ESG, nuove competenze e PPWR: sono parte essenziale della trasformazione culturale di tutta la filiera.
In apertura degli interventi al seminario “Il Packaging del Futuro”, Sante Conselvan ‒ nelle vesti di presidente FTA Europe e Chairman FTA Global Alliance ‒ ha affrontato il tema del vero cambio di paradigma per la filiera del packaging, che ‒ accanto a tecnologia e automazione ‒ riguarda oggi l’impatto ambientale e il fine vita del prodotto. Non più elementi accessori, ma fattori strutturali che entrano fin dalla fase di progettazione.
Nuove figure aziendali
Il riferimento è al modello ESG ‒ Environmental, Social and Governance ‒ che impone alle imprese una visione integrata tra sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e qualità della governance.
Non si tratta di un adempimento formale, ma di un cambiamento organizzativo profondo che richiede nuove competenze e nuovi ruoli.
Tra le figure emergenti, Conselvan individua il responsabile dell’impatto sociale e ambientale, professionista chiamato a valutare, già in fase di sviluppo del prodotto, le scelte relative ai materiali, ai processi produttivi e alla gestione del fine vita. Una funzione destinata a diventare sempre più centrale nelle imprese strutturate.
Parallelamente, l’ingegnere di processo assume un ruolo strategico nell’analisi puntuale dei flussi produttivi, con l’obiettivo di individuare margini di miglioramento in termini di efficienza, riduzione degli scarti e ottimizzazione energetica.
Il profilo dello stampatore
La trasformazione investe anche il profilo professionale tradizionale dello stampatore. Se un tempo era associato a un mestiere manuale, oggi evolve verso la figura dell’operatore di processo: un tecnico altamente qualificato che gestisce impianti complessi attraverso sistemi digitali, sensori e monitor di controllo. Una riqualificazione che impone un ripensamento della formazione e dell’orientamento scolastico.
Il settore, tuttavia, soffre di una carenza strutturale di percorsi formativi specifici. A differenza di altri comparti industriali, il packaging e la stampa non dispongono di un sistema scolastico sufficientemente specializzato.
Le imprese sono spesso costrette a formare internamente le nuove risorse, sostenendo costi elevati e affrontando difficoltà nell’attrarre giovani talenti, anche per una scarsa conoscenza del settore da parte delle famiglie e del sistema educativo.
Le nuove sfide
Un ulteriore passaggio chiave riguarda il regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), frutto di un lungo confronto tra istituzioni, associazioni e operatori. Conselvan ha sottolineato come il dialogo abbia consentito di superare approcci ideologici orientati alla semplice riduzione del packaging, ribadendo un principio fondamentale: non si elimina un problema senza prima costruire una soluzione alternativa efficace.
La sfida dei prossimi anni sarà quindi metodologica oltre che tecnologica: integrare sostenibilità, competenze e innovazione in un sistema coerente, capace di rispondere alle nuove normative senza compromettere funzionalità, sicurezza e competitività.
In sintesi
Il packaging del futuro, in questa prospettiva, non è solo una questione di materiali o macchine, ma di cultura industriale condivisa e responsabilità lungo tutta la filier

Scrivi un commento