Giflex al centro di una filiera stabile, innovativa e in dialogo con le istituzioni, e due convegni a Roma.

Una filiera di oltre 100 aziende, 12.000 addetti, 215.000 tonnellate esportate (pari al 51% della produzione) e un fatturato 2024 di 4,3 miliardi di euro: sono i numeri che descrivono il mondo del packaging flessibile in Italia, un settore che si conferma solido, competitivo e in crescita sul fronte dell’internazionalizzazione.

Giflex, gruppo di Assografici dei produttori di imballaggio flessibile, si conferma punto di riferimento per la filiera e interlocutore attivo verso le istituzioni, con un impegno costante su innovazione, sostenibilità e formazione.

Se ne è parlato il 31 ottobre presso Istituto Italiano Imballaggio (I.I.I.) ricevuti dalla presidente Alessandra Fazio, che ha fornito i dati del comparto.

Quarant’anni di resilienza

Nel suo 40° anniversario, Giflex racconta un anno intenso, segnato da attività di rappresentanza istituzionale e da due appuntamenti chiave per il settore:

il Congresso d’Autunno, il 6 e 7 novembre a Roma, dedicato a “Imballaggio flessibile, minimalista per natura”, con focus su IA, valore del packaging, contesto geopolitico, design e nuove normative europee (PPWR); e, pochi giorni dopo, il confronto in Senato del 13 novembre su “L’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea”.

Un settore solido anche nella normalizzazione

«Una resilienza fatta di numeri, competenze e tanta storia» – ha ricordato Alberto Palaveri, presidente di Giflex.

Il 2024 segna una fase di normalizzazione dopo il biennio straordinario 2021-2022, ma anche di consolidamento strutturale: patrimonializzazione oltre il 43% del capitale investito, produttività in crescita, occupazione stabile.

Un settore sano, che continua a creare valore e che guarda alla sostenibilità come chiave per il futuro.

Transizione ambientale: un percorso a ostacoli

Il percorso verso la transizione verde, però, non è privo di ostacoli: «Serve una reale armonizzazione normativa in Europa – sottolinea Palaveri –. Tra Stop the Clock e metodi non riconosciuti dalla comunità scientifica, l’immissione sul mercato di imballaggi innovativi in linea con il PPWR è ancora complessa. Per questo Giflex è impegnato in un’intensa attività di advocacy per promuovere politiche industriali efficaci e incentivi mirati

Minimalisti per natura

Il packaging flessibile nasce già “minimalista”: leggero, efficiente, con un rapporto ottimale tra imballaggio e contenuto e una ridotta impronta di CO₂.
Per rendere la sostenibilità sempre più misurabile, Giflex ha sviluppato linee guida LCA dedicate e avviato la creazione di una banca dati specifica sulle materie prime, per migliorare l’accuratezza dei calcoli ambientali e fornire indicatori affidabili a tutta la filiera.

Valore sociale: ripartire dal packaging

Tra i progetti che uniscono industria e responsabilità sociale, “Ripartiamo dal Packaging” rappresenta un modello virtuoso: formazione professionale e reinserimento lavorativo per detenuti nel mondo della stampa e del packaging.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Carta Etica del Packaging in collaborazione con il Ministero della Giustizia ed ENIP-GCT, è attiva presso la Casa Circondariale di Lodi e punta a estendersi ad altri istituti in Lombardia e in Italia. Giflex vi partecipa come Ambasciatore, confermando la volontà di fare impresa con valore sociale.

Un settore “leggero” ma essenziale

Il packaging flessibile non è solo una tecnologia produttiva: è anche una forma di comunicazione.
Come ricorda Palaveri, «dobbiamo concentrarci su ciò che porta reale valore. Nel flessibile, la leggerezza è forza: pesiamo poco, ma contiamo molto.»

Minimalista ma solido

Un settore “leggero” ma essenziale (dati globali del packaging   – Fonte Istituto italiano di Imballaggio)

Produzione:

  • 17,26 milioni di tonnellate (+1,1% sul 2023)

Fatturato complessivo:

  • €37,96 miliardi
  • –1,2% per effetto della compressione dei prezzi

Occupazione:

  • Oltre 110.000 addetti
  • 7.156 aziende operative nella filiera

Peso manifatturiero:

  • 3,3% del totale industriale
  • 1,7% del PIL nazionale

Bilancia commerciale:

  • Saldo negativo per 171.100 tonnellate

Prospettive 2025–2028:

  • Crescita media annua prevista +1,2%