L’istruzione in Italia è ancora troppo scarsa, eppure quello sull’istruzione è l’investimento che può cambiare le cose. Pensiamoci anche in vacanza.

L’anno scolastico appena concluso ci lascia con dati che non possono essere ignorati. Secondo i più recenti rilevamenti ISTAT, in Italia oltre un terzo degli studenti di seconda primaria non raggiunge le competenze minime in italiano, e quasi altrettanti faticano in matematica. Anche se qualche miglioramento si registra nella scuola superiore, la distanza dai livelli prepandemici ‒ e dal resto dei Paesi UE ‒ resta significativa.

È un quadro che dovrebbe farci riflettere tutti: istituzioni, famiglie, imprese. Perché il vero “capitale umano” del Paese non si costruisce con slogan o bonus, ma con investimenti lungimiranti nell’istruzione, nella formazione e soprattutto nella collaborazione tra scuola e mondo del lavoro.

Eppure, un segnale positivo c’è, e viene proprio dal nostro settore. Gli Istituti Tecnici per la grafica, la stampa e il packaging – grazie anche al lavoro instancabile di ENIP-GCT e dei Comitati Regionali più dinamici– stanno offrendo un esempio concreto di formazione efficace, aggiornata, vicina alle esigenze delle imprese.

Ma non basta. Le associazioni di categoria e le aziende devono fare la loro parte. Non si tratta solo di “appoggiare” questi istituti, ma di investirci davvero: con tirocini, collaborazioni attive, formazione continua. E ATIF ne dà un buon esempio. Solo così potremo colmare il divario tra istruzione e lavoro, e dare ai giovani competenze reali, spendibili fin da subito.

E serve anche un cambio di mentalità nelle famiglie: un buon diploma tecnico, oggi, può aprire più porte di una laurea generica. Lo dimostrano i numeri sull’occupazione e lo conferma l’esperienza di chi, uscito da un istituto tecnico ben connesso con le imprese, ha già trovato una strada concreta.

L’estate è una pausa, sì, ma non per il pensiero. È il momento giusto per prepararsi a un nuovo anno con idee più chiare e decisioni più coraggiose. Perché la stampa, la grafica e il packaging del futuro dipendono – letteralmente – da come formiamo oggi i nostri ragazzi.

Buona estate, ma senza spegnere i riflettori sull’unico investimento che davvero può cambiare le cose: quello sull’istruzione.