In occasione del centenario di Aldo Novarese (1920-2020), l’editore-tipografo Tallone gli ha dedicato un inserto composto a mano con alcuni dei più famosi caratteri da lui disegnati, che apparirà nella prestigiosa rivista inglese Matrix. Inoltre ne sono stati impressi 50 esemplari in cofanetto, disponibili sul loro catalogo online  a € 80.

Anni fa, molti, intitolavo su Rassegna Grafica “Cent’anni di solitudine” un articolo tratto da una relazione tenuta da Aldo Novarese al Centro di Studi Grafici di Milano.
Il riferimento era al fatto che in Italia, dopo le glorie e i primati del Rinascimento e di Bodoni, per quasi un secolo erano mancati i grandi ideatori di caratteri. Fino ai Bertieri, Da Milano e Butti e, appunto, a Novarese.

Oggi i 100 anni tornano alla ribalta, proprio per celebrare, anzi per “non far passare sotto silenzio il centenario di Aldo Novarese”, come ci dice Enrico Tallone.

Dopo aver valorizzato i grandi classici senza tempo del design tipografico attraverso i suoi Manuali Tipografici, ed aver rilanciato i capolavori italiani del XX secolo, attraverso gli studi dedicati a Raffaello Bertieri, Giulio Da Milano, Alessandro Butti, ora la Casa Editrice Tallone amplia l’indagine in campo estetico e, sempre attingendo al suo vasto patrimonio di caratteri mobili originali, dedica questo tributo a Novarese in tiratura limitatissima.
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Creatività e rigore

Novarese entrò giovanissimo allo Studio Artistico Nebiolo voluto da Alessandro Butti che ne aveva notato il talento alla Scuola Tipografica Vigliardi-Paravia dove Novarese era andato a perfezionarsi dopo aver seguito i corsi alla Scuola Artieri Stampatori col maestro Miennyey.

Il suo primo incarico fu di accompagnare Butti a Roma per aiutarlo a decalcare le lettere incise sulla Colonna Traiana (che ispirò tanti artisti del carattere, tra cui Hermann Zapf), da cui Butti trasse il lapidario Augustea, che fu lanciato nel dopoguerra.
Nel 1952 Novarese, sostituì il proprio maestro nel ruolo di direttore artistico della Nebiolo, quando l’azienda puntò su polizze più commerciali (idea che Butti rifiutò). Il giovane Novarese, grazie al suo entusiasmo ed energia, riuscì a coniugare l’arte e la creatività con le esigenze della produzione commerciale richieste dalla direzione Nebiolo.

Nacque tutta una serie di tipi originali nei diversi stili, iniziata sotto la guida di Butti, quali: Vetulonia, Populonia, Etruria (1942), Express (1943), Normandia stretto (1952); e proseguita autonomamente con Egizio (1954), Cigno (1954), Fontanesi e Juliet (1954), Ritmo (1955), Garaldus (1956), Recta (1958), Estro (1961), Eurostile (1962), Nova Augustea (1964), Oscar (1965), Magister (1966), Metropol (1967), Forma(1968), Elite (1969), Stop (1971), Dattilo (1974).

A proposito del Forma, nella seconda metà degli anni ’60, al fine di ricercare nuove soluzioni volte a creare un carattere più attuale del Recta, e capace di contrastare l’Helvetica, la Nebiolo affiancò a Novarese un gruppo di grafici milanesi (Franco Grignani, Pino Tovaglia, Giancarlo Iliprandi, Ilio Negri, Till Neuburg, Luigi Oriani e Bruno Munari) che, partendo dal progetto “Designer” di Aldo, pervennero, nel 1968-73 alla realizzazione delle diverse serie di questo tipo, lineare con gli apici delle aste lievemente ingrossati e le proporzioni del minuscolo più alte, offrendo anche l’opzione di interessanti varianti di alcune lettere. Questa riuscita collaborazione a più mani rimane un unicum nella storia del carattere del Novecento.

Successo planetario riscuote dal 1971 il lineare Stop che, mettendo in risalto soltanto le parti essenziali delle lettere, consente una vasta gamma di soluzioni grafiche, marchi, sigle e logotipi compresi.
Nonostante fosse perfettamente a suo agio nella modernità, tanto da anticiparne e dettarne le tendenze, non gradiva alcun ausilio elettronico che si interponesse tra la sua mano e i segni alfabetici che tracciava a matita, riempendone poi i profili con il pennello intinto nella tempera, dichiarando che solo questo procedere gli consentiva di valutare il “peso” e la personalità di ciascun segno. Il progredire della fotocomposizione (di cui si parlava sulla stampa tecnica italiana fin dagli anni ’20) non colse impreparato Novarese che, prima nello Studio Artistico – dove l’ultimo carattere disegnato per Nebiolo fu il Dattilo, moderna rivisitazione dello stile egiziano  – e poi come libero professionista, aveva messo a punto numerosi alfabeti, a partire dal ’59. I più noti sono: Iniziali Americane, 1959, Patrizia, 1960, Italo, Continental ed Exempla, 1961(quest’ultimo gli valse il Premio International Typeface Competition a New York), Delta, 1968, Spazio, Editorial, Sintex, 1969, Ronda, Fenice, 1970, Basilar, 1971, Primate, Regista, 1972, Sprint, Stadio, 1974, Poster, Stand, 1975, Evidens, Lapidar, Rustic, Visual, Center, Andromeda, Equator, Bloc, Duplex, 1976, Relief, Sport, 1977, Projet, Novarese, 1978, Floreal, 1980, Expert, mixage, 1981, Geometry, Symbol, 1982, Colossal, 1983, New Oncial, Active, 1984. Alcuni tra i committenti furono: Stempel, Haas, Berthold, Visual Graphic, Tigra, Reber, I.T.C., Mecanorma.

La grande creatività di Novarese si affinò ulteriormente nella frequentazione dalla fine degli anni Cinquanta degli incontri a Lurs in Provenza promossi da Maximilien Vox, dove i più importanti creatori di caratteri (all’epoca una ristretta élite internazionale) si riunivano scambiandosi progetti e informazioni. In quella sede nel 1957 Novarese presentò una nuova classificazione dei caratteri che, prendendone in esame le terminazioni, si inserì autorevolmente tra quelle esistenti, suddividendoli in dieci famiglie ed indicando la compatibilità estetica tra i diversi stili.
Questa iniziativa Tallone ci ricorda come Novarese seppe mantenere sempre la creatività e la linearità della tradizione italiana, forse per non aver mai dimenticato le lezioni di Butti sulla Colonna Traiana.
Una pubblicazione dunque che dovrebbe essere presente sugli scaffali dei grafici veri e sedicenti di oggi, che forse accontentandosi delle ‘font’ di Apple e Microsoft, hanno dimenticato i grandi nomi della storia italiane del carattere.

Gli esemplari dei caratteri di Novarese si posso ammirare anche sul sito di Tallone Editore 

L’immagine di apertura: Eurostile, di Aldo Novarese, tratto dal portale Tallone archiveofstyles.com