La stampa di blister per l’industria farmaceutica sta vivendo una trasformazione del mercato, che spinge le maggiori aziende di packaging del settore a prendere in considerazione il digitale.

«Il problema – ci spiega Yiannis Tselikas, direttore commerciale, oltreché socio di TS Converting, azienda greca specializzata in stampa a converting di materiale per il packaging flessibile destinato all’industria farmaceutica – è quello di poter ridurre le tirature mantenendo una elevata qualità di stampa paragonabile a quella che abbiamo oggi con la rotocalco

Incontriamo Yiannis Tselikas a Telgate (BG) presso S2 Converting, dove è venuto per assistere al collaudo della nuova Alusilver Phoenix HDF, sviluppata con DG ITALIA.
S2 Converting è specializzata nella costruzione di macchine per la stampa flexo su pellicola di alluminio. Da tempo collabora con DG ITALIA, che ha sviluppato un nuovo sistema per la stampa digitale, anche di dati variabili, su supporti flessibili metallici. Di questa collaborazione abbiamo parlato recentemente in altro articolo tecnico (vedi).

Alusilver

La Alusilver Phoenix HDF

Qualità e sicurezza

In questa partnership nata per attuare con successo un progetto così ambizioso rivolto al mercato farmaceutico, da sempre molto attento all’innovazione, per il team di DG Italia e di S2 Converting è stato necessario coinvolgere un partner specializzato per la realizzazione del giusto inchiostro: TIGITAL®  di TIGER Coatings  con sede in Austria. Per questa particolare esigenza, il team di ricerca e sviluppo Inkjet di TIGER ha creato una serie di inchiostri a marchio TIGITAL®. Oltre alle consuete caratteristiche fondamentali per un inchiostro di alta qualità inkjet, questa serie speciale porta innovazione e una caratteristica unica nel settore: la conformità con l’ordinanza svizzera * per gli inchiostri da stampa applicati sulla superficie a contatto non alimentare dei materiali a contatto con alimenti. (e quindi applicabile anche al mondo farmaceutico). Questi inchiostri sono stati sviluppati nell’ambito del progetto Beyond Europe ROBASTIC, finanziato dalla austriaca FFG.

In sintesi la normativa dice che se di principio non si può in alcun modo escludere il contatto per migrazione o per contaminazione degli inchiostri utilizzati per gli imballaggi è necessario attenersi alla lista dei componenti (e delle relative quantità) inseriti nell’elenco. Quindi è un completare e un andare oltre il concetto di “low migration” che tanto appassiona stampatori e clienti finali. Oltre ad essere compatibili con un processo di bassa migrazione (che coinvolge l’intero processo di produzione), TIGITAL® SWISS ORDINANCE UV INK offre ulteriori vantaggi per il cliente finale. A suggellare la partnership a tre durante il collaudo era presente anche Gregor Gajda, Project Sales Manager TIGITAL®.

Su misura

Se il concetto di base della tecnologia è già ampiamente collaudato con 11 macchine che S2 Converting ha già sul mercato, la Alusilver Phoenix HDF è la prima macchina del genere, che è stata progettata sulla base delle richieste del cliente.

Chiediamo a Yiannis Tselikas come ha conosciuto DG Italia ed S2 Converting: «Quando abbiamo deciso che avremmo stampato parte della nostra produzione in digitale, abbiamo svolto un’accurata ricerca, ma non ci è stato possibile trovare sul mercato una macchina che rispondesse con precisione a tutte le nostre richieste. Siamo quindi partiti dalla scelta del partner migliore a cui affidare lo studio della soluzione digitale e lo abbiamo trovato, dopo una serie di valutazioni tecniche e test di stampa, in DG ITALIA che ci ha proposto, per la costruzione della linea bobina/ bobina il loro partner in questo ambito e cioè S2 Converting che già conoscevamo per le sue applicazioni flexo ad esempio per la stampa dei coperchietti degli yogurt. Sapevamo anche della loro capacità di costruire macchine su misura e quindi la possibilità di far realizzare questo progetto a queste due aziende ci è sembrata la soluzione migliore

La complessità del semplice

Da quel momento gli staff tecnici di DG ITALIA e S2 Converting si sono messi al lavoro seguendo le specifiche fornite dalla TS Converting. È nato così il progetto della Alusilver Phoenix HDF che si fondava già su una solida esperienza di entrambe le aziende nel settore del converting e della stampa digitale.
La linea appare come un sistema di stampa all’apparenza semplice: una parte hardware per il trasporto della bobina dallo svolgitore al riavvolgitore, e una parte centrale, con relativo software gestionale, per la stampa.
Tuttavia Cosma Roberto Vercelloni ci spiega e ci mostra i diversi accorgimenti che fanno di questa macchina un sistema semplice, ma al tempo stesso sofisticato e con alcuni brevetti, che ne costituiscono i punti di forza. Ad esempio, detto in estrema sintesi, un sistema gelificatore dell’inchiostro a valle della o delle barre inkjet, per bloccare l’espansione dell’inchiostro che sarà poi polimerizzato all’uscita. Questo per permettere di sfruttare a pieno la qualità offerta dalla tecnologia scelta per questa applicazione soprattutto nella stampa di caratteri molto piccoli. Inchiostri UV dunque, che possono essere asciugati con LED o lampade tradizionali. Nel caso specifico, il cliente ha scelto lampade a mercurio per assicurare una polimerizzazione al 100% anche per le velocità più sostenute.

DG Phoenix

La qualità di stampa permette di riprodurre testi anche in corpo 3

Caratteristiche

La HDF lavora a 70 metri/minuto su banda fino a 450mm e ha, al momento, una barra inkjet che può stampare in monocromia (nero), ma già predisposta per una seconda barra di stampa per colori spot. È così possibile anche la stampa in quadricromia a 600×600 dpi. Analogamente, la macchina in questa versione realizzate per TS Converting stampa solo in digitale, ma è predisposta per l’aggiunta fino a due unità flexo, qualora il cliente decida questa implementazione.

Dopo il collaudo, il cui risultato è stato positivo per TS Converting, durante la cena organizzata dalle due aziende italiane nella splendida cornice del Golf Club Carimate, Yiannis Tselikas ci spiega le motivazioni di questo drastico passaggio dalla rotocalco alla stampa digitale, anche se in realtà si tratta di un affiancamento.
«Abbiamo sempre stampato blister e packaging farmaceutico con macchine rotocalco. Ma ultimamente il mercato chiede anche tirature medie e corte che volevamo ottenere affrontando un investimento ragionevole pur mantenendo l’elevata qualità della rotocalco
È così che inizia la ricerca per la soluzione ideale, che TS Converting trova nella partnership tra i due costruttori italiani.
«Con la HDF siamo certi – prosegue Yiannis – di aver fatto l’investimento migliore per essere più competitivi sul mercato. Ora possiamo fornire ai nostri clienti blister anche in tirature basse a prezzi competitivi ma di alta qualità. E il fatto di essere i primi ad aver compiuto questo passo ci avvantaggia sul mercato

Nella foto in alto da sinistra Yiannis Tselikas, Franco Nicastro, Cosma Roberto Vercelloni, Gregor Gajda della TIGER

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* Come è noto l’UE non ha una regolamentazione precisa in questo campo e i produttori di inchiostri che fanno capo a EUPia si attengono, quando necessario, alla normativa contenuta nell’articolo 35 della Swiss Ordinance SR 817.023.21 relativa ai materiali a contatto con gli alimenti.