Recupero solventi, normativa globale e innovazione tecnologica: la visione di Andrea Formigoni per il futuro del packaging flessibile
In occasione della Giornata del Made in Italy 2026, DEC si racconta attraverso la voce di Andrea Formigoni, delineando un percorso industriale che unisce tradizione, innovazione e una visione anticipatoria della sostenibilità. L’incontro, reso possibile grazie ad Anna Paola Cavanna e alla collaborazione con Laminati Cavanna, rappresenta un momento di confronto concreto sui temi chiave per il settore del converting e dell’imballaggio flessibile.
Quando si parla di eccellenza industriale italiana, i riferimenti sono noti: qualità manifatturiera, design, capacità ingegneristica. Oggi però il vero elemento distintivo è la capacità di operare in uno scenario normativo globale sempre più stringente e dinamico, soprattutto sul fronte delle emissioni industriali.
Metaprintart – DEC nasce nel 1946: come si passa da azienda familiare a punto di riferimento globale per la sostenibilità?
Andrea Formigoni – Non è stato un adattamento alle regole, ma una scelta industriale precisa. DEC ha integrato il concetto di sostenibilità nei propri sistemi oltre mezzo secolo fa, quando il tema non era ancora al centro del dibattito.
Operando oggi in oltre 50 Paesi, l’azienda ha sviluppato una capacità distintiva: trasformare la complessità normativa in un vantaggio competitivo. Un approccio che ha permesso a DEC di posizionarsi come partner tecnologico globale, soprattutto nei settori ad alta intensità di solventi come il packaging flessibile e il converting.
Il contesto globale: i COV da problema ambientale a driver industriale
I Composti Organici Volatili (COV) non sono più solo una questione ambientale. Sono diventati un tema sanitario, climatico e soprattutto competitivo. Le normative stanno convergendo: Europa, Stati Uniti e Asia stanno progressivamente allineando standard sempre più severi.
“Non esisteranno più mercati non regolamentati nel lungo periodo”, sottolinea Formigoni. “Chi oggi non investe in tecnologie adeguate, domani sarà fuori mercato”.
Metaprintart – I vostri sistemi permettono di recuperare i solventi anziché ossidarli. Come si trasforma un costo in profitto?
Andrea Formigoni – Il cambio di paradigma è netto. Per anni l’industria ha scelto la strada più semplice: distruggere i solventi tramite ossidazione termica. Oggi questa logica non è più sostenibile.
Il solvente è diventato una risorsa strategica. Le Solvent Recovery Units (SRU) sviluppate da DEC consentono di recuperare fino al 99% del solvente, trasformando un’emissione in materia prima riutilizzabile.
Il risultato è immediato: riduzione dei costi di approvvigionamento, minori consumi energetici, drastico abbattimento delle emissioni di CO₂
A questo si aggiunge un elemento cruciale: la crescente tassazione delle emissioni. Evitare la combustione significa ridurre direttamente gli OPEX. La sostenibilità oggi è un vantaggio economico, non solo ambientale.
Metaprintart – Hai definito l’India un mercato “pericoloso” per la mancanza di regole. Come può vincere la tecnologia italiana?
Andrea Formigoni – Il rischio esiste, ma è temporaneo. I mercati emergenti tendono ad allinearsi rapidamente agli standard internazionali.
La strategia DEC è anticipare questo processo. Progettare secondo criteri europei consente ai clienti di essere già pronti per normative future. Non seguiamo il minimo requisito: portiamo soluzioni che funzionano anche quando le regole arriveranno. In questo contesto, la tecnologia italiana diventa un fattore abilitante per una crescita industriale sostenibile, anche nei mercati meno regolamentati.
Europa: il laboratorio normativo più avanzato
L’Europa è oggi il benchmark globale. Direttive come IED e BAT stanno imponendo limiti sempre più stringenti e introducendo un approccio integrato che combina emissioni, energia, CO₂ e circolarità.
“Non si tratta più solo di abbattere i COV, ma di gestire un sistema industriale complesso”, osserva Formigoni.
Metaprintart – Qual è il messaggio di DEC ai produttori di imballaggio flessibile?
Andrea Formigoni – La scelta tra modello lineare e circolare non è più teorica: è industriale. Distruggere i solventi significa perdere valore, consumare energia e aumentare i costi. Recuperarli significa trasformare un’emissione in risorsa.
Le tecnologie DEC si inseriscono in questo scenario con un approccio integrato:
- SRU™ (Solvent Recovery Unit) per il recupero solventi;
- RTO™ (Regenerative Thermal Oxidizer) per l’abbattimento con ossidazione termica rigenerativa;
- RBC™ (Rotary Bed Concentrator) per la concentrazione;
- HSU™ (Hybrid Sorption Unit) per una sinergia tra le diverse tecnologie.
Non esiste una tecnologia migliore in assoluto. Esiste la soluzione giusta per ogni impianto.
Oggi ogni sistema produttivo è una combinazione di variabili: emissioni, energia, CAPEX, OPEX e valore della materia recuperata. La sfida è trovare l’equilibrio.
Operare all’interno di uno dei contesti normativi più avanzati al mondo rappresenta per DEC una responsabilità, ma anche un’opportunità. Progettare secondo standard elevati significa essere naturalmente competitivi a livello globale.
Il Made in Italy, in questo scenario, evolve: da eccellenza manifatturiera a modello di sostenibilità industriale. La direzione è chiara. L’industria sta entrando in una nuova fase in cui le emissioni diventano risorse, la compliance una leva strategica e la tecnologia il principale fattore competitivo.
“Il futuro”, conclude Formigoni, “non sarà di chi emette meno, ma di chi saprà gestire meglio ciò che emette”

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