Il riciclo è inclusivo e non discriminatorio, conciliando protezione e mercato interno fatto da 500 milioni di abitanti. La carta è il materiale per eccellenza dell’economia circolare e il settore esorta la politica a valutare con attenzione la portata di alcune misure che caratterizzano il decreto ‘correttivo’ in discussione in Parlamento con cui si aggiorna quello precedente del 2020 di attuazione delle più recenti direttive UE sui rifiuti e sugli imballaggi.

È quanto afferma il direttore della Federazione Carta e Grafica, Massimo Medugno, a margine dell’audizione svolta oggi sul ‘correttivo’ nella Commissione Ambiente del Senato.

«Il ‘correttivo’ – ha detto Medugno in audizione – sembra incentivare pratiche tese al conferimento nell’organico della carta in quanto biodegradabile. Segnaliamo che nella pratica può derivarne una deviazione dei flussi di carta da imballaggio (e delle frazioni merceologiche similari) dall’attuale circuito virtuoso della raccolta e del riciclo di carta e cartone. Lo scorso anno circa 6 milioni di tonnellate di carta sono state riciclate dagli stabilimenti italiani (12 tonnellate al minuto) e nell’imballaggio in carta il riciclo supera ormai l’80%. Un sistema, dunque, che funziona e che andrebbe semmai ulteriormente sostenuto in Italia

E anche in Europa. Qui la modalità del riutilizzo, con la nuova proposta UE sugli imballaggi presentata lo scorso 30 novembre, diventa un’impostazione aprioristica e non fondata su dati ambientali, vanificando politiche ambientali e industriali in corso da decenni.

Il riciclo è inclusivo e non discriminatorio, conciliando protezione e mercato interno fatto da 500 milioni di abitanti. La proposta, di fatto, non riguarda solo il riutilizzo, ma ne costituisce il tratto più caratterizzante ed è quello che ha indotto l’Italia e l’industria italiana (e non solo) a esprimere critiche non contro il riutilizzo, ma a favore del riciclo.

Approccio ambizioso

In vista dell’inizio della discussione politica sulla proposta, Confindustria e le associazioni confindustriali hanno segnalato la necessità di seguire un approccio ambizioso agli obiettivi di sostenibilità, ma di evitare impostazioni arbitrarie e in grado di minare quanto costruito con gli investimenti industriali in materia di economia circolare degli imballaggi negli ultimi decenni. La proposta della Commissione Europea in materia di imballaggi appare viziata da un pregiudizio e cioè che il riutilizzo sia meglio del riciclo.

Nella ristorazione e nei servizi collettivi (applicazioni che appaiono più penalizzate nell’imposizione del riutilizzo) il riutilizzo impatta sul consumo di acqua e di detersivi, sul trasporto, sui consumi energetici e sul peso degli stessi imballaggi che torneranno ad essere pesanti per resistere e, quindi, persistere nell’ambiente.