Come a suo tempo annunciato il tradizionale Flexo Day si è svolto in forma ridotta e in streaming il pomeriggio del 18 novembre.  Ciò nonostante, con gli 380 iscritti e oltre 320 partecipanti collegati, si conferma il grande interesse sempre vivo da parte di stampatori, prepress, brand owner, e la voglia di essere sempre aggiornati, grazie agli eventi dell’Associazione Tecnica Italiana per la Flessografia.

flexo_scenari economici

La relazione di Marco Gambardella può essere seguita nel filmato

Marco Gambardella, presidente Atif ha aperto i lavori ringraziando tutti coloro che non hanno fatto mancare il supporto all’Associazione in uno scenario generale inedito e complicato. Gli stampatori che hanno inviato i loro lavori (più di 160) e i soci che hanno continuato a sostenere le attività dell’Associazione. Un particolare ringraziamento ai giurati del concorso, che fino all’ultimo si sono resi disponibili a dare il loro contributo.
Ha quindi illustrato una panoramica degli scenari economici e riferito sull’attività Atif e su documenti tecnici prodotti.
La relazione si può seguire nella registrazione riportata in fondo.

Gli interventi tecnici

Molto apprezzate le relazioni tecniche da parte di due grandi esperti del Comitato Tecnico di Atif.
La flessografia nei sistemi di stampa del packaging” illustrata da Stefano d’Andrea e “Il retino in flessografia” da parte di Mauro Lussignoli, sempre del Comitato Tecnico Atif.

Stefano d’Andrea ha illustrato il ruolo della flessografia tra i sistemi di stampa del packaging spiegando come lo sviluppo di questo processo di stampa sia stato determinato dalla sapiente rielaborazione dei principi di trasferimento d’inchiostro della tipografia, della offset e della rotocalco.
Ha quindi illustrato le modalità migliori per sfruttare al meglio la flessografia nella stampa per il packaging.

Mauro Lussignoli ha parlato del retino in flessografia, illustrando i punti cardine del nuovo documento di Atif che sarà distribuito al prossimo FlexoDay.
L’obiettivo del documento è di analizzare lo stato dei diversi sistemi di retinatura con cenni storici e aggiornamenti sugli ultimi avanzamenti della tecnologia di formatura delle matrici.

Entrambi i relatori hanno ricevuto l’apprezzamento dei tecnici che hanno seguito con attenzione le esposizioni.
Le presentazioni dei due relatori tecnici si possono scaricare qui

Queste le prossime tappe della comunità flexo nel 2021: gli FTA Europe Diamond Awards il 22 aprile 2021 a Düsseldorf in concomitanza con drupa e la due giorni della principale kermesse sulla stampa flexo in Italia, con il BestInFlexo e FlexoDay del 17 e 18 novembre 2021 a Bologna, quando saranno premiati, in presenza, i lavori del 2020 e del 2021.

Armando Garosci

Armando Garosci, moderatore del convegno e relatore sul futuro del packaging

Molto interessante, e utile, la relazione del moderatore, Armando Garosci, direttore di Largo Consumo, giornalista sempre attento e brillante per quanto concerne il settore delle grande distribuzione.
Garosci nella sua relazione “Brand, consumatori e loyalty: il packaging ci parla (di noi)” ha fornito una analisi dei dati di mercato da cui poter trarre indicazioni molto utili per il futuro del settore e della flessografia in particolare.

Un futuro di cani e gatti

L’analisi del mercato ha giustamente preso in considerazione l’aspetto demografico in Italia. Una società che è cambiata e sta cambiando, sia demograficamente, sia economicamente. Oggi c’è un peso crescente degli anziani che condiziona il mercato. E di conseguenza dei messaggi promozionali e quindi anche del packaging.

Una certa differenza si nota nella fascia tra 40 e 55 anni.
Il 20% degli over 40 mantiene un atteggiamento giovanile: il 64% sceglie bio. Il 79% corre. Il 41% usa car sharing.
Gli over 55 sono più tradizionali, ma anche più attenti alla qualità e alla italianità dei prodotti.

I messaggi del packaging, quindi, puntano sul valore dei prodotti. Il 56% degli over 55 fa attenzione all’origine del prodotto (contro un 46% dei giovani tra 15-24 anni). Più della metà (sempre tra gli over 55) legge le etichette (è più bassa l’attenzione da parte del 35% dei giovani).

Quello che può fare impressione, e che incide molto sul packaging, è la enorme presenza di cani e gatti in casa. Le famiglie italiane in cui vi è la presenza di almeno un cane sono circa 5,9 milioni (il 27,1% delle famiglie), mentre quelle che hanno gatti sono il 18,3% (pari a circa 4 milioni). In pratica 10 milioni di cani e gatti. Per non parlare di criceti, conigli, uccellini e altro.   Il futuro del packaging dunque è PET.

Una popolazione che cambia

La popolazione sta cambiando, si diceva. Cresce il risparmio (oggi forzato dalle restrizioni sanitarie), ma non crescono i consumi del non food. Ciorca il 20% degli italiani ha rinunciato ad acquisti non alimentari.
Il 32% dedica più tempo al fai-da-te, mentre il 30% trascorre più tempo a cucinare.
Nel campo del food i prodotti italiani sono tuttora i preferiti. Il desiderio di ‘italianità’ è molto alto, del resto confermato dai 229 brand DOC, DOP e DOCG presenti sul mercato.  In questo caso il prezzo non è il primo aspetto considerato, contrariamente ai consumatori di Francia e Regno Unito.
Ma al primo posto dell’attenzione nell’acquisto di un prodotto (e quindi dell’etichetta o confezione) è la sicurezza: il 61%.

Oggi si guarda anche agli aspetti etici e ai valori sociali del prodotto. Il 19% pone attenzione alla sostenibilità. Il 6,3% all’economia circolare: un fattore di recente acquisizione nella mentalità del consumatore, ma in rapida crescita.
Di conseguenza, cresce la pressione promozionale sui prodotti etici. Ma più i valori si fanno sofisticati, più sono comprensibili dalle classi più istruite.

In sintesi: il ‘green’ e la ‘italianità’ sono oggi temi forti, ma molto sfruttati. Le aziende che prendono posizione si stanno spostando su temi più sofisticati, ma anche più divisivi, quali lavoro, immigrati e diritti civili.

L’intera videoregistrazione dell’evento del 18 novembre è disponibile qui