Quando si parla di editoria digitale c’è ancora molta confusione anche tra gli addetti ai lavori. Cerchiamo di capire quali sono i punti forza dell’editoria digitale interattiva rispetto al web e perché spesso le due cose vengono confuse.

Dopo anni di calma piatta (nel Desktop Publishing) ora le cose stanno cambiando e il DTP vive di nuova vita” – Matteo Discardi, Applicando, 2011

Recentemente a un convegno abbiamo sentito questa frase: “la carta va ripensata e la stampa digitale può giocare un ruolo importante in questo senso“.
Quindi c’è ancora chi confonde l’editoria digitale con la stampa digitale. Ma, come vedremo in questo articolo, chi scopre oggi la stampa digitale è rimasto indietro di parecchio, o forse non ha capito qual è il futuro (ma anche il presente) della stampa. A parte la stampa digitale che è un fatto acquisito, la carta oggi va ripensata in altro modo: con l‘interattività e la realtà aumentata.
Per comprendere e approfondire questo argomento che oggi è essenziale per ogni stampatore, abbiamo seguito un apposito seminario presso Studio 361° di Brescia (
www.studio361.it), condotto da Michela Di Stefano, Adobe Guru, che vanta una profonda esperienza in questo campo, come dimostrano i molti suoi lavori.

Una vera editoria digitale, ma preferiamo chiamarla editoria elettronica interattiva, può essere un’opportunità per tutti quegli stampatori che vedono ridursi gli ordini di carta stampa.

Nuove energie per i creativi

edite-ettr1 Quindi “non più carta?” No. Ma è necessaria l’integrazione tra stampa e i nuovi device di comunicazione mobile.
Con il boom di internet, tablet, iPad e smartphone (assorbono il 18% della pubblicità con la TV che fa ancora la parte del  leone), il lettore si aspetta che una pubblicazione sia anche interattiva. Deve in sostanza offrire soluzioni che la  pubblicazione su carta non può dare per i limiti legati appunto al supporto.

 Vediamo innanzi tutto qual è oggi il mondo dell’editoria elettronica, precisando ancora una volta che non sostituisce il  catalogo su carta, ma lo affianca e lo arricchisce.
L’editoria elettronica interattiva è sì l’evoluzione di un prodotto tradizionale cartaceo, ma permette di mettere a portata di “dito” del cliente, istantaneamente e ovunque, la propria attività – azienda, prodotti, servizi – in maniera attiva e non più passiva.
Prendiamo ad esempio la pubblicazione di un catalogo prodotti: l’interattività assicura alla rete commerciale strumenti di vendita innovativi e arricchiti garantendo un maggior profitto.
Ma attenzione: questo non significa “trasportare il testo dalla carta al video” sull’esempio degli e-book (tema su cui torneremo).

Facciamo qualche esempio e mettiamo a confronto la lettura di una rivista cartacea, o il catalogo di prodotti che ci interessano – dai gioielli alle auto o ai viaggi, oppure un manuale di istruzioni (ma non c’è settore che non sia interessato) – con l’analogo digitale interattivo realizzato con le nuove tecnologie e le App specifiche.
Ora, immaginiamo di sfogliare una pubblicazione, la nostra rivista preferita o il catalogo che ci interessa: non sarebbe comodo e utile, trasformare le immagini che spiegano come si svolgono determinate operazioni, in filmati – o semplicemente delle sequenze di immagini – che illustrano chiaramente, in poche decine di secondi, come svolgere quelle operazioni ?
In una rivista di viaggi, ad esempio, si può osservare un panorama in movimento, si può anticipare l’esperienza che si vivrà di persona.

Una rivista si arricchisce se alla versione in carta si abbina quella interattiva

Una rivista si arricchisce se alla versione in carta si abbina quella interattiva

Ma non è solo questo.  La pubblicazione elettronica permette di trasformare un testo ‘orizzontale’ come siamo abituati a vedere su carta, in un testo anche ‘verticale’ che scorre quindi in apposite finestre. Inoltre, nel toccare una fotografia, possiamo entrare nei dettagli o vederla in diverse angolazioni, o in un rendering 3D.
Scomporre e ricomporre un oggetto, una macchina. Con un clik possiamo cambiare il colore o la finitura di un arredo piuttosto che di una automobile o una bicicletta.
Possiamo in sostanza personalizzare veramente il prodotto.
Tutto questo sulla carta è semplicemente impossibile.  In questo modo la lettura su un mezzo non cartaceo, un PC, un tablet o uno smartphone, si arricchisce e non è penalizzante.
Se il lavoro è fatto a regola d’arte secondo i principi della comunicazione visiva dinamica – e questa è una condizione necessaria – la lettura risulta più coinvolgente rispetto a sfogliare una analoga pubblicazione cartacea.

Direte: ma lo stesso lo può fare il mio sito web. No, perché questo tipo di “lettura digitale” differisce molto dalla navigazione di un sito internet dove, per esigenze tecniche, bisogna assoggettarsi a regole d’impaginazione diverse rispetto a quelle di una pubblicazione cartacea.

Possiamo dire che la lettura di una App Editoriale interattiva riesce a offrire tutto il patrimonio tipografico e le regole d’impaginazione della carta, ma le estende enormemente.

   Creare ex novo

Portare la comunicazione dal supporto cartaceo a quello digitale interattivo, non significa per forza farlo tramite la programmazione. A volte proprio questa idea ha frenato la “conversione” per timore di costi e tempi troppo elevati.
Alcune soluzioni, come quelle di cui vi forniamo i link in fondo al paragrafo, sono state realizzate senza utilizzare la programmazione, ma studiate appositamente per essere lette sui nuovi device (tablet, iPad) e alcune di esse non hanno neppure una versione cartacea da cui prendere spunto, sono “native digitali”.
Ogni caratteristica, dalla struttura di navigazione, alla dimensione dei caratteri, all’interattività da vivere pagina dopo pagina, sono state pensate per la lettura su questi nuovi supporti.  Dobbiamo soprattutto non dimenticare che lo schermo di un tablet e tanto meno quello di uno smartphone richiedono un “adattamento” al device, per evitare i continui “zoom” con le dita per ingrandire e ridurre porzioni della pagina. Sarebbe come stampare una rivista, oppure un catalogo prodotti nelle dimensioni di un biglietto da visita. Che ci sembra improbabile.

Un esempio di realtà aumentata

Un esempio di realtà aumentata

 In questi link si possono visualizzare due esempi di “letture immersiva”:
Flow Magazine 05 – Challenge –
http://bit.ly/YamaOq
Flow Magazine 02 – Secrets – http://bit.ly/R33o9T  .

Un altro esempio significativo si ha osservando il filmato dell’immagine qui a sinistra in cui alla base è la stampa (su carta) per affissioni.

Concludendo (per ora)

 Una corretta illustrazione delle potenzialità dell’editoria elettronica interattiva e di come realizzala, richiede molto spazio e  molto tempo (il seminario che abbiamo seguito è durato un’intera giornata che è il tempo necessario per comprendere tutti  gli aspetti con relativi esempi esplicativi).
Per questo motivo concludiamo questo primo articolo sull’editoria digitale interattiva e vi diamo appuntamento alla prossima puntata nella quale parleremo di cataloghi prodotti interattivi da offrire ai propri clienti, con esempi di aziende italiane che già li adottano. Sono soluzioni ideali soprattutto per coloro che stanno riducendo il budget di stampa (su carta); parleremo anche di come questi cataloghi possono essere un valido supporto per il team commerciale di un’azienda moderna.

Seguiteci, abbiamo tante novità da condividere con voi.