Luci e ombre della formazione grafica

Scritto da il 30 ottobre 2017 in EDITORIALI, FORMAZIONE - Nessun commento

Dal Convegno ENIPG “Innovazione delle Arti Grafiche nella Comunicazione” emergono spunti di ottimismo, con luci e ombre.

Occorre ancora lavorare molto per conformarsi al mondo che cambia e alla tecnologia che non aspetta. Non inseguirla, ma adeguarvisi. In fretta. Così si possono riassumere i risultati del X Convegno Nazionale delle scuole grafiche.

Città di Castello ha ospitato il 12 ottobre 2017, nella Sala dei Fasti del Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, numerosi formatori e diversi imprenditori di importanti aziende grafiche e cartotecniche provenienti da tutte le regioni. Una presenza che indica come i problemi della formazione siano attuali per il futuro del comparto.
L’abusato termine Industria 4.0 è stato al centro di relazioni e discussioni. Ma a questo proposito, conviene subito riallacciarci alla gradevole serata della vigilia, magistralmente organizzata da Francesco Tacconi e dal comitato provinciale ENIPG di Perugia e l’IIS “Franchetti Salviani”. Alla ‘cena con torchio’ 4 studenti condividevano il lavoro di stampa al torchio con il flusso gutenberghiano che prevede: Compositore – Formatore – Inchiostratore – Torchiatore (o torchiolere). In pratica una Industria 4.0, dove è fondamentale l’organizzazione.

Cosa è cambiato?

Marco Spada, presidente ENIPG, ha accennato a robotica, gestione informatica… ma alla base cosa c’è? Organizzazione e condivisione. Industria 4.0, ci insegnano gli esperti, non è soltanto che le macchine siano automatizzate, ma che siano tra loro connesse. Lo stesso dovrebbe essere per la scuola e l’insegnamento: connessione. E questo, riteniamo, è ciò che fa ENIPG.

Quindi se il mondo della stampa cambia quello che non cambia è la necessità di sapersi organizzare. Ma anche guardare avanti, possibilmente con responsabilità e passione. Secondo gli analisti il 56% degli italiani fa lavori che tra vent’anni non esisteranno più, e la scuola non sempre prepara a saper fare quelli nuovi.

Più chiarezza sulle competenze

I partecipanti alla Tavola Rotonda

Nella tavola rotonda del convegno si è cercato di far luce su questo aspetto. Marco Spada,  ha illustrato il protocollo d’intesa firmato tra l’Enipg e il Miur per l’alternanza scuola-lavoro volto a favorire stage aziendali presso le aziende di settore, e ha anche sottolineato il lavoro in accordo con i sindacati. Aspetto condiviso dal presidente Assografici, Pietro Lironi. Aspetti che sono trattati con competenza e nel dettaglio nell’intervista, che riportiamo sotto, a Rossella Mengucci, del MIUR.
Occorre però anche sottolineare come nel settore cartotecnico, qui rappresentato dal presidente GIFASP Emilio Albertini, si senta la mancanza di una formazione mirata al settore, che è quello in maggior crescita nel comparto grafico. Qui si sente che la mancanza di competenze specifiche e per i cartotecnici questo è un ‘problema grave’. E, soprattutto, si fa notare che oggi non ha più senso separare l’operatore di prestampa con l’operatore di stampa (che invece le Categorie ufficiali ancora dividono; così come – incredibilmente – pongono in settori completamente diversi cartotecnica e stampa grafica, la quale è associata ai ‘call center’ (sic!), come illustrato nella relazione di Debora Gentilini, INAPP, “Il repertorio dei profili dell’apprendistato professionalizzante”.)
Il problema della formazione nel settore cartotecnico e del packaging flessibile è stato ben illustrato da Sante Conselvan, presidente ATIF, che ha descritto le iniziative di formazione da parte dell’associazione dei flessografi, sia in proprio, sia in collaborazione con il San Zeno di Verona.
Andrea Briganti, direttore di ACIMGA, ha affrontato il tema dal punto di vista delle aziende costruttrici di macchine. Per essere in grado di entrare nelle aziende manifatturiere quale ruolo potrebbero coprire i diplomati delle scuole grafiche? Un’azienda manifatturiera può avere ottimi ingegneri, buoni tecnici, meccanici o elettronici, ma in mezzo ci stanno tecnici altamente qualificati. La tecnologia è messa a frutto dai tecnici che escono dalla scuola per creare contenuti referenziali e competenze laterali in modo da avere all’interno delle imprese che costruiscono, una figura che si intenda di applicazioni per aiutare chi progetta a realizzare macchine in funzione del brand owner. Quindi è necessaria una preparazione prioritaria per personale qualificato, perché i professionisti saranno sempre più richiesti per affiancare la progettazione. Questo si può ottenere con corsi, anche a valle, per creare un punto di contatto tra azienda e cliente finale, tenendo presenti i concetti tecnologici, ma anche di marketing,
Sul fronte ARGI, Mauro Tironi ha illustrato cosa sta facendo l’associazione dei rappresentanti di macchine grafiche, quindi dei costruttori stranieri.  Da tre anni Argi segue un progetto di sostegno alle attività scolastiche per gli istituti grafici, che si prefigge di sostenere concretamente le attività dei laboratori, per consentire agli studenti l’utilizzo delle macchine da stampa. Per questo Argi, in collaborazione con ENIPG, ha effettuato un censimento delle attrezzature presenti e delle necessità di prodotti in sala stampa, erogando materiali a titolo gratuito, quanto richiesto dalle scuole. Grazie alla disponibilità di un associato è stata consegnata una macchina da stampa digitale a una scuola romana. Altri associati stanno utilizzando lo strumento dello stage, per consentire ai ragazzi un più agevole percorso di inserimento nel mondo del lavoro.
Inoltre, nel maggio di quest’anno, Argi ha lanciato le “Olimpiadi della stampa”, di cui abbiamo riferito a parte.

Intervista al MIUR

Poiché al Convegno è stata fondamentale la partecipazione di Rossella Mengucci dirigente MIUR della ‘Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione‘, concludiamo con questa intervista che ci è stata rilasciata al termine della giornata.

Quali impressioni hai tratto dall’incontro ?
È stato un convegno nazionale ricco di spunti interessanti per chi si occupa di istruzione professionale. ENIPG riesce sempre a mettere in sintonia le scuole grafiche con l’evoluzione del mondo del lavoro, evidenziando anche le nuove opportunità di inserimento occupazionale per i nostri ragazzi. Dal confronto con gli imprenditori, le scuole possono trarre suggerimenti interessanti per innovare la propria offerta formativa tenendo conto dei concreti fabbisogni di professionalità evidenziati per questo settore. Io stessa ho imparato molto sulle prospettive di lavoro offerte dal settore della cartotecnica e del packaging, che fatica a trovare giovani diplomati in possesso di una preparazione adeguata. La revisione dei percorsi formativi degli istituti professionali rappresenta un’opportunità per adattare gli indirizzi di studio alle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. Rispetto agli altri ordinamenti della scuola secondaria superiore, l’istruzione professionale ha una vocazione specifica: quella di garantire ai giovani, accanto alle competenze culturali e di cittadinanza, competenze professionalizzanti che facilitino la transizione nel mondo del lavoro. Per questa ragione, il raccordo con le imprese è parte integrante del sistema dell’istruzione professionale.

Ritieni che gli orientamenti emersi nelle scuole grafiche siano confacenti con l’evoluzione del mondo industriale?
Io credo che le scuole grafiche siano pronte ad accogliere la sfida dell’innovazione, ma devono essere sostenute nel loro impegno: ciascuno deve fare la sua parte. L’amministrazione scolastica deve offrire alle scuole strumenti e risorse adeguate per “declinare” gli indirizzi di studio in percorsi formativi coerenti con l’evoluzione del mondo del lavoro e delle professioni, ma è anche necessario che le imprese siano disponibili a collaborare sistematicamente con le scuole per facilitare il loro compito di progettare percorsi formativi efficaci.

Quali suggerimenti per migliorare i percorsi formativi?
Puntare su un raccordo strutturale tra scuola e mondo del lavoro e diffondere le buone pratiche. Per esempio, accettare di entrare nei comitati tecnico-scientifici costituiti nelle scuole, che prevedono la presenza di esperti del mondo del lavoro con funzioni consultive e di proposta per organizzare le attività tenendo conto delle esigenze del mondo del lavoro. Anche accogliere gli studenti in alternanza scuola lavoro è un utile investimento per orientare i ragazzi sulle richieste dalle imprese e facilitare l’incontro tra domanda e offerta di competenze qualificate.
Per le scuole grafiche l’ENIPG può svolgere un ruolo ancora più efficace per informare le imprese, gli addetti ai lavori e le scuole sulle opportunità offerte da un’alleanza che ha già dato buoni frutti. I Protocolli d’Intesa sottoscritti con il MIUR hanno prodotto esperienze interessanti che possono costituire dei modelli di riferimento cui ispirarsi nei diversi contesti territoriali.

Come rispondi alle critiche che alcuni sollevano sull’alternanza scuola-lavoro?
L’alternanza scuola lavoro è una strategia metodologica e didattica con straordinarie potenzialità educative perché integra e completa il lavoro svolto nelle aule e nei laboratori delle scuole. Come dirigente scolastica, per sperimentazione diretta con i miei studenti, mi sento di affermare che l’alternanza offre un valore aggiunto alla formazione dei giovani perché consente ai ragazzi di apprendere nella realtà viva dei contesti professionali e lavorativi, sviluppando esperienze utili per la scuola, per il lavoro e per la vita.

Puoi farci un esempio ?
Sappiamo quanto le competenze cosiddette “trasversali” – relazionali, decisionali o diagnostiche – siano centrali per l’occupabilità dei giovani: tali competenze si formano più facilmente in contesti operativi in cui gli studenti hanno l’opportunità di svolgere compiti di realtà sotto la guida di un tutor aziendale che agisce in sintonia con il tutor scolastico. Tuttavia, lo so che in questa prima fase di attuazione si sono manifestate anche delle criticità: non le sottovaluto, ma le ritengo fisiologiche, perché non tutte le scuole sono allenate a gestire progetti educativi in collaborazione con il mondo del lavoro e per numeri così consistenti di allievi. D’altra parte, neanche tutte le imprese sono abituate a spalancare le porte agli studenti e investire nella formazione dei giovani; la maggior parte non sa cosa si fa a scuola e cosa si potrebbe fare se il dialogo con le istituzioni scolastiche si rafforzasse. Comunque io sono ottimista e penso che non bisogna farsi scoraggiare dalle difficoltà e continuare a tessere la rete di alleanze con le forze imprenditoriali più sensibili e disponibili a sviluppare partnership educative con le scuole e le comunità locali. Su questo punto il ruolo delle Parti sociali è fondamentale: ENIPG, per il settore della grafica industriale, dimostra da oltre mezzo secolo quanto sia importante che scuole e imprese crescano assieme.

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