Le tecnologie basate sui gas tecnici consentono di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità senza lasciare residui e possono contribuire a ridurre emissioni e spreco alimentare
Nel dibattito sulla sostenibilità del packaging l’attenzione si concentra spesso sui materiali, sulla riciclabilità e sul design. Molto meno si parla di quelle tecnologie che operano dietro le quinte e che contribuiscono in modo concreto a ridurre emissioni, sprechi e consumi lungo l’intera catena del valore.
Tra queste rientrano anche i gas tecnici, una componente spesso invisibile ma sempre più rilevante nei processi produttivi e nel confezionamento alimentare. Ne abbiamo parlato con Anna Marigo, Business Development Manager di Sapio Group, per capire quale contributo possano offrire al raggiungimento degli obiettivi europei e quali saranno i temi chiave del packaging del futuro.
Gli obiettivi europei richiedono una vera collaborazione di filiera
MetaPrintArt – Nel dibattito sul packaging sostenibile si parla spesso di materiali, riciclo e design. Quanto sarà importante la collaborazione tra produttori di materiali, converter, costruttori di macchine, fornitori di tecnologie e brand owner per raggiungere gli obiettivi europei?
Anna Marigo – Credo che sarà fondamentale. Gli obiettivi europei sono molto sfidanti e raggiungere i target fissati sarà davvero complesso. Per questo la collaborazione lungo tutta la filiera diventa indispensabile.
I diversi attori devono parlarsi, confrontarsi e individuare insieme le soluzioni migliori per centrare questi obiettivi. Anche i gas tecnici fanno parte della filiera del packaging. Sono spesso invisibili e meno noti rispetto ad altri protagonisti del settore, ma possono svolgere un ruolo significativo, soprattutto nel contenimento delle emissioni durante i processi produttivi.
Le tecnologie basate sui gas tecnici consentono infatti di ridurre le emissioni in modo efficace e con un impatto residuale molto contenuto. Per questo la collaborazione con costruttori di macchine, sviluppatori di nuovi materiali e produttori di inchiostri può aprire interessanti opportunità di innovazione.
Packaging e atmosfere protettive: una leva contro lo spreco alimentare
MetaPrintArt – La riduzione dello spreco alimentare sarà uno dei temi centrali del packaging del futuro. Quanto può contribuire l’integrazione tra packaging e atmosfere protettive?
Anna Marigo – Aumentare la shelf life di un prodotto è fondamentale per ridurre gli sprechi. Più un alimento riesce a rimanere disponibile sullo scaffale, minore è il rischio che venga scartato lungo la filiera distributiva o dal consumatore finale.
Il packaging rappresenta già una prima forma di protezione contro le contaminazioni esterne. Quando però viene integrato con le atmosfere protettive, il risultato è ancora più efficace.
Le atmosfere protettive non sono altro che combinazioni studiate dei gas normalmente presenti nell’aria che respiriamo. Inserite all’interno della confezione, consentono di prolungare significativamente la conservazione degli alimenti senza lasciare residui chimici nel prodotto.
Il connubio tra packaging e gas alimentari rappresenta quindi uno dei pilastri per la riduzione dello spreco alimentare, un obiettivo che oggi è sempre più centrale nelle strategie di sostenibilità dell’intero settore.
l tema imprescindibile? La collaborazione
MetaPrintArt – Se dovesse proporre un tema imprescindibile per un convegno intitolato “Il Packaging del Futuro”, quale argomento non dovrebbe assolutamente mancare?
Anna Marigo – La collaborazione di filiera. Credo sia importante continuare a ribadire questo concetto coinvolgendo tutti gli attori, da quelli più centrali a quelli apparentemente più marginali. Ognuno può dare un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.
L’importante è definire con chiarezza quali risultati si vogliono ottenere e costruire un dialogo aperto tra tutti i soggetti coinvolti.
Anche i fornitori di gas tecnici fanno parte della filiera del packaging e siamo pronti a sederci al tavolo con tutti gli altri attori per mettere a disposizione le nostre competenze e contribuire al raggiungimento degli obiettivi che l’Europa ha fissato per il settore.
Oltre il packaging: costruire un ecosistema sostenibile
Dalle parole di Anna Marigo emerge un messaggio chiaro: il futuro del packaging non dipenderà esclusivamente dall’evoluzione dei materiali o dall’introduzione di nuove normative. La vera sfida sarà creare un ecosistema in cui competenze diverse possano dialogare e collaborare per raggiungere obiettivi comuni.
In questo scenario, anche tecnologie spesso considerate “invisibili”, come quelle legate ai gas tecnici e alle atmosfere protettive, possono giocare un ruolo determinante sia nella riduzione delle emissioni industriali sia nel contrasto allo spreco alimentare.
Perché il packaging del futuro, prima ancora che un prodotto, sarà il risultato di una filiera capace di lavorare insieme.
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