Un incontro casuale a una fiera del libro in provincia di Torino, ci porta a intervistare Pier-Giorgio Tomatis di Hogwords Edizioni. Dov’è la magia?

I più attenti si saranno accorti che il nome strizza l’occhio alla scuola di magia Hogwarts, in cui studiano Harry Potter e i suoi amici aspiranti maghetti. Questa è stata la prima curiosità sulla casa editrice: la derivazione del nome. Il suo creatore vuole rimanere nel vago e quindi risponde che nella traduzione letterale significa parolacce ma, in realtà la prima soluzione è quella più azzeccata. E allora immergiamoci nella magia di Hogwords e conosciamo meglio il suo fondatore e la sua attività editoriale.

Un motivo per diventare editori

Partiamo dalle origini. Chi è Pier-Giorgio Tomatis e come nasce Hogwords Edizioni?
«Sono un autore, uno scrittore, titolare di casa editrice, comunicatore e formatore. Faccio un mestiere che esalta le mie peculiari capacità, le sole che posseggo in grandi quantità e qualità.»

Non male come inizio. Andiamo avanti e veniamo a Hogwords.
«Edizioni Hogwords nasce come risposta a una serie di “sfortunati eventi”. I miei primi tre romanzi furono editati da due Case Editrici che ne massacrarono i contenuti sul piano formale e sostanziale. Giurai a me stesso di porvi rimedio e, ricordando un pensiero di Woody Allen, “Se vuoi che un film che hai sceneggiato sia trattato con la dovuta perizia devi dirigertelo da solo”, provai a risarcirmi per il danno subito, fondando prima un’Associazione Culturale [l’Associazione Gruppo Sisifo] e poi la Casa Editrice Hogwords con il Circolo Artistico e Letterario omonimo che lo corrobora. Il mio pensiero sull’argomento fu che “tanto, peggio dei miei primi due Editori non avrei fatto”. Credo di esser riuscito a imparare e a evitare di commettere buona parte dei loro errori. Poi, ne faccio e ne farò ancora, ma questo perché sono un essere umano. La Divinità è un’altra cosa…»

Associazione Culturale a supporto dell’editoria

La perfezione, Pier-Giorgio, la lasciamo al diavolo, ma Hogwords che tipo di casa editrice è, com’è strutturata e quale obiettivo si pone?
«La definizione scelta è: “la Casa Editrice degli Autori e delle Idee”. Il rapporto con lo scrittore di un manoscritto non è marginale ma fondamentale. Un pessimo testo elaborato da un buon autore con una gran voglia di imparare può esser trasformato in un capolavoro. Il contrario può diventare un’impresa titanica, superiore alle forze di un semplice editore. La geolocalizzazione permette di definire la casa editrice come “Autoriale”. Seguire la crescita di uno scrittore passo dopo passo è il nostro lavoro e il miglior biglietto da visita che possiamo offrirgli. Assai ben sviluppato è il settore della creazione grafica e contenutistica legata alla pubblicità e alla promozione di eventi. Danno molte soddisfazioni anche i corsi di formazione su comunicazione, amore, scrittura creativa. Il Circolo Artistico e Letterario Hogwords, poi, permette alla casa editrice di prendersi delle licenze culturali che altrimenti non potrebbe concedersi, come ad esempio quelle legate all’organizzazione di “Cene con delitto Letterarie” nelle quali gli autori si trasformano in attori, divertendosi come matti.»

Interessante il rapporto di scambio e integrazione con l’associazione. Sorge spontanea la curiosità su come vengano selezionati gli autori.
«In realtà, in buona parte ho già risposto a questa domanda. Aggiungo che io faccio di tutto per disincentivare gli autori, allo scopo di verificarne la reale forza di volontà nell’intraprendere un mestiere, perché di questo si tratta, che non è così facile come si pensa, è fatto d’impegni e sacrifici non comuni. A volte mi trasformo in Mr. Hyde e un po’ mi diverte veder scappare a gambe levate persone che si sono avvicinate all’idea di scrivere per vivere.»

Sadismo?
«Non sono un sadico. Anzi, lo faccio per il bene di tutti. Se sei veramente motivato non hai nulla da temere e la “Casa Editrice è la tua Casa”. Se, viceversa, sei un tronfio, compiaciuto personaggio che vola con la fantasia, ma che non sa tenere i piedi ben saldi al suolo e non riesci a trasformare (con un serio aiuto) i tuoi sogni in realtà concrete allora divento il “Sergente Maggiore Hartman”. Certe volte mi faccio persino paura da solo. Tuttavia, la mia priorità è proteggere questo mestiere da tutti coloro che pensano che scrivere sia un bel modo per vincere la noia o sostituire il lavoro fisico con quello di concetto. Ci può essere un grande autore in ognuno di noi, se solo si lasciano le porte aperte alla voglia d’imparare e all’ascolto dei consigli di chi ha più esperienza sul campo.»

Una scuola per ogni autore

Ci sono tutti gli elementi che contraddistinguono una rigida scuola come quella a cui ti sei ispirato per il nome. Ci chiediamo, quindi, quali sono i tempi di attesa, valutazione e pubblicazione quando incontri un autore che sappia seguire i buoni consigli?
«Dipende. Tutti gli autori e i manoscritti sono differenti. Si potrebbe valutare un testo di basso profilo allo stesso modo di un saggio o un romanzo di 1500 pagine? Io penso proprio di no. Càpita, poi, che si giunga a un pelo dalla pubblicazione e scatti qualcosa che mi fa capire di trovarmi di fronte a scrittori che sono pronti per altre case editrici e non per Hogwords. È già capitato. Ricordo un paio di esempi con autori che mi hanno fatto pentire della scelta perché non hanno accettato alcun tipo di correzione grammaticale motivata da chiare e diffuse note dell’Accademia della Crusca oppure con una strana e personalissima opinione sul rapporto economico intercorrente tra Editato e Editore. Ritengo il tempo molto relativo. La similitudine più corretta è quella con le autoscuole. Il numero delle “guide” non segue un canovaccio uguale per tutti. L’istruttore e l’esaminatore devono valutare i pericoli e giudicare la preparazione dell’esaminato allo scopo di non immettere in strada una variabile impazzita. Per il suo bene e quello di tutti. Un battito di ali di una farfalla a Tokyo può causare un uragano nella parte opposta della Terra…»

La severità a vantaggio della qualità che duri nel tempo. Quali servizi offre Hogwords agli autori e con quale criterio sceglie i testi da pubblicare?
«Innanzitutto, tengo a comunicare che Edizioni Hogwords non è una casa editrice a pagamento. Non sono obbligato a pubblicare qualsiasi cosa. L’editing e la correzione delle bozze viene fatta gratuitamente e non come servizio donato da un donatore a un richiedente pagante. Detto questo, che ritengo di fondamentale importanza per correttezza, rilevanza e autorevolezza, ribadisco che nessun autore è obbligato ad acquistare un certo numero di copie o a pagare un servizio che è proprio peculiare dell’editoria. Sarebbe come se in una fabbrica un operaio pagasse per poter usare le macchine e i robot che costruiscono il prodotto che verrà venduto. Certo, questo è un pregio ma ha anche un rovescio della medaglia. Se gli aspiranti scrittori pensano di donare alla casa editrice manoscritti con centinaia di errori di ortografia per ogni cartella hanno sbagliato indirizzo. Come diceva Totò, anche noi siamo iscritti al CNEF (cà nisciuno è fess). Hogwords ha rispetto del lavoro altrui e ritiene di meritare altrettanto per il proprio. Come ho già spiegato, cerchiamo autori con le stimmate, il sacro fuoco della passione per questa stupenda professione. I testi vengono di conseguenza e non sono la base di partenza come tanti sono portati a credere.»

La base di partenza di un buon libro

Il testo quindi non è la vostra base di partenza per la scelta, ma l’attività dell’editore si fonda sulla valutazione dei testi e sulla scelta. Che cosa ti colpisce di un testo proposto?
«Ultimamente stiamo ricevendo diversi elogi per le copertine e la loro impostazione. Tuttavia, esse sono e rimangono un biglietto da visita e cessano di essere utili se non corrispondono alle aspettative dei clienti (che in questo caso sono i lettori). Sarei milionario se ricevessi anche solo un centesimo di Euro ogni volta che un Autore mi propone una cover fatta da sé e che a suo dire rappresenta al meglio il libro in questione. Spesso e volentieri non è così. I libri (siano essi romanzi, antologie di racconti o poesie, ecc.) hanno una copertina e una descrizione persuasiva in quarta di copertina che debbono introdurre il manoscritto e sposarsi con esso. Più c’è armonia tra queste tre componenti e più alte saranno le possibilità che l’acquisto del libro vada a buon fine. Per paradosso, non possiamo avere una versione del kamasutra con una copertina che ricorda un libro destinato a bambini da 0 a 6 anni e un testo in quarta che recita così: “leggetelo se proprio non avete di meglio da fare”. Al momento, Hogwords ha pubblicato quasi tutte le tipologie di testi di narrativa e saggistica. Non mi viene in mente un settore che sia stato trascurato. Siamo stati fortunati? Forse sì.» 

Mi sembra di capire che non poni veti a priori sui testi che vengono proposti dagli autori e, visto che affermi che la copertina, I e IV, e il testo si devono sposare alla perfezione e hanno una notevole importanza, che condividiamo, siamo curiosi di sapere chi si occupa della grafica e stampa.
«Gli autori e io siamo la risposta alla prima parte della domanda. Amazon e Paprint per la seconda. Mi ritengo soddisfatto di tutte queste componenti. Anzi no, non è vero. Mi è capitata una cosa curiosa quest’anno. Un libraio ha consigliato/ordinato a un nostro autore di strappare l’ultima pagina di un suo libro perché c’era scritto che era stato stampato da Amazon. L’autore si è vergognato, ma ritengo che si sia sbagliato. Se un libraio si comporta in questo modo per combattere una multinazionale (potremmo discutere tranquillamente a tavolino della cosa e magari scoprire che non siamo così distanti ideologicamente) non mi sembra si possa arrogare il diritto di essere considerato un neoluddista, ma solo qualcuno che non sa fare bene il proprio mestiere. Per fortuna, ce ne sono pochi e mi auguro che rimangano tali. Per la cronaca, Ned Ludd è tra le mie leggende storiche preferite e quindi conosco bene la materia in questione. Da editore cerco di proteggere gli autori per non esporli a comportamenti lesivi della loro onorabilità. Non chiederei mai loro di strappare una pagina di un libro perché contrario (o presunto tale) alle mie politiche aziendali. Che fine ha fatto Voltaire?» 

Non sgomitare per apparire migliori

È probabile che Amazon non venga giudicato un simbolo di qualità, dalla vecchia guardia, non tenendo conto che l’editoria sta andando in direzioni diverse e alternative a quelle dentro cui è sorta. A ogni modo, il libraio dovrebbe vendere libri e non giudicare il lavoro altrui, bensì consigliare un volume per il contenuto. E dunque, quali difficoltà incontra una piccola C.E. dopo la pubblicazione nella collocazione del proprio catalogo nella vendita online e in libreria?
«Think positive? Si vuole una lunga ridda di problemi e negatività legate alla professione? Quante vite ho per rispondere? Bando agli scherzi un imprenditore sa che lungo la sua strada troverà sempre una serie di ostacoli. Il segreto per dormire sonni tranquilli è quello di circondarsi di persone positive che di fronte a un problema pensano a come risolverlo anziché urlare “contro il cielo” come cantava Luciano Ligabue. Chiarisco che Edizioni Hogwords non sgomita per apparire migliore degli altri. Preferisco usare la tecnica degli ingressi in punta di piedi in quanto il vero avversario in questo campo non è il/la collega vicino/a o lontano/a. La nostra nemesi è l’ignoranza, la pigrizia, le spaventose abitudini che prevedono di non prendersi mai cura della propria mente. Anzi, che il cervello vada annebbiato di fumo o annegato di birra perché pensare fa male. Se oggi l’Italia e gli italiani vivono male (perché è così) è perché ci siamo arresi all’ignoranza da troppo tempo. Se “Carmina non dant panem” che cosa ci dà la stupidità? Ci paga le bollette? Non scherziamo…» 

Quale percentuale del prezzo di copertina viene riconosciuto all’autore?
«Il 20% e i contratti sono di due anni, stracciabili a zero Euro di penale nel caso la grande Editoria bussi alla porta dell’Autore con una seria proposta oppure i rapporti non siano più idilliaci tra noi. Ritengo che sia stupido tenere legati a sé delle persone che hanno una gran voglia di andarsene via. Al momento è capitato 3 volte in 14 anni. La soddisfazione è stata reciproca. Non si può andare d’accordo con tutti e per sempre. Ogni tanto il cambiamento giova ai rapporti. Un tempo ero convinto di dover arrivare a seguire 100 Autori per raggiungere il miglior livello qualitativo per l’Azienda. Mi sbagliavo. La tua auto va veloce e percorre tanta strada non perché ha tanti cavalli motore, ma a seguito della tua decisione di toglierla dal garage e di farti un bel giretto con essa.»

Cartaceo, e-book o audiolibro?

La qualità anziché la quantità è la filosofia hogwordiana, che condividiamo. Come promuove gli autori Hogwords?
«Purtroppo oggi c’è poco da inventare. Le forme di pubblicità sono note e penetrano sempre meno nell’immaginario collettivo. La verità è che siamo talmente assillati dal marketing che o ne siamo totalmente succubi (e non è il caso della Letteratura) o ci rimbalza senza darci troppa voglia di leggere ciò che ci viene proposto. Sicuramente, l’unica strada che rimane da percorrere è quella formativa. Un conto è fare una presentazione Letteraria (ce ne sono tante) e un conto è farla bene, da padrone della scena. La pubblicità è ossessiva e onnipresente? Un buon motivo per farla meglio degli altri e con più serietà e passione. I social dovevano essere uno strumento alla portata di chiunque ma si sono piegati alle esigenze delle grandi aziende e da strumento democratico (come nelle intenzioni di chi ha creato il world wide web) sta diventando sempre più élitario. Ciononostante, non è un buon motivo per non usarlo e sotto questo punto siamo presenti dappertutto in Italia e all’estero. La mia presenza accanto agli Autori, poi, come supporto agli stessi, è sempre costante laddove viene richiesto. Nessuno Scrittore viene lasciato indietro e da solo se ne fa richiesta. I risultati sono migliori quando si fanno presentazioni Letterarie “with a little help from my friends” (Beatles docet).»

Il nemico della letteratura non è la tecnologia ma l’ignoranza

«Ebook, libri in brossura e cartonati, audiobook sono quattro prodotti differenti. Spesso e volentieri sono propedeutici gli uni agli altri. Ebook e audiobook vengono utilizzati quando non si conosce bene un autore e non ci si fida. Lo affermo per esperienza diretta con i lettori che lo scrivono tranquillamente nei feedback. Una volta convinti di aver letto un bel libro si arriva al cartaceo e poi, in caso di idillio totale, anche al cartonato. Torno a sostenere che il vero nemico della letteratura non sia la tecnologia ma l’ignoranza. Chi non legge non legge. È assurdo pensare che il problema sia l’ebook o l’audiobook. In questa battaglia io non mi sento parte in causa. Sono per la Pace. Viva l’ebook, viva la brossura, viva il cartonato, viva l’audiobook. Tanto più che siamo all’alba dello scontro tra la mente umana e quella artificiale anche sul piano della creatività letteraria. Per citare Lucio Dalla: “Io mi sto preparando, è questa la novità”.»

Speriamo che l’uomo continui a usare bene e sempre meglio il proprio cervello e non ceda troppo spazio all’intelligenza artificiale. Einstein affermava che la logica porta da A a B, ma la creatività conduce ovunque. Considerando una delle ultime affermazioni: “chi non legge non legge”, quali sono gli obiettivi futuri?
«Continuare a pubblicare i libri in lingua diversa dall’italiano e ampliare il settore degli audiobook. Gli sforzi per realizzare la versione spagnola, tedesca, francese, inglese dei nostri libri è stato immane ma resta la sola percorribile da un’Editoria che naviga in cattive acque perché fa riferimento al solo mercato nostrano, che si assottiglia sempre di più.»

Intento meritevole la diffusione europea del proprio catalogo, che ci porta a un’ultima domanda. Come Pier-Giorgio Tomatis vede il futuro dell’editoria?
«Dipenderà dalla passione degli editori e dalla forza dei lettori. Gli uni e gli altri sono interconnessi. L’importante è continuare a pensarla come Bluto Blutarsky (John Belushi) in Animal House: “When the Going Gets Tough, the Tough Get Going”, “Quando il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare”. Io gioco. Vi sentite pronti a fare altrettanto?»

Con questo messaggio coraggioso, pieno di fiducia e intraprendenza, termina la nostra lunga chiacchierata con Pier-Giorgio Tomatis. Ci auguriamo che la curiosità di chi legge sia stimolata a saperne di più del mondo editoriale e che gli aspiranti scrittori siano motivati e non perdano la speranza di scrivere un buon testo, mentre ai lettori auguriamo di farsi sorprendere da ogni viaggio in cui un autore vorrà condurli. Lo ringraziamo e auguriamo a lui e a Hogwords Edizioni di proseguire nei propri intenti alzando sempre più l’asticella dei propri traguardi.

pier-Giorgio Tomatis

Pier Giorgio Tomatis fondatore e anima di Hogwords Edizioni