Il cartone ondulato si presenta oggi alla filiera del packaging come il cuore pulsante della sostenibilità industriale dalle materie prime alla produzione.

Andrea Mecarozzi ‒ presidente Associazione Italiana Scatolifici (ACIS) ‒ ha aperto il suo intervento sottolineando il ruolo centrale delle piccole e medie imprese italiane nella filiera del packaging.

L’Associazione Italiana Scatolifici rappresenta circa un centinaio di aziende distribuite sul territorio nazionale, tutte a capitale italiano e strettamente integrate nei distretti produttivi in cui operano. Questa rete, ha spiegato Mecarozzi, è un esempio di sostenibilità a 360 gradi: dalle materie prime utilizzate alla produzione, fino all’impatto economico e occupazionale locale.

Superstar del packaging sostenibile

Il cartone ondulato, spiega Mecarozzi, si è trasformato negli ultimi anni da materiale “demonizzato” a vero e proprio superstar del packaging sostenibile. Con un tasso di riciclabilità che supera il 92% e una percentuale di fibra vergine inferiore al 15%, ogni scatola prodotta contribuisce al reinserimento di materia prima nel ciclo produttivo, rendendo la filiera virtuosa e autoalimentante.

Le innovazioni tecnologiche hanno inoltre permesso di ridurre il peso degli imballaggi e aumentare la percentuale di fibra riciclata senza compromettere le prestazioni meccaniche o estetiche dei prodotti. Anche la stampa flessografica, con inchiostri a base acqua e l’uso di materiali riciclati, contribuisce a rendere la produzione sempre più sostenibile, pur mantenendo alta la qualità visiva e comunicativa dell’imballaggio.

Un tema chiave evidenziato è la formazione e la consapevolezza degli utilizzatori: la contaminazione dell’imballaggio durante l’uso può comprometterne la riciclabilità, rendendo fondamentale educare sia le imprese che il pubblico sui corretti comportamenti.

Mecarozzi ha anche ricordato la peculiarità italiana: con oltre 300 scatolifici trasformatori indipendenti, la produzione del cartone ondulato italiano copre circa il 40% del mercato nazionale, generando oltre 2 miliardi di metri quadri di cartone trasformato. Questa frammentazione favorisce specializzazione, prossimità produttiva e scambio rapido di conoscenze tra PMI, elementi fondamentali per un settore che punta a conciliare sostenibilità, efficienza e innovazione.

In sintesi, l’intervento di Mecarozzi ha messo in evidenza come le PMI italiane siano oggi protagoniste di una filiera responsabile, capace di trasformare il cartone ondulato in un modello di innovazione sostenibile, con attenzione a materiali, processi e comunicazione ambientale.