La potente flotta di Genova e il suo porto ben difeso, sono sempre riusciti a respingere gli attacchi dei saraceni. Di conseguenza questi si sono spesso accaniti contro le città rivierasche.  Qui raccontiamo una storia che ha coinvolto il vicino Levante: il Comune di Sori.  Il paese, oltre a subire gli attacchi dei pirati, fu anche duramente colpito dagli Alleati durante l’ultimo conflitto mondiale.

di SteGat *

La città di Genova col suo grande porto, ha sempre influenzato le due riviere di levante e di ponente, e in generale tutta la Liguria. Questo avvenne nei secoli, sia con la repubblica marinara, quindi al tempo delle incursioni dei pirati, che durante l’ultima guerra.

Dal 1943 al ‘45 fu il Levante a soffrire perché gli Alleati dovevano interrompere le comunicazioni delle truppe tedesche che si ritiravano verso il capoluogo. L’esempio più noto sono gli attacchi aerei su Recco, ma anche su Rapallo, Zoagli e Sori.

La Madonnetta di pietra e la Madonnetta nera

La storia che vogliamo raccontare qui si riferisce proprio alla vicina Sori, dove ci sono almeno quattro ponti: quello ferroviario, quello sulla via Aurelia e quelli che attraversano il torrente che taglia in due il paese, creando una Sori di levante e una di Ponente.
Sul ponte più a mare, reso pedonale di recente, dentro a una nicchia, si trova una statua in pietra bianca di una Madonnetta. Due targhe in marmo poste ai lati attirano subito l’attenzione dei turisti: infatti nascondono una lunga storia che lega Sori al passato di Zena.

Santuario Ns Signora della Grazie Sori

Il Santuario di nostra Signora delle Grazie a Sori

Ma andiamo a ritroso nel tempo per capire bene il perché.
Nel giugno del 1944 il paese fu preso di mira dai bombardieri anglo-americani con l’obiettivo di distruggere il ponte della ferrovia e ritardare così la ritirata delle truppe tedesche verso Genova, indebolendone la difesa.
Come avvenuto in modo molto più devastante nella vicina Recco, il ponte ferroviario divenne un importante obiettivo militare, trasformandosi così in un vero incubo per gli abitanti. A Sori gli aerei americani sganciarono varie tonnellate di bombe che rasero al suolo la parte est del paese: varie casette di pescatori e la stessa casa parrocchiale furono polverizzate.
Il bombardamento colpì anche la parte ovest, sulla riva destra del torrente, nei pressi della spiaggia, danneggiando il Santuario di Nostra Signora delle Grazie dedicato alla cosiddetta Madonnetta nera.
Il quadro di questa Madonna, chiamata in paese “del pontin”, e che ha una sua storia particolare, fu scagliato via e si perse tra i flutti del mare vicinissimo all’edificio.
La Chiesa danneggiata fu restaurata in breve, mentre le macerie delle casette a levante restarono per diversi anni accatastate nella zona orientale di Sori, alle spalle della sua lunga spiaggia.
Nel 1951 avvenne il casuale ritrovamento dell’immagine perduta, dopo che una forte mareggiata di libeccio smosse sabbia e detriti che l’avevano ricoperta per sette lunghi anni. 

Colpiti da questa riapparizione che, vista la sua storia quasi leggendaria, aveva ancora del miracoloso, gli abitanti di Sori si unirono nella costruzione del monumento che guarda al mare completandolo nel ‘56.

Le origini e i Saraceni

Il quadro della Madonna nera realizzato su legno, fu posto di nuovo nel Santuario, ma la sua storia ha radici ancor più lontane.
La sua prima comparsa risalirebbe infatti al 1509 quando il comandante Gerolamo Stagno, originario di Sori, la portò qui dall’Oriente.
Poi nel 1584 i pirati Saraceni la rubarono durante un’incursione condotta con 22 galeoni e 1500 marinai, azione che era stata sventata a Genova, e che si accanì quindi sul paese vicino (1).

 

Tuttavia i pirati la ributtarono subito in mare: infatti con questa immagine a bordo pare che la flotta non riuscisse proprio a salpare per riprendere il largo.
Per i superstiziosi Saraceni il quadro portava sfortuna, e quindi fu abbandonato sotto costa,
dove i pescatori riuscirono a recuperarla.
Infine, come ricordato dalla statua in pietra, una violenta mareggiata la restituì abbastanza integra nei primi anni ‘50, dopo esser stata scagliata in mare dalle bombe aeree del 1944. 

Si tratta quindi di ben tre eventi che videro protagonista questa immagine e che spiegano la devozione al Santuario di Sori, giustificando una visita davvero interessante. Sori-madonna-nera

A questa effigie Sacra è anche dedicata una filastrocca popolare, che riporto in dialetto sorese:
Træ votte da-o ma t’è vegnua,
træ votte da-o limpido ma,
e gente con fede segua
træ votte t’han vista,
t’han vista arriva!
Træ votte da-o ma t’è vegnua,
træ votte da-o limpido ma
preghemmo con fede segua
che sempre ti posci,
ti posci resta!

Per concludere ricordo che solo nel 2014 gli eredi dei proprietari delle casette distrutte si accordarono per avviare finalmente la ricostruzione di una serie di palazzine in stile marinaro.
Niente speculazione quindi, ma il riappropriarsi di un pezzo distrutto del paese.  Le costruzioni sono state portate a termine proprio alla fine di questa estate del 2020.
Quindi la Madonnetta nera rappresenta uno degli esempi della lunga influenza di Zena su tutta la Regione, che continua in epoche storiche diverse.

* SteGat (Stefano Gatti, biologo, autore di racconti su base storica)

(1) Le cronache raccontano che in quell’occasione i Barbareschi, in quel caso erano algerini e tunisini, oltre a distruggere prelevarono 143 prigionieri, soprattutto donne e bambini. Come è noto, i rapimenti avevano un duplice obiettivo: ottenere riscatti o addestrare i bambini, dopo averli convertiti all’Islam, a combattere, contro le terre d’Occidente. Si legga in proposito la storia di Sinàn Qabudan Pascià.