Un Omaggio dalla Fondazione Fedrigoni a Luigi Ciabuschi, classe 1931, per la sua lunga carriera in azienda.

Luigi Ciabuschi, marchigiano classe 1931, è recentemente tornato in visita alla Fondazione Fedrigoni, la Cartiera in cui ha trascorso gran parte della sua carriera. Il ritorno al luogo che considera una seconda casa ha suscitato in lui emozioni profonde e ricordi preziosi.

Riviviamo nel suo racconto questa parte della storia della carta in Italia dal dopoguerra a oggi, nel suo ritorno in quella che è stata la sua dimora per anni.
«È un’emozione unica rientrare nella Fondazione Fedrigoni, dopo tanti anni, mi fa rivivere molti ricordi preziosi. Qui ho trascorso gran parte della mia carriera e della mia vita, è come tornare a casa.»

Stimolato da Flavio Viventi production manager Fedrigoni, Luigi Ciabuschi è entrato nel vivo della sua lunga storia lavorativa con una preparazione tecnica iniziata da autodidatta.

Dopo aver frequentando la scuola elementare e successivamente un corso di avviamento al lavoro, come usava in quegli anni ha scelto di studiare alla scuola industriale, diventando perito industriale specializzato in chimica della carta.
Il suo ingresso nel mondo della fabbricazione della carta è stato segnato da esperienze pratiche con gli attrezzi degli artigiani e successivamente nella produzione di carta.
Ciabuschi ha percorso tutti i reparti produttivi della cartiera entrando anche nei laboratori contribuendo allo sviluppo di nuove tipologie di carta.
Ma non solo di produzione si è dovuto occupare negli anni della ricostruzione. Uno dei suoi incarichi principali è stato la gestione dello stabilimento di Verona, in gran parte distrutto dopo la guerra. Ma qual era a quel tempo la caratteristica principale necessaria per lavorare nel settore della carta?

«Venendo da una guerra – racconta Ciabuschiera essenziale avere spirito di adattamento e capacità di innovazione. Quando sono arrivato, lo stabilimento di Verona era ancora in macerie. Abbiamo ricostruito tutto e sviluppato nuove tecnologie per migliorare la produzione

Durante i suoi viaggi, specialmente in America con GianfrancoFedrigoni, ha avuto la possibilità di visitare diverse cartiere dalle quali ha portato innovazioni nello stabilimento di Verona.

«Il primo viaggio in America è stato molto significativo. Ho visitato fabbriche di carta enormi e ho avuto l’opportunità di vedere nuove tecnologie. In uno di questi viaggi, ho lavorato con un cliente americano per sviluppare un nuovo tipo di carta. Questo viaggio ha cambiato molto la mia visione del lavoro.»

Una delle sfide più grandi che Ciabuschi ha affrontato è stata l’implementazione di nuove macchine e tecnologie nello stabilimento di Verona.

«Non è stato facile – ricorda – ma alla fine siamo riusciti a far funzionare tutto. Ricordo che abbiamo avuto un grosso problema con una macchina nuova, ma con determinazione e innovazione siamo riusciti a risolverlo.»

A livello gestionale ha vissuto episodi di una certa importanza per l’andamento della cartiera, nella quale ha dovuto impegnarsi anche nella gestione del personale, cercando di essere un punto di riferimento per i suoi collaboratori.
«Non avevamo un direttore del personale – ha spiegato – quindi mi occupavo personalmente delle relazioni con il personale. Ho sempre creduto che una buona gestione umana sia fondamentale per il successo di qualsiasi progetto.»

Un progetto significativo che Ciabuschi ha sviluppato è stato il reparto trasformazione. Quando è arrivato, c’erano solo due ‘macchinette’ – così le ha chiamate – che producevano cartoncini colorati. «Ho visto il potenziale e ho lavorato per espandere e migliorare questo reparto, introducendo nuove tecnologie e migliorando la qualità del prodotto.»

Flavio Viventi gli ha poi chiesto come riuscisse a trovare sempre una soluzione per ogni problema. «Ho sempre cercato di essere proattivo e di trovare soluzioni creative. Quando c’era una carenza di materie prime, cercavo aiuto da amici o facevo accordi con fornitori. Non mi preoccupavo mai, sapevo che avrei trovato una soluzione.»

Una delle innovazioni più importanti introdotte da Ciabuschi in Fedrigoni è stata la macchina per produrre la carta multistrato, un impianto capace di produrre carta fino a 600 grammi con quattro strati. Questa innovazione ha migliorato enormemente la capacità produttiva e la qualità del prodotto. Un’altra innovazione significativa è stata quella che ha permesso l’introduzione della carta goffrata.
«Abbiamo lavorato molto per perfezionare il processo di goffratura – ha spiegato – La nostra macchina per la carta goffrata era unica sul mercato e ci ha permesso di creare prodotti innovativi di altissima qualità, richiesti in diversi settori.»

Alla domanda su cosa consiglia ai giovani che vogliono intraprendere una carriera simile, Luigi Ciabuschi ha risposto in modo chiaro: «Partire da una solida base teorica e continuare a studiare. Di essere curiosi, di non smettere mai di imparare e di non avere paura di prendere rischi. Il lavoro richiede sempre un po’ di artigianalità, non esistono solo apparecchi di controllo. È fondamentale essere appassionati e dedicati, perché il lavoro è sempre spietato. Bisogna accettare che il lavoro richiede di essere sempre migliori del concorrente e che resta sempre un po’ di artigianalità.»

Ringraziamo il signor Luigi Ciabuschi per le piacevoli ore trascorse insieme e ci complimentiamo per il suo passato e il suo presente.

Un Viaggio nella Storia con Luigi Ciabuschi alle Cartiere Fedrigoni
Un Viaggio nella Storia con Luigi Ciabuschi alle Cartiere Fedrigoni