Al convegno GIPEA sono state analizzate le principali tendenze economiche e le nuove sfide che riguardano il mercato delle etichette autoadesive nel packaging.
Ad aprire i lavori è stato Carlo Montedoro, presidente di Assografici, che ha definito l’appuntamento non solo un momento tecnico di aggiornamento, ma anche una testimonianza della «vitalità e capacità di risposta del settore». Montedoro ha sottolineato la presenza di relazioni provenienti dal mondo associativo e industriale, chiamate a fare chiarezza su temi di immediata ricaduta sulle aziende.
Normative, contrattazione e sostenibilità
Tra questi, le complesse interpretazioni contributive legate al Conai, affrontate da Maurizio Tarda, e il fronte sindacale − introdotto da Marco Battaglia − dove la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo procede con difficoltà. «Non riusciamo a trovare una quadra con le sigle», ha dichiarato Montedoro, evidenziando un clima di negoziazione ancora delicato.
Al centro delle preoccupazioni imprenditoriali ci sono anche la strategia export e l’impatto delle nuove normative europee, dalla PPWR alla EUDR, che impongono standard ambientali sempre più stringenti. «Capire dove stiamo andando è il dato chiave», ha dichiarato il presidente Assografici, invitando il comparto a restare vigile e pronto a cogliere nuove opportunità.
Il quadro economico e geopolitico
Il presidente GIPEA, Stefano Salvemini, ha delineato uno scenario internazionale complesso, segnato da instabilità politica, tensioni globali e bassa crescita economica. La contrazione demografica, in particolare in Italia, unita alla stagnazione dei redditi, sta indebolendo consumi ed export – voce che vale un terzo dell’economia nazionale.
L’ultimo dato sul PIL (+0,1%) e la riduzione inattesa degli incentivi Industria 5.0 confermano, secondo Salvemini, l’assenza di una strategia industriale stabile. A questo si aggiunge l’aumento del contributo Conai, diventato «una tassa» pari a circa il 3% del fatturato medio delle aziende del settore.
Per superare l’attuale fase di rallentamento, Salvemini ha indicato tre linee prioritarie: innovazione nei processi, formazione delle competenze e collaborazione tra imprese.
Dazi USA: impatti reali e scenari possibili
Un contributo analitico di grande rilievo è arrivato da Fadi Hassan (LSE), che ha presentato una simulazione sugli effetti dei dazi statunitensi sulle esportazioni italiane.
Secondo i dati illustrati:
- per circa il 75% delle imprese, i margini si ridurrebbero di soli 0,3 punti percentuali;
- alcune realtà, soprattutto piccole imprese, potrebbero registrare cali dei profitti oltre l’8% e un impatto occupazionale tra l’1 e il 3%;
- la rete di fornitori coinvolta negli scambi con gli USA è ampia: circa 400.000 imprese direttamente o indirettamente esposte.
Hassan ha evidenziato inoltre come il “ridirezionamento” delle esportazioni cinesi su mercati alternativi possa aumentare la competizione in alcuni segmenti, seppur limitata: circa l’1% dell’export italiano sarebbe potenzialmente interessato.
La combinazione tra qualità percepita dei prodotti italiani, diversificazione dei fornitori e bassa sostituibilità attenua però i rischi immediati, pur lasciando aperto il tema dell’incertezza geopolitica.
Formazione: una leva strategica tra giovani e industria
Il settore conferma che il futuro passa anche dalla competenza. Ne sono esempio il progetto video “Mattia fa le scatole”, realizzato interamente da giovani lavoratori della filiera, e l’esperienza formativa dell’ITS Angelo Rizzoli, illustrata da Maurizio Lambro.
Laboratori dedicati al packaging, robotica e metodologie di apprendimento esperienziale permettono agli studenti di formarsi direttamente sulle tecnologie utilizzate dalle imprese, rispondendo a una domanda di profili tecnici qualificati sempre più urgente.
CAC Etichette 2026 e quadro normativo
Ha chiuso i lavori Maurizio D’Adda, Direttore Assografici, con un aggiornamento sulle nuove scadenze amministrative e sui futuri incentivi. La scadenza per la presentazione delle domande è stata prorogata al 6 dicembre, mentre per il 2026 è previsto il ritorno dell’iperammortamento, a supporto degli investimenti tecnologici.
Tra i nuovi obblighi emergono la compostabilità per alcune tipologie di imballaggi e l’adeguamento ai requisiti di Design for Recycling, particolarmente critici per le etichette multistrato.
Sul tema del CAC Etichette, D’Adda ha ricordato le modifiche alla procedura semplificata e il riallineamento dei contributi ai materiali effettivi, che ha comportato aumenti significativi soprattutto per le etichette in plastica. Grazie all’intervento congiunto di GIPEA e Assografici, sono stati ottenuti correttivi con sconti per il 2025 e l’80% nel 2026, ma dal 2027 si prevedono importi a regime.
Una circolare dedicata e una videoconferenza Conai aggiorneranno prossimamente aziende e associazioni.
In sintesi
Il convegno ha mostrato un settore consapevole delle criticità economiche, normative e geopolitiche, ma anche pronto a reagire con concretezza, investimenti in competenze e spirito di sistema. Una filiera sotto pressione, ma in movimento.

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