Il mese di novembre si presenta più incerto del previsto la manifattura continua a soffrire di costi energetici ancora elevati e domanda insufficiente.
Riportiamo il nostro riassunto mensile sulle tendenze macroeconomiche e impatti per l’industria della stampa e del packaging a cura della redazione, come di consueto sulla base degli Indici di Vittorio E. Malvezzi presentati al CCIAA di Milano, Monza e Lodi.
Nebbia informativa
Sullo scenario internazionale i segnali sono contrastanti e “nebbia informativa” dagli Stati Uniti.
Il quadro congiunturale globale del mese di novembre si presenta più incerto del previsto, soprattutto sul fronte statunitense.
Secondo gli ultimi dati della Fibre Box Association, citati da Bloomberg, i volumi delle spedizioni di scatole in cartone ondulato negli USA sono scesi ai minimi dal 2015: un campanello d’allarme che anticipa vendite natalizie più deboli.La situazione è aggravata dal prolungato shutdown federale, che blocca la pubblicazione di molti dati ufficiali del Bureau of Labor Statistics. In assenza di indicatori governativi, analisti e imprese sono costretti a fare affidamento su dati privati ad alta frequenza – come appunto le spedizioni di scatole – per comprendere la reale direzione dell’economia americana.
Sul fronte dell’occupazione, gli indicatori aggregati mostrano un aumento tra settembre e ottobre, ma la visibilità complessiva resta scarsa.
Il PMI composito USA segnala crescita più rapida dell’attività economica in novembre, accompagnata però da una rinnovata pressione sui prezzi: un segnale che non facilita le aspettative delle imprese e delle filiere globali.
Europa: crescita debole ma ancora positiva
In Europa i segnali sono misti:
- ZEW Germania in calo a –0,8, evidenziando un peggioramento del sentiment economico.
- IFO Business Climate tedesco in leggero arretramento (88,1 da 88,4).
- PMI composito dell’Eurozona ancora in territorio di espansione (52,4), confermando una dinamica positiva, anche se moderata.
La crescita europea resta fragile, sostenuta soprattutto dai servizi, mentre la manifattura continua a soffrire di costi energetici ancora elevati e domanda insufficiente.

Italia: evasione al top
In Italia si avvertono lievi segnali di recupero produttivo, ma i consumi sono ancora deboli.
In più, l’economia sommersa resta un problema strutturale, che incide anche sul gettito fiscale.
L’economia non osservata raggiunge infatti i 217,5 miliardi di euro, pari al 10,2% del PIL: oltre un euro su dieci prodotto in Italia non transita per i canali ufficiali, con impatto diretto su gettito fiscale e competitività.
Dettaglio ancora in rallentamento
A settembre si registra una contrazione sia in valore sia in volume.
Su base annua cresce il valore (+), ma cala il volume (–), confermando il fenomeno dell’inflazione che sostiene il fatturato, ma non le quantità vendute.Unica vera area in crescita: e-commerce, [fatto che riteniamo positivo per la piccola cartotecnica – ndr] mentre calano le performance delle piccole superfici.
Industria: segnali positivi
La produzione industriale di settembre segna un +2,8% rispetto ad agosto, mentre nella bilancia commerciale vediamo le esportazioni a +2,6%, e le importazioni +4,1% (settembre).
Il trend annuo mostra un buon incremento in valore delle esportazioni (+10,5%) e in volume (+7,9%).Carta e cartone ondulato
Il settore – centrale per il packaging – risente ancora della debolezza della domanda, anche se emergono alcuni primi segnali di stabilizzazione.

Inflazione in netto rallentamento
Secondo le stime preliminari ISTAT di ottobre l’inflazione annuale è +1,2%; il “carrello della spesa” a +2,3%, l’inflazione di fondo stabile a +2,0% e inflazione acquisita a +1,6%.
L’effetto principale deriva dal crollo dei prezzi degli alimentari non lavorati e dal ritorno in negativo dei prezzi energetici regolamentati.
Fiducia di consumatori e imprese
Entrambe le serie restano sotto la soglia 100: consumatori: 97,6 e imprese: 94,3.
Segnali che continuano a pesare sulle aspettative di investimento, anche nella filiera grafica. Occorre però tener conto che dati sulla fiducia si riferiscono a ottobre.Povertà assoluta in aumento
ISTAT segnala un peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie più fragili, con impatti diretti sui consumi e sulla domanda interna, compresa quella per prodotti editoriali e packaging non essenziale.
Implicazioni per l’industria della stampa e del packaging
Per il packaging il crollo dei consumi di scatole negli USA anticipa un possibile rallentamento degli ordini anche in Europa e in Italia durante l’inverno.
Tuttavia, la risalita della produzione industriale italiana e la stabilità delle esportazioni potrebbero sostenere la domanda di imballaggi nei comparti alimentare, cosmetico, farmaceutico.Per la stampa commerciale ed editoria prosegue il calo degli investimenti pubblicitari sui periodici cartacei, segnale di una trasformazione strutturale che penalizza la stampa commerciale tradizionale.
La riduzione del potere d’acquisto delle famiglie tende a comprimere la spesa per prodotti editoriali e promozionali.Opportunità
Crescita dell’e-commerce, quindi aumento della richiesta di imballaggi personalizzati e stampa digitale su packaging.
Maggiore attenzione alla qualità dei dati e alla compliance (richiamata dal nuovo documento ISTAT sulle metodologie statistiche) e quindi nuove opportunità per il data-driven packaging, la tracciabilità e le soluzioni integrate stampa-logistica.

In sintesi
Il mese di novembre conferma un quadro a due velocità:
- Industria in leggero recupero,
- Consumi ancora deboli,
- Inflazione in forte rallentamento,
- Packaging stabile ma con rischi al ribasso sul fronte internazionale,
- Stampa editoriale ancora penalizzata dal calo pubblicitario.
La filiera grafica e del packaging deve continuare a puntare su innovazione, diversificazione e integrazione dei servizi, in particolare nei segmenti più dinamici: e-commerce, farmaceutico, cosmetico, logistica ad alto valore aggiunto.
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