Un “packaging virtuoso” è fortemente legato alla collaborazione tra fornitori di tecnologie, aziende di materiali, brand owner, istituzioni, GDO e scuole.
Il 27 febbraio si è tenuta la seconda edizione del seminario “Il packaging del futuro”, ospitata presso il MADE Competence Center: una scelta non casuale, ma coerente con il livello tecnico e strategico dell’incontro. La presenza di fornitori di tecnologie, aziende di materiali, brand owner, istituzioni e GDO ha trasformato l’evento in un vero punto di riferimento per l’intera filiera della stampa e dell’imballaggio, destinato a orientare il dibattito per tutto l’anno.
Nei prossimi giorni pubblicheremo su MetaPrintArt le relazioni complete, disponibili anche in video.
Ma già oggi è possibile tracciare una linea di fondo: il packaging italiano vive una stagione di grandi opportunità, a fronte di rischi altrettanto rilevanti. E la differenza la farà la capacità di sistema.
Formazione: il primo investimento strategico
Particolarmente significativa la presenza di Marco Spada, presidente di ENIP-GCT, che ha posto l’accento su un tema cruciale: la necessità di una formazione tecnica di alto livello, fin dagli anni della scuola, capace di intercettare innovazione tecnologica, digitalizzazione, progettazione 3D e gestione dei workflow.
Se negli ultimi tempi, grazie all’impegno dell’Ente, queste discipline sono entrate nei programmi ministeriali, oggi la sfida è consolidare e rafforzare la formazione specialistica e la formazione continua in azienda. Senza competenze aggiornate, nessuna transizione – digitale o ambientale – potrà dirsi compiuta.
Il rischio maggiore nei prossimi tre anni? Perdere competitività per carenza di competenze adeguate. L’azione immediata è quindi investire in formazione strutturata e in un dialogo stabile tra scuole, imprese e associazioni.
Innovazione, sostenibilità, competitività: una strategia trasversale
Il ruolo di presidio del packaging Made in Italy è stato ribadito da Confapi, attraverso l’intervento di Anna Paola Cavanna, che ha richiamato la necessità di un approccio trasversale alla filiera. Innovazione tecnologica, flessibilità produttiva, tutela ambientale e protezione del cliente non sono più ambiti separati, ma elementi di un’unica strategia integrata.
In questo scenario europeo e globale in continua trasformazione, Sante Conselvan, presidente di FTA Europe, ha posto una domanda chiave: chi guida davvero il cambiamento? Il futuro – ha ricordato – non è più una proiezione lontana, ma un presente che evolve con rapidità e imprevedibilità. Stampatori, converter e brand devono esserne pienamente consapevoli.
Il rischio? Subire il cambiamento normativo e di mercato. L’azione urgente: governarlo con visione e investimenti mirati.
ESG e cultura industriale: un cambio di paradig
Il modello ESG (Environmental, Social and Governance) impone una visione integrata che va ben oltre l’adempimento formale. Si tratta di un cambiamento organizzativo profondo, che richiede nuove competenze e nuove figure professionali.
In questo contesto emerge con forza il ruolo dell’ingegnere di processo, chiamato ad analizzare in modo puntuale i flussi produttivi per migliorare efficienza, ridurre scarti, ottimizzare consumi energetici. La sostenibilità non è più uno slogan, ma un sistema di misurazione e miglioramento continuo.
Riciclabilità e regolamentazione: valore oltre il rifiuto
L’esperienza italiana nella riciclabilità degli imballaggi in carta e cartone rappresenta un modello virtuoso a livello europeo e mondiale. Massimo Ramunni, direttore di Aticelca e vice direttore generale di Assocarta, ha evidenziato un nodo cruciale: il regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR) tende a concentrarsi quasi esclusivamente sul rifiuto, trascurando il valore industriale, funzionale e ambientale dell’imballaggio stesso.
Eppure il cartone ondulato, come emerso dalla relazione di Andrea Mecarozzi (AIS), è passato da materiale “demonizzato” a cuore pulsante della sostenibilità industriale, dalle materie prime alla produzione.
Il rischio? Una regolamentazione sbilanciata che penalizzi l’innovazione. L’azione proposta: dialogo costante con le istituzioni europee per valorizzare le best practice italiane
Gestione dei solventi e vantaggio competitivo
Un tema tecnico ma strategico è quello della gestione dei solventi nella stampa di imballaggi. DEC Dynamic Environmental Corporation ha illustrato le sfide legate all’adeguamento alle normative europee e le soluzioni avanzate per il L’esperienza italiana nella riciclabilità degli imballaggi in carta e cartone rappresenta un modello virtuoso a livello europeo e mondiale. Massimo Ramunni, direttore di Aticelca e vice direttore generale di Assocarta, ha evidenziato un nodo cruciale: il regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR) tende a concentrarsi quasi esclusivamente sul rifiuto, trascurando il valore industriale, funzionale e ambientale dell’imballaggio stesso.
Eppure il cartone ondulato, come emerso dalla relazione di Andrea Mecarozzi (AIS), è passato da materiale “demonizzato” a cuore pulsante della sostenibilità industriale, dalle materie prime alla produzione.
Il rischio? Una regolamentazione sbilanciata che penalizzi l’innovazione. L’azione proposta: dialogo costante con le istituzioni europee per valorizzare le best practice italianerecupero e il riciclo dei solventi industriali.
Qui si gioca una partita decisiva: trasformare un vincolo normativo in un vantaggio competitivo, rafforzando la leadership italiana, già ampiamente riconosciuta, in fatto di sostenibilità ambientale.
Materiali sostenibili: una visione di lungo periodo
La transizione verso materiali sostenibili e riciclabili non nasce oggi. Realtà come Corapack hanno avviato sperimentazioni già negli anni ’90, quando i biopolimeri muovevano i primi passi. Oggi quella visione si traduce in strategie di lungo periodo, dove sostenibilità ed efficienza devono convivere con la salvaguardia della shelf life, tema centrale per la GDO.
Il rischio? Compromettere performance e sicurezza del prodotto finale. L’azione necessaria: ricerca continua sui materiali e test applicativi rigorosi.
Digitalizzazione, Big Data e standardizzazione
a digitalizzazione a 360 gradi dei processi produttivi e la tracciabilità dei materiali rappresentano un altro pilastro. Software evoluti consentono il controllo completo della produzione, mentre i Big Data guidano la standardizzazione dei processi, rendendoli più efficienti e remunerativi, come ha ricordato Federico Paulli, di I&C GAMA Group.
Non è solo una questione tecnologica, ma culturale: passare dalla gestione artigianale del dato alla sua valorizzazione strategica.
Packaging 5.0 e anticontraffazione: il nuovo valore agg
Un capitolo di particolare rilievo è quello del Packaging 5.0. In Koenig & Bauer innovazione e sostenibilità nella stampa industriale e del packaging si fondano sui principi dell’Industry 5.0 e su soluzioni avanzate di anticontraffazione, sviluppate grazie alle tecnologie proprietarie di Koenig & Bauer Banknote Solutions, come ha illustrato Peter Andrich. Sottolineando l’importanza di queste soluzioni applicate non solo al packaging farmaceutico o del lusso, ma persino alle figurine da collezione.
Si tratta di competenze nate nel mondo della stampa di sicurezza e oggi applicabili a qualsiasi tecnologia di stampa, non solo per i clienti diretti ma anche per i loro clienti finali. Il risultato è un ecosistema virtuoso che crea valore lungo tutta la filiera.
Qual è dunque il rischio? Sottovalutare il tema della sicurezza e della protezione del brand in un mercato globale sempre più esposto a contraffazione e concorrenza sleale. L’azione immediata suggerita è quella di integrare fin da subito soluzioni di tracciabilità e sicurezza nei progetti di packaging.
Un sistema che deve restare coeso
Dalla tavola rotonda finale è emersa una consapevolezza condivisa: il maggiore rischio per la filiera nei prossimi tre anni è la frammentazione – normativa, tecnologica, culturale.
La risposta non può che essere sistemica: collaborazione tra fornitori di tecnologie, aziende di materiali, brand owner, istituzioni, GDO e scuole. Solo così il packaging italiano potrà continuare a essere all’avanguardia, trasformando i rischi in opportunità e confermando la propria leadership internazionale.
A partire da oggi.
MetaPrintArt ringrazia le aziende fornitrici, le istituzioni e tutti i relatori che hanno reso con la loro disponibilità e competenza questa giornata un evento che resterà un punto di riferimento sicuro fino alla terza edizione.
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