Chi verrà?    Dopo di te    a rompere il silenzio    del mio aspettarti nell’altra vita   a dirmi    non vedi che ti aspetta che vuol viverne un’altra    insieme     su questa terra
Verranno turbe di parole     valanghe di silenzio    raggi astrali    filigrane appese all’universo.”

Qui non troverete macchine che si identificano con la storia della stampa tipografica, non piano-cilindriche, né Linotype; né torchi antichi, bensì il loro prodotto principe: il libro.

Così introducevo, nel maggio 2004 sul numero 1007 di Graphicus, il Museo della Stampa intitolato a Jacopo da Fivizzano, che in questa località della Lunigiana impiantò la sua tipografia nel 1471, tra le prime in Italia.

Il Museo fu istituito da Loris Jacopo Bononi (Fivizzano, 11 giugno 1929 – Carrara, 12 novembre 2012) nel palazzo Fantoni-Bononi (oggi chiuso a seguito del terremoto che colpì la regione nel 2013).

L’autore, medico, professore di chemio-terapia alla facoltà di medicina dell’Università di Torino, autore di brevetti per medicinali salvavita, oltre che scienziato, fu un grande e raffinato umanista, cultore di Dante, che assorbì fin da piccolo nel ‘luogo del rispetto’ il focolare per essiccare le castagne, entro cui i contadini si incontravano la sera “per parlare di Dante”.

Il desiderio di conoscenza del professor Bononi sull’opera del proto-tipografo di Fivizzano, lo ha indotto — tra le altre cose come la raccolta dei testi pubblicati in Messico dall’editore-analfabeta lunigiuanese Emanuele Maucci — a costituire una ricca biblioteca di incunaboli ed edizioni principe della nostra letteratura.

Bononi acquistò e ristrutturò un borgo medioevale con annesso castello – il Castello del Terziere a Bagnone, in Lunigiana – per offrire a artisti e studiosi, ma soprattutto a centinaia di bambini e ragazzi un luogo ideale in cui assorbire la Cultura che emana da queste terre tra Appennino e Apuane, perché come insegnava Loris “la Cultura è democrazia” perché “prìncipi non si è per nascita, ma lo si diventa con la dignità del proprio lavoro” e con l’onestà intellettuale.

In ricordo di Loris Jacopo Bononi, riportiamo l’immagine di questa sua poesia scritta un 12 novembre per Raffaella Paoletti, poi composta in caratteri in piombo e stampata in 90 esemplari da Tallone Stampatore, della quale Raffaella ci ha fatto gentilmente omaggio in occasione di una visita al Castello del Terziere.Loris Jacopo Bononi

La copertina di Graphicus 1007 (vedi immagine in alto) con il ‘ritratto tipografico’ di Loris Jacopo Bononi realizzato da Francesco Pirella con il suo ‘procedimento sindonografico’, quella opere di E-Tipografia con le quali l’artista genovese rese ‘immortali’ alcuni tra i più noti personaggi, da Mario Luzi a don Gallo. In questa neo-ritrattistica, “l’Uomo è la matrice tipografica, l’olio è l’inchiostri, l’acqua è il torchio, l’aria è il tipografo, che trasferisce ‘l’inchiostro’ dal corpo al supporto di stampa: la tela.”

Uno scorcio dal Castello del Terziere