseppe Ponti
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