Come l’identificazione digitale e le tecnologie di stampa possono chiudere il cerchio tra brand, consumatori e impianti di recupero.
Al Packaging Forum di FTA Europe a Barcellona, Marina Choquet (Chief Delivery Officer di Polytag) ha acceso i riflettori su come l’identificazione digitale e le tecnologie di stampa possano chiudere il cerchio tra brand, consumatori e impianti di recupero.
Che fine fa un imballaggio dopo l’uso? E come può un marchio sapere se la propria confezione è stata effettivamente raccolta e avviata al riciclo? A queste domande cruciali ha risposto Marina Choquet. L’azienda britannica sviluppa soluzioni avanzate per tracciare il ciclo di vita del packaging, offrendo ai brand strumenti concreti per misurare la reale circolarità dei propri prodotti.
Il limite attuale è evidente: nonostante gli investimenti in ecodesign e materiali riciclati, le aziende spesso perdono il controllo del proprio imballaggio una volta avvenuta la vendita. Superare questo divario significa unire l’identità digitale del prodotto ai dati raccolti lungo l’intera filiera del fine vita.
QR code dinamici: l’etichetta che si evolve nel tempo
La prima frontiera presentata riguarda l’uso di QR code intelligenti e dinamici, che indirizzano i consumatori verso contenuti web gestiti direttamente dal brand. A differenza dei testi fissi stampati sulla confezione, questi codici offrono vantaggi tangibili:
- Contenuti aggiornabili post-vendita: Se cambiano le normative di conferimento o le istruzioni di riciclo locali, l’azienda può aggiornare le informazioni digitali senza dover ristampare il packaging o sostituire le etichette nei punti vendita («una soluzione dinamica applicata a un supporto statico», ha sottolineato Choquet).
- Versatilità e Passaporto Digitale: Un unico codice permette di comunicare l’origine delle materie prime, suggerire ricette o indicare le corrette modalità di smaltimento in base alla geolocalizzazione dell’utente, ponendosi come punto d’accesso ideale ai futuri Digital Product Passport.
- Efficienza in linea: I QR code possono includere dati strutturati come numeri di lotto e scadenze. Grazie alla collaborazione con fornitori di tecnologie di codifica come Domino e Videojet, Polytag permette l’integrazione diretta sulle linee produttive senza stravolgere i flussi esistenti. Un esempio virtuoso arriva dalla Spagna, dove Mercadona ha adottato i codici avanzati sulle confezioni di carne e ortofrutta, riducendo drasticamente i tempi di etichettatura (da 75 a meno di 10 secondi) e mantenendo la tracciabilità dal fornitore allo scaffale.
Inchiostri invisibili e rilevamento ottico nei centri di selezione
La seconda tecnologia chiave affronta la sfida più complessa: tracciare fisicamente il rifiuto negli impianti di recupero.
Polytag ha sviluppato un inchiostro invisibile a fluorescenza che viene applicato durante i processi di stampa (grazie anche a partnership con colossi come Sun Chemical) su etichette flessografiche, film o imballaggi in-mould, senza alterare la grafica o l’estetica della confezione.
Per leggere questi codici, l’azienda ha progettato e installato moduli di rilevamento dedicati all’interno dei centri di riciclo (partendo dal Regno Unito tramite il programma EcoTrace, che coinvolge brand come M&S, Waitrose, Ocado e Kraft Heinz):
- Sistemi UV ad alta velocità: I dispositivi creano un ambiente schermato sopra i nastri trasportatori, illuminando gli imballaggi con luce ultravioletta e registrando tassi di rilevamento superiori al 95% anche su linee industriali rapide e flussi misti.
- Selezione intelligente: Lavorando in sinergia con costruttori di impianti come Pellenc, i codici invisibili si integrano con le tecnologie ottiche (incluso il vicino infrarosso). Ciò permette di introdurre nuovi parametri di selezione automatica — come distinguere plastiche alimentari da quelle non alimentari o identificare imballaggi complessi come i cartoni asettici —, generando balle di materiale riciclato molto più omogenee e di elevata qualità.
In sintesi
In un panorama normativo sempre più esigente, guidato dal regolamento europeo PPWR e dai sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), la disponibilità di dati certi e verificabili non è più un’opzione.
Per i brand, gli stampatori e i converter, la sfida del futuro prossimo sarà integrare queste soluzioni tecnologiche nei processi di stampa e converting esistenti. Come ha ricordato il principio cardine dell’intervento di Choquet, ciò che può essere misurato può essere gestito e migliorato: trasformare il packaging da semplice involucro protettivo a sorgente dinamica di dati apre la strada a un’effettiva circolarità industriale.
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