Quando l’ospitalità diventa mecenatismo: un omaggio di Pietro Paolo Tarasco a Mario Luzi tra poesia e acquaforte. E fiori che non sfioriscono.
Nel mondo dell’editoria d’arte sopravvivono ancora iniziative capaci di coniugare cultura, artigianato e passione. È il caso di Matera – Mario Luzi una poesia; Pietro Tarasco un’incisione, elegante volume in formato 13×18 centimetri realizzato in appena 98 esemplari numerati.
L’opera nasce da un’idea di Pietro Paolo Tarasco, artista incisore e amico del grande poeta Mario Luzi, e rappresenta molto più di una semplice pubblicazione commemorativa. È un oggetto da collezione che unisce una poesia inedita del poeta fiorentino, un’acquaforte originale e una preziosa testimonianza di amicizia e collaborazione artistica.
Particolarmente significativa è la scelta di chi ha sostenuto il progetto: il Resort Pianelle, raffinata struttura ricettiva situata nei Sassi di Matera e gestita dai giovani fratelli Maria e Domenico Iacovone. In un’epoca in cui il turismo di qualità cerca sempre più spesso di offrire esperienze autentiche e memorabili, destinare gran parte della tiratura di un libro d’arte ai propri ospiti rappresenta una forma di mecenatismo contemporaneo tanto rara quanto lodevole.
Il volume si apre con un testo di Marco Marchi, che ripercorre il lungo rapporto umano e artistico con Mario Luzi e Pietro Paolo Tarasco, descrivendoli come figure sospese tra immaginazione e realtà, accomunate dalla ricerca di una dimensione più ampia dell’esistere.
Al centro del libro troviamo la poesia che Luzi dedicò a Matera, versi essenziali e intensi che condensano il legame del poeta con la città lucana:
“Matera
fitta nel suo sasso
eretta sulla roccia
delle sue sacre caverne
sboccia
nel vento
delle giovani speranze
Prego che quel fiore non sfiorisca.”
La pubblicazione in brossura delle Edizioni Giannatelli, comprende alcune acqueforti dedicate da Tarasco al poeta e un ampio scritto autobiografico, Mario Luzi e Matera 1979-2026, nel quale l’artista ricostruisce quasi mezzo secolo di amicizia. Tra ricordi, aneddoti e incontri emerge il racconto della prima telefonata al poeta – “Maestro, la chiamo da Matera” – e della visita che Luzi compì nella città dei Sassi nel 1979, rimanendone profondamente affascinato.
Per gli appassionati delle arti grafiche, il volume offre anche un’interessante testimonianza di eccellenza manifatturiera italiana. I testi e le incisioni sono stampati su carta Johannot; l’acquaforte è stata tirata a mano con torchio calcografico dalla Stamperia Calcos di San Benedetto del Tronto; la stampa tipografica è stata affidata alla Tipografia La Nuova Rapida, con legatura opera della Rilegatoria Cartharius, di Fermo. Un lavoro corale che valorizza competenze e mestieri spesso poco visibili ma fondamentali per la realizzazione di un vero libro d’arte.
Più che una pubblicazione, questo Matera è dunque un piccolo esempio di come poesia, incisione, stampa e ospitalità possano ancora incontrarsi per dare vita a un oggetto culturale destinato a durare nel tempo, custodendo la memoria di un grande poeta e il legame profondo che lo unì a una delle città più affascinanti d’Italia.
Il libro come percorso artistico
Questo raffinato omaggio a Mario Luzi si inserisce del resto in un percorso artistico che Pietro Paolo Tarasco porta avanti da decenni, nel quale il libro non è soltanto supporto di testi e immagini, ma diventa esso stesso opera e metafora. Una visione emersa con particolare evidenza anche nella mostra che abbiamo descritto in “Quando il libro è fertilità”, allestita a Matera nel 2025, dove volumi, incisioni e libri d’artista dialogavano con i temi della memoria, della generazione e della trasmissione della cultura.
Anche in questa piccola edizione numerata dedicata a Luzi ritroviamo la stessa idea: il libro come luogo d’incontro tra persone, arti e storie capaci di continuare a fiorire nel tempo, cone nell’ultima riga della poesia: «Prego che quel fiore non sfiorisca».

Ex libris Manutius
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