All’incontro internazionale Print4All Conference – Future Factory si è partiti dal concetto che il futuro è nostro. E il direttore di Acimga, Andrea Briganti, ha evidenziato l’attuale incertezza invitando ad avere coraggio e imparare a essere proattivi e non reattivi.

È stato questo il motivo ispiratore della Print4All Conference –  lungo annunciata nei mesi scorsi del lockdown – trasmessa in streaming il 24 giugno scorso con una cospicua presenza di ascoltatori.
Ma quali sono le opportunità che si possono cogliere da un periodo di crisi per costruire un futuro migliore ? E, soprattutto, saremo in grado di coglierle ?
Innanzi tutto occorre comprendere quale futuro vogliamo. Se vogliamo un futuro che rispecchi il passato, non solo non abbiamo la ricetta, ma neppure sarebbe un desiderio corretto (anche se per molti è l’unico desiderio).
Il nostro futuro deve quindi essere completamente ripensato. Ma come ?
Al di fuori del contesto della Conference, abbiamo ascoltato aziende del nostro settore, che in questi mesi hanno perso anche il 50% del fatturato. Ma anziché piangere (reazione inutile) stanno reagendo con nuova organizzazione e nuove idee e sono certi che il loro futuro sarà ‘diverso, ma non peggiore’.

In parte questo concetto è emerso dalle tante relazioni ascoltate nella mattinata e nel pomeriggio. In parte, perché nulla di veramente nuovo, o rivoluzionario, è emerso.
Si è parlato di ciò di cui si parla ormai da anni: sostenibilità, economia circolare – e quindi riciclo e recupero, risparmi energetici – e Industria 4.0.
Tutti temi trattati con cura e anche dovizia di particolari. Ma che già conosciamo (almeno si spera).

Industry 4.0 e tecnologia

Vincenzo Baglieri SDA Bocconi, ha descritto (nuovamente) il progetto di filiera Industry 4.0 realizzato insieme alla Federazione Carta e Grafica. Un lavoro che si sviluppa in tre fasi: check up nelle aziende, formazione in aula e team di consulenza. Interessante il paragone del semaforo (o del passaggio a livello): la strategia 4.0 evita i ritardi di chi si trova in fondo alla coda, perché tutti si muovono contemporaneamente e chi parte in fondo non deve restare attardato.

Fabrizio Renzi che nonostante i tanti titoli – President & CEO rnbgate rnb4culture, Angel Investor e partner IBM – ha scoperto l’acqua calda, spiegando che il futuro di uno stampatore non potrà prescindere dai progressi tecnologici e dalla continua evoluzione dell’intelligenza artificiale. Quale esempio in stampa, ha parlato della realtà aumentata (noi ne parliamo da una decina d’anni andando anche oltre).

Strumenti o strategie ?

Parlando di futuro, è chiaro che, come ha detto, ci sarà un rimbalzo e la tecnologia sarà essenziale per la ripresa e per salvarci. Pur con tutte le complessità si aprono quindi –ha sostenuto – scenari che possono essere favorevoli. E, naturalmente, raccomanda di “investire in Industria 4.0 per avere una fabbrica intelligente, resiliente, connessa e integrata”.  Ci permettiamo di esprimere qualche dubbio sulla effettiva fattibilità di questa ricetta. A chi è indirizzata? Alle grandi aziende di stampa? Non certo agli artigiani tipografi che non hanno il tempo di alzare gli occhi dal bancone (come si diceva una volta). Ci sono ‘piccoli tipografi’ che in questo periodo si stanno ingegnando per offrire soluzioni che fino a ieri nessuno pensava fossero compito delle tipografie. Alcuni con successo, altri solo imitando chi le stesse idee le aveva già avute.
Ma a proposito di tecnoclogie e di Industria 4.0 non dimentichiamo la citazione a Luca Manuelli presidente cluster Fabbrica Intelligente, il quale afferma che nel piano Colao si parla di strumenti, ma mancano le idee strategiche.
Ecco il punto: a che serve Industria 4.0 se in azienda non si è pronti anche con le idee? Parliamo piuttosto di Idee 4.0 anche perché non bisogna “cadere nella trappola di prendere decisioni in ritardo”.

Ringraziamo Mario Di Berardino per la sua ‘lettera al direttore’ cui rinviamo: CLICCA QUI