Rotativa inkjet per libri: il digitale industriale

Scritto da il 22 giugno 2012 in Pre&Stampa, TECNICHE - Nessun commento

Alla drupa ha riscontrato notevole interesse la nuova Timson T-Press con tecnologia Kodak Stream Inkjet integrata nella sezione di stampa Timsons T-Press, unica rotativa in grado di stampare, su bobine larghe fino a 1350 mm, libri monocolore di qualsiasi formato e con sistema di finitura in linea.
In questo articolo ne proponiamo una descrizione tecnica completa.

In un nostro precedente articolo si accennava alla cosiddetta “stampa ibrida” con riferimento all’accordo di collaborazione di Kodak con la Timsons Ltd, tradizionale costruttore di rotative offset per libri, nel quadro del programma Inkjet Technology Partnerships (ITP).
Con il termine “stampa ibrida” coniato da Chris Payne, Kodak intende semplicemente l’inserimento della tecnologia Kodak Stream Inkjet, su una rotativa offset. In realtà, per Timsons Printing Machinery le cose sono da vedere sotto un altro aspetto.
Ne parliamo con Maurizio Sanzone, che con la sua società easyDOT rappresenta Timsons Ltd in Italia.
Innanzi tutto Sanzone ci tiene a mettere in evidenza come ci sia una certa confusione sul mercato che pensa Timsons come il “produttore inglese di macchine da stampa per libri monocolore“.
In realtà le cose stanno ben diversamente, perché Timsons produce e commercializza macchinari per la stampa di libri in offset mono o bicolore, ma anche in quadricromia oggi molto richiesti nell’editoria scolastica. La loro specialità sono le medie e basse tirature e i sistemi di piega a modulo intercambiabile, che permettono, con una sola rotativa, di coprire innumerevoli formati di libri.
Le soluzioni che offre Timsons sono quindi molteplici tanto che il loro slogan è da sempre: “la rotativa a misura di libro“.
Per la novità digitale presentata a drupaTimson ha puntato inizialmente solo sul monocolore in quanto non ritiene che la tecnologia digitale in quattro colori sia per ora qualitativamente ed economicamente adeguata alle necessità dell’editoria libraria dei clienti Timsons per cui è prevedibile che la rotativa digitale a quattro colori sarà sviluppata e disponibile sul mercato nei prossimi 18 mesi.
«Qualsiasi sia la necessità produttiva − ci dice Sanzone −  noi creiamo la soluzione di stampa e piega più adatta a soddisfarla, arrivando a riprogettare completamente la rotativa sulla base delle necessità del cliente, con tempistiche dalla progettazione all’installazione di circa un anno. Senza dimenticare che Timsons produce ottimi macchinari per la stampa flessografica e per la stampa dei circuiti elettronici
Sembrerebbe dunque che il termine “stampa ibrida” non sia appropriato, perché la nuova Timson T-Press utilizza la tecnologia Kodak Stream Inkjet, ed è una macchina da stampa completamente digitale. Ma, come precisa Maurizio Sanzone, in questo caso si tratta di un progetto per la stampa digitale industriale, che i visitatori di drupa hanno definito “concreto, reale e immediatamente disponibile”.
In effetti per il titolare di easyDOT, la soddisfazione più grande in drupa è stata l’affermazione più ricorrente dei visitatori che hanno detto che, dopo tanto girovagare per la fiera e aver visionato tanti progetti con una prospettiva di applicazione pratica nel medio e lungo termine, quello di Timsons è l’unico che si possa definire di tipo industriale, ma anche realistico.

Dimostrazioni di successo

Alla drupa le dimostrazioni sulla Timsons T-Press con finitura in linea hanno attirato l’attenzione di molti stampatori di libri

Questa era la prima drupa per easyDOT e sentiamo quindi direttamente da Sanzone qual è stato l’impatto: «Questa edizione della drupa è stata la prima dopo la costituzione di easyDOT e l’acquisizione della rappresentanza italiana di Timsons Ltd.
«L’attendevo quindi con particolare interesse e curiosità. Due gli aspetti principali che volevo verificare: da un lato la reazione del pubblico riguardo la nostra nuova rotativa T-Press e dall’altro il riscontro che avrei avuto come agente Timsons presso i clienti italiani.»
I risultati sembrano ottimi visto che «A fiera conclusa, posso affermare con viva soddisfazione che entrambi gli aspetti hanno avuto un riscontro estremamente positivo. Le quattro dimostrazioni giornaliere della nostra T-Press hanno avuto un’affluenza di pubblico incredibile con centinaia di persone che assistevano alla stampa e confezione in sequenza di tre libri diversi come contenuto, numero di pagine e copertina, senza alcuna interruzione o scarti. Devo dire che sono rimasti tutti piuttosto sbalorditi.»
Ma tornando alla confusione sul mercato, Maurizio Sanzone non manca di ribadire la sua opinione «La nota meno positiva riguarda invece la scarsa conoscenza sul mercato dei macchinari Timsons. In fiera si è rafforzata in me la convinzione − aggiunge − che nel passato non si è comunicato abbastanza. Troppo spesso sento che ci si riferisce a Timsons come a un produttore di macchine da stampa per libri monocolore.»
«In fiera, alcuni manager si sono stupiti quando ho descritto macchinari installati già 10 anni fa e che per loro rappresentavano una interessante novità assoluta, non parliamo quindi di quelli prodotti e installati recentissimamente solo in Italia come a due importanti aziende come Grafica Veneta, che stampa libri per i maggiori editori internazionali, o la rotativa quattro colori che installeremo a fine anno alla LegoPrint.
«La nostra nuova T-Press invece − aggiunge Maurizio Sanzone − copre tutti i formati di libri dell’editoria mondiale, in quanto è stata progettata proprio focalizzandosi sulle necessità di chi stampa libri.»
In Europa le prime aziende a credere in questa tecnologia sono state Clays (St Ives Group) dove è in corso l’installazione della T-Press in combinazione con la linea di finitura T-Book e MPG Biddles (MPG Book Group Ltd) che ha scelto invece, in funzione della necessità di produrre volumi inferiori, di installare la linea di finitura T-Fold della Timsons utilizzando però come unità di stampa una Kodak Prosper 1000 che ha una larghezza di stampa, e quindi di produttività, inferiore.

Come funziona la T-Press

Rendering T-Press completa con linea di finitura T-Fold

Ma vediamo allora da vicino questa nuova T-Press e il suo ruolo nella stampa digitale. Tanto per cominciare, la T-Press utilizza una valida tecnologia per la stampa digitale sul largo formato, e tiene in debito conto l’importanza di un percorso brevissimo dalla carta bianca fino al prodotto finito. Quindi una macchina che dimostra l’importanza del background tecnico di un costruttore di macchine offset (da qui forse la giustificazione di averla definita “stampa ibrida”).
Sulla Timsons T-Press la carta viene svolta da uno sbobinatore, che effettua il cambio della bobina al massimo della velocità di stampa che è al momento di 200 m/min, ma che sarà aumentata a 300 m/min con un upgrade software che sarà rilasciato entro 6/8 mesi e quindi installato gratuitamente sulle macchine già installate.
Il limite – se così vogliamo definirlo – risiede infatti nella attuale tecnologia digitale, mentre la parte di gestione e finitura della carta è già pronta per trattare velocità fino a 550 m/min.
La carta passa poi attraverso un’unità di controllo e regolazione della tensione del nastro, che integra anche un guida-banda (la carta è in tensione come sulle rotative tradizionali), passa quindi attraverso l’unità di stampa T-Print che stampa con una qualità di 900×600 dpi e fino a un formato massimo di stampa di 1320 mm.
La carta viene stampata in bianca, rovesciata attraverso l’esclusivo percorso a “S” che permette di evitare l’utilizzo di barre diagonali di voltura: «le barre diagonali – ci spiega Sanzone – non garantiscono la stabilità del registro fra bianca e volta perché sulla diagonale la carta si muove continuamente» e quindi stampata sul lato opposto.
Le carte che possono essere stampate partono da una grammatura minima di 40 g/m2, fino a un massimo di 120/130 g/m2. Poiché non è necessario alcun pre-trattamento, possono essere utilizzate le comuni bobine di carta da macchina offset senza alcun problema.
Quando lascia l’unità di stampa T-Print, la carta stampata passa attraverso l’unità di controllo totale di qualità, che verifica ogni singolo punto di stampa alla ricerca di errori o difformità rispetto al file originale: qualora il sistema riveli delle difformità lo HMI (Human Machine Interface) segnala all’operatore il difetto riscontrato.
Dopo questo controllo la carta entra nell’unità DSD (Draw, Slit & Divert) dove viene prima tagliata in strisce di larghezza e quantità variabili in accordo con il formato del libro, da un minimo di 11 a un massimo di 57 centimetri e da una quantità minima di 2 fino a 8 strisce.
Queste vengono poi dirottate attraverso le speciali barre diagonali e sovrapposte, invertendo il lato della carta di ogni striscia cosicché, a libro formato, non si presenterà la classica curvatura del volume e, aprendolo, si avranno affiancate due pagine stampate sullo stesso lato della bobina, evitando così anche il problema della differenza di colorazione della carta.
Le strisce così sovrapposte entrano poi nel sistema di piegatura a segnature T-Fold e vengono tagliate in una lunghezza variabile da 18 a 32 cm coprendo così tutti i formati mondiali dei libri.
Le sezioni vengono accumulate 2, 4 o 8 volte, piegate una volta nel senso della fibra della carta, e rilasciate su un tappeto d’uscita esattamente come avviene sulle rotative offset tradizionali.
Le segnature rilasciate sul tappeto d’uscita non sono però tutte uguali, ci chiarisce Maurizio Sanzone: «Nelle rotative tradizionali siamo abituati a vedere sul tappeto d’uscita la segnatura uno che viene poi raccolta e messa in stecche su un bancale. Vedremo poi produrre la segnatura due e così via. I pacchi sono poi processati su una distesa per intercalare le varie segnature.
«Sulla T-Press invece, le segnature escono in sequenza. Sul tappeto avremo quindi, ad esempio, la segnatura 1,2,3,4 e 5 tutte in fila e, a seguire, di nuovo la segnatura 1,2,3,4 e 5 fino al completamento della quantità di libri che s’intendeva stampare. Subito a seguire e senza interruzioni avremo la segnatura 1,2,3 e 4 del secondo libro e così via per tutti i libri da stampare

Linea di finitura T-Fold, Rendering

Le segnature che il sistema T-Fold può produrre hanno foliazioni da 12, 24 o 48 pagine oppure 16, 32 o 64 pagine.
Le segnature possono poi essere raccolte da uno stacker a stecche o inviate direttamente a un sistema di legatoria così come nella configurazione presentata in drupa. Nel caso vengano raccolte in stecche, sarà poi possibile alimentare direttamente una macchina di legatoria per cartonato o cucito saltando la distesa.
Si avrà in tal caso una installazione del sistema di legatoria fuori linea e, ovviamente, possono essere utilizzati tutti i sistemi di legatoria già installati presso l’azienda di stampa.
Nel caso della configurazione in linea presentata in drupa, le segnature andavano ad alimentare direttamente il sistema Kolbus Bookjet che si fa carico di individuare, attraverso un riconoscimento ottico, le interruzioni dei libri, predisporre le segnature per la fresatura del dorso, l’incollaggio, l’applicazione della copertina specifica per ogni libro, il rifilo trilaterale e la pallettizzazione dei libri finiti.
Tutto al massimo della velocità di stampa e scartando in automatico le segnature su cui sia stato rilevato un difetto o i gruppi di segnature incompleti.

Finitura a blocco libro

Linea di finitura T-Book

Ma c’è di più, come ci spiega ancora Maurizio Sanzone: «Oltre al sistema di finitura T-Fold, che è rivolto agli stampatori e legatori che vogliono un sistema per libri fresati e libri cuciti, Timsons Ltd ha sviluppato e già installato presso Clays e altri stampatori britannici e americani, un sistema specifico per la finitura a blocco libro.» Questo sistema si chiama T-Book. Il processo di stampa è identico, ma T-Book processa la carta tagliandola in strisce, sovrapponendone due una sopra l’altra. Questo sistema è ripetuto per tutta la larghezza della banda disponibile.
«Le strisce così sovrapposte − prosegue il nostro interlocutore − entrano in un sistema di taglio a lunghezza variabile e, dopo il taglio, le sezioni ottenute formano una squama che viene inviata al sistema di gestione del lotto. Il sistema identifica automaticamente la prima e l’ultima pagina del libro e crea automaticamente una separazione andando a formare così un blocco libro dal flusso in arrivo con un massimo di quattro blocchi libri disposti sulla larghezza della macchina.
L’unità di gestione dei lotti forma un blocco libro di alta qualità posizionando con estrema precisione ogni singolo foglio attraverso una vibrazione ad alta frequenza.
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Il blocco libro completo viene poi trasferito a un convogliatore passando attraverso una stazione di incollaggio che applica tre sezioni di colla sul dorso rendendo il blocco libro molto robusto e permettendo le successive manipolazioni senza problemi sia in linea, con sistema di brossura integrato, sia fuori linea con sistema già esistente o dedicato utilizzando un sistema di alimentazione di blocchi libro.
La velocità di produzione di T-Book è oggi di 4000 blocchi libro monocolore, anche se Sanzone ci assicura che la rotativa a quattro colori sarà sviluppata e disponibile sul mercato nei prossimi 18 mesi, in quanto la tecnologia digitale in quattro colori non è ritenuta per ora qualitativamente ed economicamente adeguata alle necessità dei clienti Timsons.

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