I vincitori del BestInFlexo indicano priorità per la filiera nei prossimi 12 mesi.

Al FlexoDay, si sono alternati interventi dedicati ai grandi temi strategici, come regolamenti, nuove normative e gestione dei rischi,oltre ad approfondimenti tecnici focalizzati sull’innovazione dei processi e delle tecnologie di stampa. Un mix che ha offerto ai vincitori del BestInFlexo una visione completa sul futuro della flessografia e sulle sfide che le aziende dovranno affrontare nell’immediato.

Equilibrio

Dalle interviste che abbiamo raccolto emerge un messaggio chiaro: per essere competitivi nei prossimi 12 mesi sarà necessario un equilibrio tra investimenti in tecnologia, attenzione alla sostenibilità e rafforzamento dell’organizzazione interna.

Gianni Olivieri, CEO di ETIC.A, apre ringraziando gli organizzatori per “due giornate ricche di temi fondamentali per il nostro settore”. Guardando al prossimo anno, individua come elemento prioritario la qualità, accompagnata da un’attenzione crescente verso le certificazioni legate alla sostenibilità, ormai indispensabili per rispondere alle richieste del mercato e dei brand owner. Olivieri evidenzia inoltre l’importanza di seguire con attenzione le nuove tecnologie, in particolare le soluzioni di stampa ibrida digitale, che ETIC.A considera un’area strategica su cui orientare i prossimi investimenti.

Alberto Perini, CEO di Clodiaprint, sottolinea due criticità importanti emerse durante le giornate del FlexoDay: “C’è una fascia di età alta tra le persone su cui possiamo fare affidamento, un problema che dovremo affrontare nel prossimo futuro. Inoltre, in questo periodo è necessario percorrere molti chilometri per trovare clienti, una sfida che incide sull’efficienza commerciale e operativa.

EKAFLEX, con le parole di Giorgio Branchini, direttore di produzione, racconta una realtà solida con 90 dipendenti distribuiti su due siti produttivi e una governance composta da quattro soci, di cui due fondatori. La sostenibilità è per EKAFLEX un valore centrale: “Attualmente abbiamo due macchine a tamburo centrale convertite in ibrida e stiamo installando un’ultima macchina a base acqua, tutte prodotte da UTECO. Queste tecnologie e materiali innovativi sono sviluppati internamente da anni”. Branchini sottolinea la difficoltà nell’accettare questi cambiamenti, e il ruolo dell’azienda è proprio quello di accompagnare il cliente fin dalle prime fasi di utilizzo, offrendo supporto e consulenza continua. “Gli spunti tecnici presentati dai fornitori, soprattutto riguardo coating e carta, sono stati molto interessanti: il nostro business si basa per il 55% sulla carta e sono stati forniti importanti stimoli per funzionalizzare meglio questo materiale.

Francesco Costanzo, responsabile prestampa e stampa del Gruppo Poplast, riflette sull’incertezza che accompagna la filiera a causa delle nuove normative e delle innovazioni nei materiali. “I temi legati al coating sulla carta sono particolarmente importanti ‒ afferma ‒ così come il discorso sugli inchiostri, visto che è evidente che si dovrà abbandonare l’uso dei solventi.Costanzo lavora con pigmenti ma è consapevole delle diverse resistenze dei colori e sottolinea quanto sia fondamentale conoscere l’intero processo produttivo: “Cambiando il materiale cambia anche la resa, dietro c’è un mondo sommerso di variabili da considerare.” L’interesse si concentra anche sulle nuove strutture e sugli inchiostri a base d’acqua, temi che considera particolarmente promettenti.