“L’impiego della carta orientale nel restauro dei manufatti occidentali” è il tema di cui sé è parlato al convegno di Fabriano.
A Fabriano, all’interno dei luoghi della carta, nella suggestiva Sala Forme del Complesso delle cartiere fabrianesi, sede della Fondazione Fedrigoni Fabriano, si è svolto per il secondo anno l’evento “Fabriano fra storia e innovazione”, con il convegno “L’impiego della carta orientale nel restauro dei manufatti occidentali. A Fabriano tradizioni e tecniche a confronto”.
I maggiori specialisti del settore hanno illustrato la storia della manifattura della carta giapponese e coreana e la loro applicazione su importanti casi studio riguardanti opere d’arte su carta.
Ad arricchire il dibattito scientifico, due mastri cartai che hanno mostrato da vivo, attraverso l’uso della strumentazione tradizionale, la tecnica di fabbricazione e le caratteristiche distintive della washi, la carta a mano giapponese, la hanji coreana e la carta occidentale, fabrianese.
Il convegno, realizzato in collaborazione con Fedrigoni Group e Stefania Zeppieri (Conservazione e restauro di beni librari archivistici, opere d’arte su carta e manufatti affini), è stata l’occasione per approfondire a Fabriano la conoscenza delle diverse tradizioni delle carte orientali e aprire un dibattito scientifico sul loro impiego nel restauro dei manufatti occidentali antichi, moderni e contemporanei. L’utilizzo delle carte giapponese (carta washi) e coreana (carta hanji) nel restauro della carta occidentale è infatti una pratica consolidata da decenni e questo si deve alla loro resistenza e altissima qualità oltre che alla capacità di integrarsi in modo discreto con la superficie originale, preservando al contempo l’autenticità e l’estetica dell’opera d’arte o del documento storico.
La presentazione di importanti casi di studio ha consentito di apprezzarne risultati e applicazioni, e di approfondire la storia e la tecnica della manifattura di queste carte, comprenderne meglio le materie prime e le tipologie, grazie alla partecipazione di alcuni tra i maggiori specialisti del settore.
Il pomeriggio di studi è stato guidato dalla restauratrice Stefania Zeppieri, responsabile del laboratorio di conservazione e restauro della Fondazione.
Sono intervenuti, Marinita Stiglitz, Head of Paper Conservation della Bodleian Libraries, University of Oxford; Maria Vera Quattrini, Restauratrice Istituto Centrale per il Restauro (ICR) e Chiara Fornaciari da Passano, Responsabile Laboratorio restauro carta dei Musei Vaticani.
Presenti anche Akiyama Nobushige, artista e produttore di carta giapponese, e Sandro Tiberi, artista e produttore di carta occidentale: la perizia dei due artisti e mastri cartai ha permesso di mettere in luce le caratteristiche distintive della fabbricazione della carta a mano orientale giapponese e di quella occidentale, grazie all’allestimento di due postazioni, dotate di strumentazioni tradizionali, con cui le sono realizzate dal vivo.
A questo convegno seguirà in autunno, sempre a Fabriano, un workshop sulle tecniche e i materiali tradizionali giapponesi per il restauro delle opere su carta, promosso dalla Fondazione e rivolto a restauratori professionisti e neolaureati.
Il convegno ha ottenuto il patrocinio del Comune di Fabriano, della Regione Marche, dell’Istituto di Cultura Giapponese e della Pia Università dei Cartai e il riconoscimento della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica delle Marche e dell’Istituto Centrale per il b(ICR).
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