Dalla crescita degli investimenti in Cina e India alla posizione dominante in Australia, fino alla resistenza del rotocalco in Giappone.

Anthony Dalleore di XSYS Oceania ha analizzato le dinamiche che stanno trasformando il mercato della stampa e del packaging nella regione Asia-Pacifico.

La flessografia sta guadagnando terreno nell’area Asia-Pacifico, ma con velocità molto diverse da un Paese all’altro. A favorire questa evoluzione sono il miglioramento della qualità di stampa, la crescente attenzione alla sostenibilità e la richiesta di maggiore flessibilità produttiva da parte dei brand.

È quanto emerso dall’intervento di Antony Dalleore, rappresentante di XSYS Oceania, al Packaging Forum di FTA Europe, tenutosi a Barcellona il 29 ottobre. La sua analisi ha preso in esame alcuni dei principali mercati della regione, mettendo a confronto le opportunità di crescita e le difficoltà che ancora ostacolano la diffusione della flessografia.

Un mercato da 122 miliardi di dollari

Secondo i dati presentati, l’area Asia-Pacifico rappresenta circa il 40% del mercato mondiale del packaging stampato in flessografia. Il valore complessivo del settore del packaging nella regione è stimato in circa 122 miliardi di dollari, con una previsione di crescita fino a quasi 160 miliardi e un incremento medio annuo intorno al 5%.

Cina e India sono i principali motori della domanda e concentrano, insieme, oltre il 75% del mercato regionale. L’espansione dei consumi, lo sviluppo dell’e-commerce e l’aumento dei prodotti confezionati sostengono gli investimenti, mentre le richieste di imballaggi più sostenibili spingono i converter a valutare tecnologie e processi alternativi.

Il rotocalco conserva una presenza importante, soprattutto nel packaging flessibile, nella decorazione e in alcune applicazioni industriali. La vasta base installata e la qualità nella riproduzione dei dettagli e nella costanza cromatica rendono tuttavia la transizione graduale.

La flessografia sta recuperando terreno grazie ai progressi della prestampa e delle tecnologie HD, che hanno ridotto il divario qualitativo rispetto al rotocalco.

Cina e India trainano la crescita

In Cina, gli investimenti nella flessografia sono sostenuti soprattutto dai comparti alimentare e delle bevande. I produttori cercano soluzioni leggere e competitive, capaci di rispondere contemporaneamente ai requisiti qualitativi e ambientali.

La riduzione delle emissioni di composti organici volatili (VOC) costituisce un ulteriore fattore di sviluppo. In funzione dell’applicazione, la flessografia consente infatti di utilizzare inchiostri a base acqua o sistemi UV, offrendo alternative ai processi che impiegano formulazioni a solvente.

I brand cercano inoltre fornitori in grado di gestire più tipologie di packaging, dalle etichette agli imballaggi flessibili, dagli shrink sleeve al cartone ondulato. Gli investimenti in macchine flessografiche a banda larga e media permettono agli stampatori di ampliare l’offerta e concentrare diverse lavorazioni presso un unico partner.

Anche l’India mostra prospettive interessanti. Dalleore stima che la flessografia rappresenti circa il 25-30% del mercato nazionale, una quota in crescita grazie all’espansione della domanda, allo sviluppo della distribuzione e a requisiti normativi più stringenti.

Un ruolo decisivo è svolto dalla diffusione delle aziende di prestampa specializzate, che hanno ampliato la disponibilità di competenze e innalzato la qualità dei risultati. A questo si aggiungono le esigenze dei brand di gestire tirature più brevi e un numero crescente di referenze, condizioni che favoriscono la flessibilità della tecnologia.

Australia e Giappone, due scenari opposti

L’Australia rappresenta il mercato più maturo tra quelli analizzati. Secondo il relatore, la flessografia raggiunge circa il 99,9% del mercato considerato, mentre il rotocalco è praticamente scomparso. La qualità ottenuta attraverso le tecnologie HD, il miglioramento delle lastre e i progressi della prestampa hanno contribuito a consolidare questa posizione.

La sostenibilità è un altro elemento centrale, con obiettivi ambientali che richiedono agli operatori di adeguare processi e materiali.

In Giappone, invece, la flessografia rappresenta soltanto il 4% del mercato, secondo le cifre presentate. Il rotocalco mantiene una posizione dominante, anche per la necessità di assicurare elevata precisione nella riproduzione dei caratteri giapponesi e uniformità grafica tra le diverse produzioni.

Il cartone ondulato è uno dei principali segmenti di applicazione della flessografia anche in questo mercato, ma il cambiamento procede lentamente. Dalleore ritiene che la transizione sia destinata a proseguire, sebbene con tempi più lunghi rispetto ad altre aree.

Per il Sud-est asiatico, il relatore indica una quota flessografica intorno al 15-20%, in un contesto nel quale il rotocalco conserva ancora un ruolo significativo.

Prestampa, qualità e competenze: le leve del cambiamento

Uno dei temi trasversali alla regione è il miglioramento della qualità di stampa. Rispetto al periodo 2000-2005, le tecnologie di prestampa e le soluzioni HD hanno permesso di aumentare le retinature e riprodurre dettagli sempre più fini, nel packaging flessibile come nelle etichette e nel cartone.

Dalleore cita, per esempio, il passaggio nel packaging flessibile australiano da retinature indicative di 175 linee per pollice a valori nell’ordine di 200-220 lpi. Progressi che rendono la flessografia competitiva in applicazioni prima più strettamente associate al rotocalco.

Restano però alcune criticità: costi delle materie prime, differenze tra normative ambientali, tassi di riciclo ancora bassi in alcune aree e difficoltà nel reperire personale qualificato.

Per affrontare quest’ultimo problema, il relatore sottolinea l’importanza della collaborazione internazionale e del trasferimento di competenze. L’esperienza maturata nei mercati più avanzati può contribuire a innalzare gli standard produttivi in quelli in cui la transizione è ancora agli inizi, attraverso formazione, scambi professionali e cooperazione tra associazioni di settore.

La conclusione è che la flessografia dispone di importanti opportunità di crescita nell’area Asia-Pacifico, ma il ritmo della trasformazione dipenderà dalle condizioni industriali di ogni Paese. Qualità, sostenibilità, flessibilità produttiva e competenze saranno i fattori decisivi per consolidarne lo sviluppo.