GIPEA lancia l’allarme sul rischio delle catene di fornitura, soprattutto quelle alimentare e farmaceutica, per mancanza di etichette. Rischio ancora più elevato per le filiere alimentare e farmaceutica, che deriva dalla complessa situazione contingente legata al pesante shortage di materie prime. Per tutto il 2021 i produttori di etichette hanno subito un elevato aumento dei costi delle materie prime, accompagnato dalla scarsità di materiali e incremento dei tempi di consegna.

A questo si è aggiunta la bolla del rincaro del costo dell’energia elettrica e del gas, cui si è aggiunto lo sciopero prolungato (almeno due mesi) messo in atto nei paesi scandinavi dalle maestranze di UPM, uno dei maggiori produttori mondiali di carta e materie prime per il settore etichette (1). Questo ha generato un forte shortage sul mercato, creando enormi difficoltà nel reperimento di carte autoadesive e allungando i tempi di consegna ormai conteggiati nell’ordine di mesi.

«Il momento attuale è paradossale – afferma la presidente Gipea, Elisabetta Brambillala domanda è alta e gli etichettifici avrebbero un buon carico di lavoro, ma sempre più spesso non sono in grado di soddisfare le richieste dei clienti e in alcuni casi alcune aziende si sono viste costrette a fermare l’intero ciclo produttivo

Il rischio principale derivante da questa situazione è la possibilità che intere filiere si fermino per mancanza di etichette. Nel caso non si riesca a porre fine a questa situazione in breve tempo, ad andare in difficoltà saranno in particolare due tra i principali comparti industriali italiani: l’alimentare e il farmaceutico. Oltre al confezionamento alimentare, le confezioni farmaceutiche non potranno essere messe in commercio se non disporranno del relativo bollino autoadesivo identificativo sulla scatola.

Il gruppo Gipea non può da solo cambiare la situazione, ma ha provveduto attraverso i canali dell’associazione di categoria Assografici e della Federazione Carta Grafica a lanciare l’allarme sui maggiori canali d’informazione e a scrivere alle autorità politiche con la richiesta di trovare urgentemente rimedi adeguati. Poiché la crisi è di livello almeno europeo, Gipea condivide le posizioni di Finat, l’Associazione Europea dei Produttori di Etichette Autoadesive, controfirmando un documento che chiede di trovare al più presto delle soluzioni.

Purtroppo, a tutto questo, che non è poco, si aggiunge ora la guerra in Ucraina, e tutta l’industria si sta trovando di fronte a una situazione certamente mai vista e di cui non possiamo prevedere le conseguenze.

(1)  Proprio mentre pubblichiamo questo comunicato stampa di GIPEA, apprendiamo che i sindacati finlandesi hanno deciso di prorogare  fino al di 1° aprile lo sciopero negli stabilimenti UPM Pulp, UPM Biofuel, UPM Communication Paper e UPM Raflatac (quest’ultimo produttore di supporti per etichette autoadesive). Il vice-president di UPM Jyrki Hollmén assicura che l’azienda sta facendo il possibile per scongiurare questa eventualità e che UPM cercherà di fornire il mercato dai propri stabilimenti fuori Finlandia.