Nella tavola rotonda a margine dell’assemblea della Federazione Carta e Grafica e di Acimga lo scorso 26 giugno, si è parlato di carta nella stampa e nel packaging.

L’economia circolare, le nuove opportunità aperte della tecnologie e la visione di futuro nelle scelte dei brand owner, degli editori e dei comunicatori sono stati i temi al centro della tavola rotonda conclusiva dell’Assemblea della Federazione Carta e Grafica del 26 giugno scorso.
Coordinata da Gabriele Cirieco di Strategic Advice, con la partecipazione di Michele Amigoni (Barilla), Pier Benzi (Artefice Group) e Alessandro Bompieri (RCS), la tavola rotonda in sé non ha portato molto di nuovo.

Carta e comunicazione

Si è parlato del ruolo della carta nella pianificazione nei grandi piani di comunicazione.

«La carta ha una essenza grande ma non comunica bene – ha detto Pier Benzi – perché non riesce a esprimere tutte le sue potenzialità.» Auspicando un’evoluzione, ha anche detto che “la tipografia avrà una maggiore interazione con mondo digitale”.» Nulla di nuovo, ma ne prendiamo atto.

Sempre sul ‘conflitto’ tra carta e digitale, Alessandro Bompieri sostiene che c’è una grande differenza anche nei prodotti scelti. E cita il caso delle notizie. «C’è maggiore credibilità nelle notizie lette sulla carta rispetto a quelle lette sul digitale. Anche confrontando le notizie del Corriere.it – ha detto – si vede che le notizie sono diverse e sono distribuite in modo diverso

«Il modello di business sul digitale sta cambiando significativamente. Sin dall’inizio del web gli editori sono andati sul digitale cercando di monetizzare attraverso la pubblicità dando contenuti gratuiti. Oggi, i grandi player come Google e Facebook, stanno rovinando gran parte delle risorse dell’informazione e questo è un problema. Lo scenario sta cambiando, e si sta tornando a far pagare dei contenuti in forme diverse. È quindi un ritorno alle origini

Alla domanda se nei contenuti dati dall’editore è più importante dare quello che chiedono i lettori o una componente etica ed educativa, risponde che «la scelta dei contenuti viene fatta dalla redazione e dal direttore. La scelta di dare dei contenuti che informano, ma che non seguono solo il pubblico è la strada che noi seguiamo. Se il nostro obiettivo [RCS – ndr] è fare abbonamenti bisogna informare e non seguire a differenza di ciò che avveniva prima con la pubblicità.»

Carta e packaging

Quindi la carta avrà un ruolo più importante nel packaging.

Dalla discussione è emerso che è il mondo del packaging quello in maggior crescita. Il packaging ha il compito di formare la testa di ariete nel prossimo futuro.
La carta interpreta la materia non solo a livello di oggetto, ma dà anche una valenza comunicativa ad esempio nel campo della sostenibilità. Emerge dunque sia a livello sensoriale sia a livello comunicativo nei confronti del pubblico. Un conto è l’essenza da punto di vista della sostenibilità e dalla moralità e un conto è quello che riesce ad essere trasferito. Noi dobbiamo lavorare in modo che la creatività e la forma diventi anche espressione di comunicazione.

Carta e cartiere

Vale la pena in conclusione citare l’intervento del Direttore Generale di Assocarta Massimo Medugno nel suo intervento all’EcoForum, organizzato a Roma da Legambiente, di cui Assocarta è partner.

«La carta è un esempio di bio-economia circolare in quanto materiale rinnovabile, riciclabile e biodegradabile. Con le sue molteplici applicazioni e grazie alle sue caratteristiche risponde all’esigenza di prodotti in grado di contribuire in modo sostenibile al benessere e allo sviluppo della società

Ma c’è un problema. « Nel nostro Paese – spiega Medugno – progetti concreti di economia circolare diventano ostaggi di una burocrazia senza un fine. Non solo i nostri impianti non riescono a recuperare gli scarti del riciclo della carta (giunto al 57% con punte dell’80% nell’imballaggio), ma neanche ad aumentare il riciclo della carta.»  (v.articolo)

È inutile essere campioni nell’economia circolare se non assumiamo i concetti di circolarità all’interno del principio del buon andamento la pubblica amministrazione.

«È pertanto urgente prevedere misure concrete per recuperare gli scarti del riciclo, quale una cabina di regia tra Amministrazioni e Ministeri competenti e l’obbligo di considerare gli stessi nella programmazione territoriale in quanto rifiuti del tutto assimilabili a quelli urbani sotto il profilo tecnologico

Chi ha orecchie per intendere, intenda.