Vittorio E. Malvezzi ci propone, come sempre, la sua lettura per la CCIAA di Milano, integrata dai dati Mazziero Research.

Agosto, si sa, è il mese in cui l’Italia industriale si prende una lunga pausa. Ma le statistiche non vanno in ferie, e ci tocca leggerle, commentarle.

USA: la locomotiva rallenta

Negli USA i conti non tornano più come prima: i Nonfarm Payrolls di luglio segnano appena +73.000 posti, ben sotto le attese e i proclami. I dati precedenti sono stati rivisti al ribasso: insomma, il mercato del lavoro rallenta. Non bastasse, la fiducia dei consumatori scende da 61,7 a 58,6.
Sul fronte prezzi, l’inflazione segna +2,7% e il PPI registra il balzo più forte dal 2022. Tradotto: gli americani non sorridono, e i numeri confermano che non c’è molto da ridere.

Europa: segnali contrastanti

In Europa si intravede qualche timido segnale di ripresa: il PMI composito di agosto sale a 51,1, con nuovi ordini in crescita per la prima volta dopo 15 mesi. La Germania migliora leggermente con l’indice Ifo a 89, ma lo ZEW crolla a -25,1.
Insomma: la fiducia non abita qui.

Carrello sempre più caro

Da noi, luglio segna un’inflazione stabile all’1,7%, ma il dettaglio fa pensare:

  • giù gli energetici (-3,4%),
  • su gli alimentari (+3,7%),
  • tensioni nei trasporti (+3,3%).

E così il carrello della spesa diventa più pesante (+3,2%). L’inflazione di fondo resta ferma al 2%.
Sul fronte reale, la produzione industriale cresce di un misero +0,2%. Il PMI manifatturiero (49,8) resta in zona contrazione, mentre il terziario (53,3) tira ancora grazie alla domanda interna. Peccato che la fiducia di imprese (93,6 da 93,9) e consumatori cali leggermente: segno che la ripartenza è più sulla carta che nella realtà.

Educazione finanziaria questa sconosciuta

Colpisce un dato che ci riguarda da vicino: solo il 37% degli italiani ha saputo rispondere correttamente a domande di educazione finanziaria. Siamo il fanalino di coda, esattamente come in Benin.
Non è proprio un bel confronto, specie per chi fa impresa.

La nuova partita globale

Sul fronte geopolitico, parliamo di dazi, tecnologia e privacy.
Partono i nuovi dazi, che secondo Carlo Cottarelli non porteranno i benefici sbandierati da Washington. Intanto l’Europa, come racconta L’Espresso, prova a giocarsi la sua “silenziosa riscossa” anche in campo tecnologico, dove gli USA fanno ancora la voce grossa. Ma lo scontro vero sembra spostarsi sul fronte della privacy e dei dati, con posizioni opposte tra le due sponde dell’Atlantico.

In sintesi

Un agosto che conferma: l’economia c’è, ma arranca. Gli americani tossiscono, l’Europa prende fiato ma senza convinzione, e l’Italia resta nel mezzo, con i suoi piccoli passi avanti e le sue grandi incertezze. E mentre i numeri ci fanno riflettere, nel nostro settore grafico-cartotecnico si continua a fare i conti ogni giorno con energia, costi e margini.
Perché – che lo dicano o no le statistiche – qui la congiuntura è sempre molto concreta.