Mentre guardavo la foto del “bradipo incagliato” nel canale di Suez, riflettevo sul fatto che non ci siamo ancora abituati a considerare il mercato come un’entità globale e mondiale nel senso fisico. Cerco di spiegarmi. La comunicazione viaggia ormai nell’infosfera in tempo reale, insieme a dati, notizie, riunioni, eventi. Una parte delle merci ci può arrivare da qualsiasi luogo del mondo a casa in tempi brevissimi, oppure in qualche settimana con prezzi inferiori a quelli reperibili a km zero.

di Carlo Fraschetti

Le merci trasportate a livello mondiale viaggiano su container sempre più numerosi per accontentarci ad acquistare a un prezzo più basso. Ora molti container sono fermi o inutilizzabili per i blocchi di spostamento dovuti alla pandemia, causando un aumento dei costi di trasporto.

Nel settore della stampa grafico-editoriale – come evidenzia l’ultimo editoriale del direttore –molte aziende medio-piccole si trovano a utilizzare modalità di acquisto tradizionali, non sempre online. L’acquisto di carta e altri supporti stampabili, di consumabili come lastre e inchiostri. Gli stampatori quindi devono cercare di coniugare la parte digitale, in senso lato, con quello che sarà lo stampato finale concreto.
Tutto quello che è considerato digitale è più veloce e viene considerato più economico. A torto dico io. I continui aggiornamenti di hardware, software e relativa formazione degli operatori hanno comunque un costo, pena la bassa qualità del prodotto finale.

Nel momento di produrre lo stampato finale la modalità digitale viene meno, scatenando la corsa spasmodica contro il tempo per la consegna al cliente per quel giorno e a l’ora richiesta (dal cliente!)

 

Nella filiera della stampa grafico-editoriale si sono verificati continui cambiamenti tecnologici, negli ultimi 30/40 anni, con attrezzature sempre più performanti nella pre-stampa e nella stampa in particolare, eliminando gli impianti su pellicole per esempio.

A metà degli anni ’80 io portavo ai clienti le prove di stampa su Cromalin della Dupont realizzati con gli inchiostri in polvere, e molti clienti chiedevano le prove al torchio! Le fotolito sono scomparse non appena gli impianti su pellicole hanno cominciato a viaggiare online.
Non appena l’ideazione degli stampati si è spostata sui pc (in particolare Mac) e non più sugli esecutivi cartonati Shoeller, sono cominciati i guai, perché molti si sono sentiti in grado di ideare loghi, dépliant o quant’altro, abbassando qualità e prezzi.

C’è sempre un “cugino” in grado di fare tutto a prezzi stracciati se non gratis!

Le aziende grafiche di medie o piccole dimensioni stampavano solo in offset carta e cartoncini, le serigrafie supporti plastici per esposizioni esterne e le copisterie solo su carta in A4 e A3, senza farsi concorrenza perché operavano in settori di mercato distinti. Ora questa suddivisione è più liquida, sia per la quantità della tiratura, sia per la caratteristica dello stampato finale.

La stampa digitale ha fornito la possibilità di produrre microtirature di stampati non solo su carta, ma anche su vinili adesivi e non, supporti plastici rigidi, legno, vetro o tessuti con personalizzazioni un tempo impensabili.
Un modo per sopravvivere nel mercato dello stampato è quello di segmentare la tipologia dei prodotti e scegliere i clienti in base alle proprie capacità non cedendo a prezzi al ribasso o riducendo la qualità. Una commessa di lavoro è un buon affare se si è disposti a perderla.

Il cigno nero

Ritornando al “bradipo incagliato” nel Canale di Suez, la supernave portacontainer Ever Given sembra il cigno nero, reso famoso dallo scrittore Nassim Nicholas Taleb. Un evento considerato improbabile con grandi ripercussioni economiche. Anche se in questo caso era prevedibile costruendo navi da 200 mila tonnellate costrette a percorrere circa 200 km in 15 ore in un canale largo poco più di 200 metri e un fondale di 25 metri.
Il Covid-19 e l’incidente a Suez sono eventi improvvisi ritenuti improbabili e imprevedibili, senza molta ragione, accelerando i tempi di cambiamento di molti paradigmi di lavoro da rimodulare per non rimanere tagliati fuori dal mercato.
Il cigno nero nel settore della stampa grafico-editoriale è apparso da un po’ di anni e ancora molti non lo hanno visto.

Carlo Fraschetti – 29 marzo 2021

Le 10 regole contro il cigno nero

Ciò che deve rompersi è meglio che lo faccia subito.
Evitare la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti.
A chi ha distrutto uno scuolabus guidando bendato deve essere impedito di guidarne un altro.
Chi riceve bonus o incentivi non deve gestire un impianto nucleare o realtà finanziarie.
Diminuire la complessità per aumentare la semplicità.
I bambini non possono giocare con la dinamite, neanche avendone le istruzioni.
Solo lo schema di Ponzi dovrebbe basarsi sulla fiducia.
Non dare a un drogato in crisi di astinenza altra droga.
Non si può fare affidamento su attività finanziarie.
Non si può fare un’omelette con le uova rotte.

Nassim Nicholas Taleb