E su Olivetti che avrebbe potuto essere la regina dei PC. Nel sessantennale della scomparsa dell’ingegner Olivetti, che inventò la “Macchina Zero”, Altavia ricorda una figura unica e, fino a qualche tempo fa, poco conosciuta, ospitando un dibattito con il Sindaco di Milano Beppe Sala e una selezione di tavole, tratte dalla Graphic Novel di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte. Una storia d’innovazione e impresa, di merito e sacrificio.

L’avventura imprenditoriale di un giovane visionario che credeva nell’innovazione e nei giovani. È la storia di Mario Tchou, l’ingegnere italiano di origine cinese che riuscì in un’impresa straordinaria: la realizzazione del primo computer a transistor.

Un’impresa che stava sancendo il predominio della Olivetti e dell’Italia nel mondo IT e che fu interrotta dalla morte improvvisa di Mario Tchou, pochi mesi dopo la scomparsa di Adriano Olivetti.

Oggi può sembrare strano pensare che, se Mario Tchou fosse sopravvissuto all’incidente, la Silicon Valley sarebbe dalle parti di Ivrea. Ma può essere utile per capire se oggi può partire da Milano un nuovo approccio al mondo IT, più umano e responsabile.

La Macchina Zero

È da queste considerazioni che nasce l’idea di Altavia di esporre una ventina di tavole tratte dalla graphic novel di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte “La macchina zero. Mario Tchou e il primo computer Olivetti” (Solferino) e di organizzare il 15 dicembre un incontro dal titolo “Innovation for Humans, dalla Macchina Zero alla Artificial Intelligence, Come (e perché) oggi è necessario ripensare a un approccio umano del mondo IT”.

Un evento cui parteciperanno il Sindaco di Milano Beppe Sala, l’Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano Alessia Cappello, l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, con Franco Filippazzi, Renato Betti e Fabio Capocaccia per la Divisione Elettronica Olivetti. La presentazione, coordinata dal Direttore di Radio Popolare Alessandro Gilioli, vedrà presenti anche Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, autori della graphic novel, e Paolo Mamo, CEO di Altavia e Presidente di PLEF, nipote di Mario Tchou.

Al vernissage della mostra “La Macchina Zero, Mario Tchou e il primo computer Olivetti” di Solferino Editore, sarà possibile ripercorrere la vicenda umana e professionale dello scienziato attraverso venti tavole tratte dall’omonima graphic novel di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte fino alla tragica fine e la dismissione del sogno di Adriano Olivetti.
Grazie alla preziosa collaborazione con il progetto “PIONIERI DELL’INFORMATICA – uomini e donne all’alba della rivoluzione digitale“, realizzato da Museo degli Strumenti per il Calcolo, Università di Pisa, Acquario della Memoria, CNR, sarà possibile accedere anche a una serie di video. Familiari, colleghi e amici che condivisero un’importante parte di vita con Mario, raccontano oggi quali fossero le scommesse e i sentimenti all’epoca.

A completare la mostra l’installazione di un altare degli antenati che racchiude l’intero archivio fotografico della famiglia Tchou/Wang, un’opera che prende spunto dalla tradizione cinese di venerare i propri avi come intermediari presso le forze celesti.
L’opera nasce da una collaborazione tra Ciaj Rocchi, Matteo Demonte e Giacomo Mamo, pronipote di Mario Tchou, e rappresenta le imprescindibili radici cinesi di Mario.

Il team originario per lo sviluppo dei computer alla Olivetti

Il team originario per lo sviluppo dei computer alla Olivetti

Ore 18, nei locali di Altavia in Alzaia Naviglio Pavese. È consigliato segnalare la partecipazione scrivendo a direzione@altavia.it