In conclusione del Seminario “Il Packaging del Futuro”, organizzato e condotto da MetaPrintArt, le aziende coinvolte nella filiera del packaging esaminano i rischi del settore nei prossimi tre anni.
Qual è il rischio maggiore per la filiera nei prossimi tre anni, e quali sono le azioni immediate proposte?
Cultura del lavoro e formazione
- La formazione tecnica e culturale è alla base della competitività del settore: saper fare con le mani significa saper fare bene.
- È necessario ripristinare il valore del lavoro manuale e tecnico già dalle scuole e dalle istituzioni.
- L’associazione lavora per educare le nuove generazioni sulla realtà produttiva della filiera carta, cartone e scatole, contrastando stereotipi legati a un settore percepito come “vecchio”.
Presidio istituzionale
- La filiera deve essere rappresentata e compresa dai ministeri e dalle istituzioni: spesso c’è confusione sulla produzione di scatole, cartone e riciclo.
- È fondamentale essere presenti a livello normativo, anche per tutelare le PMI rispetto ai grandi player internazionali e garantire una concorrenza equa.
Sfide delle PMI
- La maggior parte delle imprese italiane sono PMI (50-250 dipendenti): devono coesistere con grandi gruppi industriali senza poter sostenere da sole tutti i costi di compliance, innovazione e sostenibilità.
- È essenziale difendere la specializzazione delle PMI, che permettono personalizzazione, comunicazione e attenzione all’impatto ambientale, evitando la standardizzazione imposta dai grandi player.
Competitività, innovazione e sostenibilità
- Le imprese devono bilanciare costo, qualità e innovazione: la percezione del mercato è centrata sul prezzo della scatola, ma anche sulla protezione del prodotto.
- La filiera cartaria deve continuare a promuovere valori intrinseci della carta: naturalità, rinnovabilità e riciclabilità.
- Sfida energetica: il settore è energy-intensive, basato su gas naturale, e deve puntare su efficienza energetica e decarbonizzazione per raggiungere gli obiettivi al 2050.
Risorse e supporto finanziario
- Le PMI hanno difficoltà ad accedere a finanziamenti, project financing e strumenti bancari per innovare e formare.
- Soluzioni già attive: bandi per corsi di formazione interna, destinati a sviluppare nuove competenze e ottimizzare i workflow aziendali.
Attrazione di nuovi talenti
- Sfida costante: attrarre giovani e nuovi lavoratori in un settore percepito come poco attraente.
- Buone pratiche: inserimento di immigrati formati sul territorio o in Paesi esteri (es. Africa, Egitto, Guinea) per colmare i gap di competenze e rafforzare le PMI.
Sintesi delle priorità trasversali
- Formazione e cultura tecnica: scuole, istituzioni, know-how pratico.
- Presidio istituzionale: advocacy e rappresentanza normativa.
- Competitività delle PMI: innovazione, sostenibilità, personalizzazione dei prodotti.
- Gestione delle risorse: accesso a fondi, incentivi, formazione interna.
- Attrattività e nuove competenze: giovani e talenti internazionali.
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