In uno dei consueti incontri con l’autore, il 5 gennaio scorso sul canale youtube ScambievolMENTE, Wilma Coero Borga, scrittrice di grande cultura, sensibilità e progettualità, ha presentato la sua ultima opera “Rinaldo e il mistero del calice avvelenato”, racconto per lettori da 6 a 99 anni, composto e pubblicato come “Libro ad Alta Leggibilità” per dislessici.

Affrontando il tema della dislessia, l’autrice ha illustrato, con grande competenza, a un pubblico molto attento, la scelta del carattere di stampa, l’impaginazione e la carta per facilitare la lettura ai bambini, e non solo, affetti da dislessia. Regole fondamentali per l’editoria scolastica e per i libri con marchio AL “Alta Leggibilità”.

Esiste una gamma di caratteri lineari che sono presenti di default nei software di impaginazione e di elaborazione testi, che possono essere utilizzati per l’Alta Leggibilità.
«Nel libro in questione – ha spiegato Wilma Coero Borga, laureata in Scienze e Arti della Stampa al Politecnico di Torino e autrice di diversi libri per bambini e adulti – è stato utilizzato il Lucida Sans, ma ci sono anche altri font, i “bastoni”, che rientrano in questa tipologia: Arial, Tahoma, Trebuchet, Helvetica, Comic Sans, Calibri e che andrebbero utilizzati solo nella serie del tondo, evitando, quindi, il neretto e il corsivo.»

Quindi caratteri senza grazie, che distoglierebbero l’attenzione per una lettura scorrevole. Ma esiste anche un carattere speciale, chiamato SocialFont.

L’autrice ha quindi spiegato come ha proceduto.

«Ho contattato il signor Stefano Pallis, il creatore del SocialFont, un font inclusivo ad Alta Leggibilità e responsabile del Progetto SociaLibri, grazie al contributo dell’equipe del Centro Koinè, specializzato nel tutoraggio di BES e DSA

Quindi non solo la scelta del font?

«Infatti. Stefano Pallis mi ha fornito le istruzioni per impaginare al meglio il testo e renderlo ad Alta Leggibilità, fruibile da chiunque ma, soprattutto, dai lettori con dislessia, valutando l’impaginazione delle pagine che gli inviavo e approvando la scelta del Lucida Sans come valido sostituto del SocialFont.»

Lettere speculari

Ci parli del SocialFont?

«Addentrandoci nello specifico, il SocialFont azzera lo scambio percettivo delle lettere che si differenziano solo per il ribaltamento dell’asse, per evitare confusione nelle lettere speculari, come ad esempio b, d, q, p. Un carattere unico, con quattro significati. Esiste infatti una minima differenza tra le due coppie di grafismi che si identifica con la sporgenza dell’asta o con la forma differente della pancia. Il SocialFont, però, per i grafici e gli editori è a pagamento. È fornito gratuitamente solo alle scuole e ai genitori per motivi connessi all’insegnamento agli studenti con DSA.»

Leggere è un diritto di tutti, soprattutto dei bambini

Molti non sanno con precisione che cosa sia la dislessia. Ce lo puoi spiegare?

«La dislessia che, insieme alla disortografia, disgrafia e discalculia, è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), consiste nella difficoltà a leggere e a scrivere in modo corretto e fluente. È un disturbo che si manifesta con l’inizio della scolarizzazione. Ma è bene precisare, a scanso di equivoci, che questi disturbi non sono causati né da deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o deficit sensoriali

Quindi, il dislessico non ha problemi nella comprensione del testo, ma solo nel, diciamo cosí, seguire le “righe”. Ma a cosa è dovuto?

«La DSA dipende dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo – prosegue l’esperta –. Il bambino dislessico può imparare a leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità ed energie. Per questo si stanca rapidamente e commette errori e, spesso, viene valutato da insegnanti e genitori come “intelligente che non si applica”

Riassumendo, quindi, la dislessia, in particolare, è un disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà a decodificare il testo.

La figura che l’autrice ci mostra indica con i punti rossi, la differenza nel movimento dell’occhio tra un normolettore e un dislessico.

Movimenti degli occhi dei normo a confronto dislessici

Movimenti degli occhi dei normo a confronto dislessici

«Proprio pensando a queste esigenze, ho ritenuto di realizzare il mio progetto, che ha trovato accoglimento da parte dell’editore PAV di Roma. Non si tratta di un testo semplificato nei contenuti, ma con caratteristiche grafiche e di impaginazione che ne favoriscono la leggibilità rendendolo accessibile anche ai bambini con DSA e con BES (Bisogni Educativi Speciali).»

Non solo font

Quali altre caratteristiche deve avere un libro ad Alta Leggibilità?

«Le caratteristiche dei libri ad Alta Leggibilità proseguono, oltre il discorso dei font, con l’interlinea che deve essere più ampia del normale, il corpo del carattere che non deve scendere sotto i 12 punti, l’allineamento a sinistra e non giustificato, l’assenza del trattino di divisione sillabica in fin di riga, e l’utilizzo della doppia interlinea al posto della rientranza per il capoverso.
Sono tutte tecniche per non affaticare la lettura, insieme all’utilizzo della carta non riflettente e, dove possibile, color avorio.»

Le illustrazioni
Le illustrazioni non devono interferire con il testo

Le illustrazioni non devono interferire con il testo

Nella tua spiegazione, hai anche evidenziato l’importanza delle illustrazioni e del loro posizionamento.

«Grazie alla collaborazione tra Michela Rizzotti e Marco Nespoli, i disegni al tratto dei personaggi eseguiti da Marco, sono stati colorati da Michela, per dare uniformità di tecnica alla totalità delle tavole, generando illustrazioni vive, attraenti, ma che al tempo stesso non dovevano distogliere la visuale al lettore, e posizionate, quindi, in modo da non disturbare il testo e non interferire con la lettura.»

Questo libro contiene illustrazioni, ma anche alcune immagini fotografiche della villa diroccata e degli interni, che descrivi nel tuo racconto.

«Nel caso specifico, questa regola è stata rispettata sia per le illustrazioni, sia per le immagini fotografiche e le stampe d’epoca e le rispettive didascalie, per le quali si è utilizzato un corpo inferiore ed è stato applicato un opportuno distanziamento tra figura e testo, in modo tale che iconografia e testo avessero spazi a se stanti.»

Come ha sintetizzato il presentatore, Christian Tarantino, questo “Rinaldo” merita visibilità, se non altro per il progetto di inclusione che rappresenta: “la lettura deve essere un piacere e un diritto per tutti e questo è il primo piede in mezzo alla porta.”
Oltre al valore della narrazione in sé, aggiungiamo noi, che alla leggibilità unisce la ricerca storica appassionante quanto istruttiva, arricchita dalla fantasia, si tratta di un piacevole racconto, godibile sia dai ragazzi, sia dagli adulti, perché ognuno saprà leggerlo secondo il proprio gusto e interesse.

Infine l’autrice ha ritenuto doveroso segnalare il merito dell’editore PAV Edizioni di Roma, che ha creduto nel progetto e per averlo realizzato, con professionalità.

Wilma Coero Borga – Rinaldo e il mistero del calice avvelenato  – PAV Edizioni – Premio Luigi Pirandello – Il Convivio: Diploma d’onore – Segnalazione di Merito – Narrativa inedita 2022.