Al G20, il B20 e il Business at OECD propongono un “GVC Passport” per rilanciare la crescita delle imprese e delle PMI in particolare, dopo il Covid-19. La proposta punta a ridurre le barriere amministrative e normative, che le aziende incontrano nella loro partecipazione alle filiere produttive globali.

La proposta, che ha ottenuto il consenso delle “Confindustrie” dei paesi del G20, punta a ridurre le barriere amministrative e normative che le aziende incontrano nella loro partecipazione alle filiere produttive globali.
Le barriere amministrative e normative che le aziende incontrano nella loro partecipazione alle filiere produttive globali (GVC-Global Value Chain) ostacolano il libero flusso di persone, capitali, be0ni e servizi. Ridurle è quindi la proposta congiunta del B20 (Business 20), la voce ufficiale della comunità imprenditoriale internazionale dei paesi del G20 e di Business at OECD (la voce delle imprese nell’OCSE) presentata a inizio settembre nel corso dell’evento “From crisis-management to a sustainable and inclusive recovery”.

Un documento della comunità imprenditoriale

L’evento rientra nel programma di attività per il G20 in Arabia Saudita della presidenza saudita del B20 e ha visto tra gli altri la partecipazione del segretario generale dell’OECD Angel Gurria e dei presidenti di Business at OECD Phil O’Reilly e del B20 Saudi Arabia Yousef Al-Benyan.

L’Italia, che nel 2021 guiderà la presidenza del G20 [ne sarà presidente Emma Marcegaglia, che a parere personale è molto più illuminata del suo attuale successore a capo della Confindustria italiana – ndr], è stata rappresentata da Pietro Benassi sherpa italiano del G20 e consigliere diplomatico di Palazzo Chigi.
La proposta è stata presentata nel documento ““GVC Passport on financial compliance, a pragmatic concept to strengthen Inclusive and Sustainable Growth” curata da Gianluca Riccio, Vice Presidente del Comitato Finanza al Business at OECD e realizzata con il coinvolgimento della comunità imprenditoriale dei paesi del B20.

Impronta digitale finanziaria

«La pandemia COVID-19 – è sottolineato nel documento – ha ancor più evidenziato l’importanza delle GVC nell’economia globale. Il documento invita i paesi G20 a lavorare per soluzioni che prevedano una significativa riduzione di burocrazia e costi, aumentando al contempo trasparenza e tracciabilità, oltre a facilitare l’accesso delle imprese a mercati più ampi

Il “Passaporto GVC” è pensato in modo da consentire alle imprese di un paese partecipante di essere riconosciuta come azienda commerciale legittimamente autorizzata a operare in altri paesi partecipanti. Esso fornirebbe un’impronta digitale finanziaria autenticata, autorevole e verificabile di una determinata azienda, consentendole di operare all’interno della filiera senza la necessità di riprodurre la stessa documentazione in più occasioni.

Commentando l’annuncio, il presidente del B20, ha dichiarato: «La visione delineata in questa pubblicazione è pensata per tutte le imprese, ma ci si aspetta che le piccole e medie imprese (PMI) ne possano trarre il maggior beneficio, visto un onere normativo e amministrativo cumulativo proporzionalmente più elevato rispetto alle loro risorse limitate
Le PMI rappresentano il 90% delle imprese e il 50% dell’occupazione in tutto il mondo, e quindi sono enormemente influenzate dagli eventi degli ultimi nove mesi.
L’adozione di questa iniziativa potrà aiutare le PMI nella fase di ripresa riducendo i costi operativi e pertanto raccomandiamo che il G20 la sostenga.

Il “Passaporto GVC” è previsto per utilizzare tecnologie come blockchain e intelligenza artificiale per offrire alle aziende la possibilità di operare senza soluzione di continuità attraverso i confini. In questo modo si creerebbero le condizioni per ridurre le barriere geografiche e ridurre la burocrazia.

«Il passaporto GVC – ha dichiarato Gianluca Riccio, Vice Presidente del Comitato Finanza al Business at OECD, e autore della pubblicazione – è un concetto che potrebbe avvantaggiare l’intera comunità imprenditoriale globale aumentando l’accesso ai servizi e ai beni, migliorando la trasparenza, riducendo l’evasione fiscale, espandendo la raccolta dei dati e consentendo un’adozione più rapida di strumenti e tecnologie digitali
Guardando alla Presidenza Italiana del G20 nel 2021, Riccio ha aggiunto: «È importante che la Presidenza Italiana prosegua e sviluppi il lavoro iniziato sul Passaporto GVC. Oggi, il Passaporto viene introdotto a livello concettuale, ma sarà la Presidenza Italiana ad avere l’opportunità di svilupparlo in concreto.»

E della Presidenza Italiana del G20 ha parlato Benassi:  «L’Italia– ha detto il consigliere diplomatico di Palazzo Chigi – sta impostando un’agenda incentrata su tre P: People, Planet, Prosperity. Quest’approccio ci consente di affrontare le diverse questioni globali con un approccio omnicomprensivo. La forza di un’agenda impostata sulle 3 P e che faccia di temi quali la digitalizzazione e la transizione verde i temi fondamentali è quella di essere in linea con l’agenda di governo, in particolare nel momento di strutturazione ed utilizzo dei fondi del Next Generation EU

Nel corso dell’evento i leader dell’imprenditoria mondiale, rappresentati dei Governi G20 ed esperti in varie materie hanno portato le loro riflessioni e raccomandazioni sulle politiche sostenibili e inclusive per favorire una ripresa efficace dalla crisi economica COVID-19.

Si ringrazia competere.eu per la collaborazione.