Come lavoreremo nel futuro? Con l’evolvere rapido della tecnologia verso il virtuale, il lavoro manuale e non solo sarà diverso, forse migliore. Ma, soprattutto, ci sarà ancora? Il tema è oggi più attuale di quanto si potesse immaginare due anni fa a causa della pandemia perdurante e che non sappiamo se e quando ci farà tornare a una sorta di normalità. Certamente non tornerà più tutto come prima. Il nostro rapporto col lavoro sarà decisamente cambiato. Dobbiamo rendercene conto conoscere cosa ci riservano le nuove tecnologie per il prossimo futuro.

Riportiamo, ridotto, il tema affrontato da Carlo Fraschetti – che ringraziamo – in un suo post su LinkedIN *, in cui troviamo spunti che, chi opera nel mondo della comunicazione stampata oggi, non può trascurare. L’evoluzione tecnologica ha i suoi benefici e le sue problematiche. Possiamo trarre vantaggio dai primi evitandone i rischi nel nostro lavoro?

Fantascienza?

Nel 1865 Jules Verne immaginava l’allunaggio dell’uomo, avvenuto 104 anni dopo. Nel 1968 Arthur C.Clarke e Stanley Kubrick in “2001 Odissea nello spazio” anticipano l’identificazione vocale delle persone, la videotelefonia, l’uso di navette spaziali, la messa in orbita permanente di stazioni spaziali intorno alla terra.
Nel 2021 Alex Kipman di Microsoft, inventore di Kinect e Hololens, presenta Microsoft Mesh, una piattaforma digitale di realtà mista (MR), sviluppo della realtà virtuale (VR) e della realtà aumentata (AR), che abbatte le distanze offrendo la possibilità di interagire, come fossero presenti, tra persone a qualsiasi distanza.

La divulgazione di Microsoft Mesh è stata affidata a una triade della comunicazione visiva, il regista di “Avatar” James Cameron, gli sviluppatori di Pokémon-Go Niantic e il co-fondatore del Cirque du Soleil Guy Laliberté per realizzare un video esplicativo e denso di emozioni positive.
Le persone dotate dei visori Hololens possono partecipare a riunioni di lavoro rimanendo a casa o in un altro luogo, ma interagendo come se fossero fisicamente presenti.

La pandemia in corso ha sicuramente accelerato l’idea di utilizzare questa tecnologia su vasta scala.
Il primo target di Microsoft Mesh sono le aziende che possono ridurre il numero delle riunioni dal vivo a favore di meeting in MR più frequenti. Ci si potrà vedere di persona in occasioni più importanti, come quella di definire un progetto o per una negoziazione finale, con risparmio di costi.hololens

Il lavoro tecnologico

I progressi tecnologici procedono a velocità sempre maggiori e ora ci troviamo a maneggiare dispositivi ritenuti fantascientifici solo pochi anni fa.
Ma come potrà essere utilizzato un dispositivo come Microsoft Mesh, oppure piattaforme di realtà mista che sembrano appartenere a un futuro remoto anziché a un futuro prossimo?

Nell’ultimo anno il telelavoro è cresciuto in maniera considerevole, e così Microsoft ha scelto di lanciare sul mercato un modo di lavorare ancora più appetibile.  Il sito della fondazione openpolis.it riposta i dati sul boom del telelavoro in Italia e in Europa evidenziando un peggioramento delle condizioni di lavoro.
Le aziende continueranno a voler controllare l’operato dei lavoratori da remoto come se fossero in un ufficio tradizionale ?
Ancora non si è trovato un equilibrio accettabile per coniugare in modo virtuoso lavoro e vita privata. Le aziende dovranno cambiare il paradigma di modalità di lavoro superate, basate su orari fissi, controllo e quantità di lavoro eseguito.

Sono ancora poche le aziende in grado di affrontare un cambiamento reale, ma indispensabile per poter utilizzare al meglio una tecnologia come Microsoft Mesh, destinata altrimenti solo a un’élite di aziende.

Etica&Tecnologia

Il rischio è di veder MR utilizzata come strumento di controllo più sofisticato, come dimostra il contratto stipulato nel 2019 da Microsoft HoloLens con il Pentagono per la fornitura di 100.000 visori di realtà mista/aumentata e il test dell’FBI per il software di corrispondenza facciale Amazon Rekognition.

Uno per scopi militari e l’altro per riconoscimenti facciali per la mole di immagini sui video di sorveglianza.

La politica quindi deve necessariamente intervenire per regolare tutti gli aspetti inerenti la privacy e l’utilizzo a misura umana di tutte le tecnologie. Altrimenti aumenteranno le differenze sociali tra chi potrà usufruire di strumenti tecnologici avanzati e chi invece ne resterà tagliato fuori. Ormai la nostra vita si svolge nella infosfera.

Dovremo continuare a coniugare il rapporto tra psiche e technée – mente e tecnologia – in modo che la seconda non prevalga sulla prima.

Il futuro previsto

Negli anni ‘70 Nicholas Negroponte, cofondatore del MIT-Massachusetts Institute of Technology Media Lab inventò il touchscreen. Sempre al MIT fu inventato l’E-ink, l’inchiostro elettronico degli e-book da Joseph Jacobson nel 1996.
Molti altri strumenti tecnologici sono oggi concreti e fruibili nell’attività quotidiana, tanto da chiedersi “ma come facevamo senza?”
Le distanze vengono annullate da una sorta di teletrasporto virtuale delle persone per essere più vicini.
Nel 1969 Sergio Endrigo cantava “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, e ora che saremo vicino agli occhi, saremo vicini anche al cuore?

Commento di Metaprintart

In parte AR, VR e MR trovano già applicazione, o potranno trovarla a breve, nel campo dell’industria meccanica. Manutenzione remota, istruzione sulle macchine, avviamenti, tutto questo già avviene, o quasi, in remoto.
Alle sigle sopra menzionate possiamo aggiungere AI (Intelligenza Artificiale). Ma già se ne intravedono i rischi: “Fin dalle origini, il pensiero dei razionalisti è segnato dal timore nei confronti dell’Intelligenza Artificiale, che una volta perfezionata si sarebbe rivolta contro l’umanità. Una convinzione condivisa con il ricercatore Eliezer Yudkowsky, che darà grande spinta sia al loro movimento sia a progetti per creare nuovi modelli di Intelligenza Artificiale. Lui, come i razionalisti, era convinto di essere tra i pochi consapevoli dei rischi della nuova tecnologia e, di conseguenza, capaci di limitarne la pericolosità.” [Julia Galef, “The Scout Mindset: Why Some People See Things Clearly And Others Don’t”]

Alla spontanea obiezione: “Ma chi farà andare le macchine da stampa, chi inserirà la carta?” si può rispondere che se già non ci siamo arrivati, manca poco e l’evoluzione non si ferma. Piuttosto l’obiezione da considerare con molta cura sarà di carattere etico: “che fine farà l’occupazione?

Ma anche su questa seconda obiezione si può rispondere “avviando le future generazioni di lavoratori a essere produttivi senza ‘sporcarsi le mani’, utilizzando le proprie conoscenze e competenze per manovrare e dirigere le macchine a distanza.”
E trovando anche il tempo per dedicarsi, se possibile, alla Cultura o all’apprendimento di nuove competenze. Più tempo libero non deve significare più noia o più occupazioni passive.
Piuttosto, l’unica obiezione cui non sappiamo rispondere è: “Ma come faremo senza il profumo della carta e dell’inchiostro?

* L’articolo originale è disponibile su LinkedIN sotto il profilo di Carlo Fraschetti