Tecnologia, sostenibilità e sicurezza: il ruolo strategico della stampa flessografica secondo Andrea Dallavalle
Nel percorso evolutivo della stampa per il packaging, la flessografia si conferma una delle tecnologie più versatili e strategiche. Non solo per la sua diffusione industriale, ma per la capacità di integrare innovazione, sostenibilità e sicurezza all’interno dei processi produttivi.
Durante il suo intervento, Andrea Dallavalle di Koenig & Bauer ha offerto una lettura chiara del ruolo della flessografia nel contesto attuale, evidenziando come questa tecnologia rappresenti un punto di equilibrio tra efficienza produttiva e nuove esigenze del mercato.
Integrazione con sicurezza e anticontraffazione
ll’interno del gruppo Koenig & Bauer, la flessografia si inserisce in un ecosistema che copre tutte le principali tecnologie di stampa: digitale, offset, rotocalco, serigrafia.
Un approccio industriale completo che consente di operare su diversi materiali, dalla carta al vetro, fino al metallo, ma in cui la flessografia mantiene un ruolo centrale.
“La flessografia è oggi una tecnologia molto importante all’interno del gruppo” dichiara Andrea Della Valle. La sua rilevanza è legata soprattutto alla capacità di adattarsi alle esigenze del packaging contemporaneo, dove flessibilità, velocità e qualità devono convivere.
Integrazione con sicurezza e anticontraffazione
Uno degli aspetti più interessanti emersi riguarda la compatibilità della flessografia con le tecnologie di sicurezza.
In linea con quanto illustrato nel precedente intervento sulle soluzioni anticontraffazione, la stampa flessografica permette di integrare elementi avanzati direttamente nel processo produttivo.
“Possiamo stampare in flessografia anche inchiostri invisibili, UV o taggant, con componenti chimiche rilevabili”. Questo apre scenari importanti per il packaging evoluto, in cui la stampa non è solo decorazione o informazione, ma diventa uno strumento attivo per la protezione del prodotto.
Integrazione con sicurezza e anticontraffazione
Uno degli aspetti più interessanti emersi riguarda la compatibilità della flessografia con le tecnologie di sicurezza. In linea con quanto illustrato nel precedente intervento sulle soluzioni anticontraffazione, la stampa flessografica permette di integrare elementi avanzati direttamente nel processo produttivo.
“Possiamo stampare in flessografia anche inchiostri invisibili, UV o taggant, con componenti chimiche rilevabili”. Questo apre scenari importanti per il packaging evoluto, in cui la stampa non è solo decorazione o informazione, ma diventa uno strumento attivo per la protezione del prodotto.
Automazione e intelligenza artificiale: il vero salto di qualità
Il punto centrale dell’intervento di Dallavalle riguarda però un altro tema chiave: l’efficienza produttiva. Le macchine di stampa oggi sono sistemi altamente automatizzati e tecnologicamente avanzati, ma spesso non vengono sfruttate appieno.
È qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Secondo Dallavalle, l’AI rappresenta una leva fondamentale per migliorare le performance degli impianti, ottimizzando parametri produttivi, riducendo sprechi e aumentando la qualità.
“Spremere al massimo una macchina significa anche essere più sostenibili”. Un concetto chiave: l’efficienza non è solo economica, ma anche ambientale. Ridurre consumi, ottimizzare tempi e minimizzare gli scarti significa contribuire concretamente agli obiettivi di sostenibilità richiesti dal mercato e dalle normative.
Sostenibilità: oltre le normative
Il riferimento al contesto normativo, come il regolamento sugli imballaggi (PPWR), è chiaro, ma il messaggio va oltre l’obbligo.
“Al di là delle regole, questo è il mondo verso cui dobbiamo andare”. La sostenibilità, quindi, non è solo una risposta alle normative, ma una direzione inevitabile per l’industria della stampa e del packaging.
In questo scenario, la flessografia, grazie alla sua efficienza e adattabilità, si propone come una delle tecnologie più adatte a supportare la transizione.
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