In questa intervista a Massimiliano Veronesi, AD Komori Italia facciamo il punto non solo sull’azienda giapponese, ma sull’andamento e prospettive a breve della stampa commerciale e cartotecnica in Italia, e il ruolo delle PMI nel nostro settore.

Incontriamo Massimiliano Veronesi, dal 1° Aprile AD di Komori Italia. Un inizio certo non facile, seguìto da una quarantena di 40 giorni, prima di poter incontrare colleghi e clienti. Si è sentito un po’ come Mosè nel deserto? Ma alla fine la terra promessa si è vista?

«Per un certo verso la quarantena non mi ha aiutato a entrare in stretto contatto con i nuovi colleghi e con i clienti. Tuttavia mi ha offerto la possibilità di comprendere a fondo la filosofia della Casa Madre nipponica. Tutta basata sul massimo rispetto per i propri collaboratori: basti pensare alle 500 mascherine subito inviate a ogni dipendente in tutto il mondo. Non solo, ma il continuo interessamento alla salute nostra e dei nostri familiari.»

Massimiliano Veronesi, 52 anni, di provenienza Manroland Sheetfed di cui è stato DG dal 2012, dopo l’esperienza maturata nel settore roto-offset sempre di Manroland, passa quindi da una mentalità tedesca a una mentalità giapponese, con le ovvie differenze.
«In effetti – ci dice Veronesi – la quadratura è la stessa, soprattutto dal punto di vista tecnico. Ma, come dicevo, mi ha colpito la straordinaria cura della persona nei confronti dei collaboratori, da parte dei giapponesi. Una cura contraccambiata: c’è un estremo attaccamento al marchio, alla propria azienda anche in Komori Italia

Per Komori l’Italia è la prima filiale europea per importanza – detiene il 70% delle macchine offset 8 colori sul nostro mercato – e certamente il ruolo svolto fino a oggi da Silvano Bianchi è stato fondamentale.
«Certamente Silvano, oggi Direttore di Komori Italia, ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita dell’azienda nel nostro Paese, sempre lavorando nel pieno rispetto della mentalità nipponica: massima efficacia e con grande abnegazione e oggi mi sta aiutando in questo affiancamento che durerà fino a fine anno

Tornando al periodo iniziale quindi, tutto sommato un inizio in salita, ma positivo?
«Direi positivo in tutti i sensi. Perché anche dal punto di vista tecnologico vedo un’azienda proiettata al futuro della stampa, e ovviamente mi riferisco non solo alle tecnologie offset, ma anche al digitale e con la nanotecnologia

Nanotecnologia Komori

Il sistema NS40 sviluppato da ‘Komori per Komori’ basata sulla tecnologia nanografica di Landa

E qui se citiamo Benny Landa, Veronesi ci corregge, perché se è vero che la nanotecnologia nasce da Landa, la nuova macchina NS 40 che Komori avrebbe dovuto presentare alla drupa rinviata è una macchina basata sì sulla nanotecnologia inventata da Landa, ma “sviluppata da Komori per Komori”.
Anche Impremia IS29 è di concezione e costruzione Komori. Facciamo quindi un breve stacco, per parlare di Impremia, macchina a foglio 50/70 (per la precisione 58,5×72,5).
Alla drupa 2016, era presente sullo stand Komori il prototipo. Ma non ci era sembrato che ci fosse molta convinzione. Si percepiva molto interesse, ma che si sarebbe ancora dovuto lavorare per arrivare a una soluzione commercialmente valida. Ed è stato in effetti il lavoro di Komori, sulla meccanica, ma non solo, a farla diventare una vera e propria macchina da stampa con le caratteristiche della offset.
A proposito di drupa, Komori – come altri costruttori di macchine – ha deciso che non parteciperà all’edizione 2021, e supplirà con dimostrazioni sia in Giappone, sia in Olanda.

La stampa del futuro

Massimiliano Veronesi è convinto di questa trasformazione. La dobbiamo considerare quasi come una conversione dalla offset al digitale?
«Non posso dirmi un convertito. La offset mi resta nel sangue come una tecnica di stampa ancora oggi fondamentale. Ma il digitale di Impremia IS 29 che, non dimentichiamo, dà ottime performance anche nella cartotecnica, possiede tutte le caratteristiche per imporsi come la stampa del futuro. Sia per qualità, sia per resa economica. »

Non per nulla della decina di macchine installate in Europa, quattro sono in Italia : presso clienti con caratteristiche diverse, ad esempio anche in cartotecnica e in ambito commerciale (su questo torneremo in un prossimo articolo).

Abbiamo visto come il mercato italiano sia per Komori molto importante. Ma come si presenta oggi dopo la batosta del Covid ? Si sente voglia di riprendere con coraggio e senza lamentarsi? Quali prospettive a breve-medio termine?
«Avevo letto in una vostra intervista, circa un anno fa, che l’Italia, a differenza della Germania, ha ancora tante piccole o medie tipografie. Si prospettava un cambiamento a breve con acquisizioni a formare grandi gruppi. Personalmente non sono d’accordo. La forza dell’Italia sta proprio nelle PMI che quando funzionano bene hanno quel quid in più che le fa apprezzare sul mercato. Questo vale anche per gli stampatori

Per quanto riguarda la ripresa e il lavoro in generale, Veronesi è ottimista.
«Attualmente tra i nostri clienti – e parlo di clienti in generale – c’è una gran voglia di riprendere alla grande, di rinnovarsi, di stare sul mercato. Concordo con quando avete scritto nell’ultimo editoriale: “non basta attrezzarsi per Industry 4.0, ma bisogna anche avere Idee 4.0”. Conosco diverse aziende che puntano proprio su questo concetto e sono certo che supereranno questo periodo di crisi.»

Concludiamo l’incontro con la promessa di approfondire i vari argomenti accennati, cui aggiungiamo Apressia CTX132, la linea di taglio programmabile in connessione con il MIS aziendale, di cui è stata effettuata una interessante installazione in collaborazione con Edigit. Insomma tanta carne al fuoco per i prossimi appuntamenti.