È proprio necessario correre e affannarsi per ritrovare quelle condizioni di crescita continua che il mercato non potrà più garantire? A volte sono le buone idee che possono risolvere molte situazioni.

Aprivamo il mese di maggio con l’augurio che ‘la metanoia ci salverà‘. Abbiamo ricevuto, e ne siamo orgogliosi, commenti positivi e consensi che neppure ci aspettavamo. Uno in particolare ci ha colpito: un industriale produttore di inchiostri per la stampa, ci ha confessato che nel periodo di lockdown ha scoperto due cose: la prima è che ha consumato solo mezzo serbatoio di gasolio; la seconda è che le vendite non sono calate. Ha quindi concluso che “la sensazione dell’inutile correre era ed è reale“.
E si chiede “quanto questa percezione sia condivisa, quanto resisterà all’impulso di ‘recuperare il fatturato perso’ di coloro che non la condividono“.
Uno spunto molto interessante, da condividere. E innescare un nuovo modo di vedere e affrontare un futuro incerto e nebbioso, in cui molti temono di perdersi.

Nulla come prima

Per tutto il mese di maggio le aziende sono state impegnate a risolvere i problemi interni prioritari per riprendere l’attività a pieno ritmo. Ma abbiamo anche sentito che diverse aziende hanno capito che difficilmente si tornerà alla situazione ‘quo ante’.
Il settore stampa e packaging è tra i pochi che ha non interrotto completamente la sua attività, ma è il mercato che ha rallentato. Molti hanno cercato di trovare nuovi sbocchi e nuove soluzioni. Le aziende che negli ultimi anni si erano dedicate al remote printing hanno esteso la loro offerta. In particolare con presidi sanitari e di sicurezza o distanziamento. Altre hanno proposto, banalmente, mascherine (o pseudo-tali). Trovando così un motivo per restare aperti e continuare a stampare ciò che i colleghi non potevano fare a causa del lockdown.
Ma se si vuole realmente fare un marketing innovativo, occorre estrarre idee nuove dal cappello. Senza voler correre a ogni costo: con la giusta lentezza, ragionando. C’è chi ha realizzato open house in streaming, mostrando le proprie tecnologie senza far muovere i clienti. Chi, sempre via web, ha fatto visitare la propria azienda. Chi ha promosso incontri e dibattiti. Chi invece ha colto l’occasione del rallentamento produttivo per inventare nuove soluzioni. Ne abbiamo visti diversi esempi soprattutto in cartotecnica.
Poi ci sono le soluzioni alternative. Abbiamo apprezzato l’idea di un piccolo, ma noto caffè in una splendida località turistica, ovviamente bloccata come tutte. Questo caffè, che decise di chiudere prima del lockdown per la sicurezza dei propri clienti, ha riaperto offrendo caffè in tazzine di wafer. Evitando il rischio di contagio, ma anche dell’uso e dispersione di plastica, che sta invadendo le città in questo periodo. Più che l’affanno di ripresa, sono le idee che vincono.