Dall’eco-progettazione alla logistica intelligente per ridurre l’impatto ambientale con un packaging sostenibile alla fiera Marca del Distributore (MDD) a Bologna.

Da questa fiera, alla sesta edizione, emerge che i prodotti “Premium” e “Bio”, quelli a maggiore valore, hanno registrato una crescita significativa: con vendite a valore per il segmento “Premium” del +13,1% e per quello “Bio” del +11%.
Ma sempre maggiore attenzione è rivolta alla sostenibilità.
Il rispetto dei principi di sostenibilità, come la chiarezza delle etichette, sono aspetti sempre più decisivi nelle scelte di acquisto.
«La distribuzione sta evolvendo verso un modello nel quale la Responsabilità Sociale d’Impresa – ha detto in apertura Francesco Pugliese, Presidente di Adm – e diventa un elemento strategico dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Il prodotto con il brand dell’insegna è l’elemento più caratterizzante di questa evoluzione: non si tratta più di una “private label” dove il prezzo è la mera somma dei costi diretti, ma di una vera “Marca del Distributore”, che assorbe in sé tutti i valori dell’impresa distributiva

Consumatore consapevole

Al tavolo dei relatori del seminario sugli imballaggi sostenibili, Chiara Bezzi introduce il tema

Oggi i produttori e distributori devono fare attenzione alle nuove esigenze dei consumatori, sempre più consapevoli nei loro acquisti, e in questo la sostenibilità gioca un ruolo fondamentale.
Come ha illustrato nella sua introduzione al convegno, la giornalista Chiara Bezzi che ha moderato il seminario, c’è molta attenzione, persino in Italia, a che non solo i prodotti ma anche il loro packaging siano sostenibili. Se la media di attenzione europea è passata negli ultimi anni dal 55% al 66%, l’Italia si sta comportando bene con il 60%, una crescita del 6% all’anno.
Di conseguenza i brand stanno operando proprio in questa direzione, sia per la scelta delle materie prime, sia per il loro utilizzo ‘parsimonioso’. Quest’ultimo aspetto è molto importante nel rendere il prodotto imballato più leggero, quindi con risparmio di emissioni di CO2 (il noto carbon footprint) che con pochi grammi di risparmio sulle confezioni, possono ridurre di tonnellate le emissioni.
Ma nell’ambito dell’eco-progettazione si è parlato anche di sviluppo di materiali funzionali, i cosiddetti materiali ‘attivi’, ‘intelligenti’ e ‘smart’.
Sono materiali attivi quelli che possono interagire positivamente nella conservazione del prodotto (ad esempio con atmosfera controllata); intelligenti quelli che utilizzano RFID, QR o altri sistemi per l’identificazione e il controllo del packaging, fino ai più recenti ‘codici invisibili‘ che stanno entrando sul mercato con il vantaggio di non occupare spazio, non richiedere applicazione di elementi esterni, ma semplicemente con una filigrana inserita nel file di prestampa, cui si aggiunge il vantaggio della massima sicurezza anticontraffazione.
Imballaggi ‘smart‘, parola poco piacevole se intesa come ‘furbi’, sono invece quelli che ad esempio cambiano colore se il prodotto non è conservato a dovere, fondamentale nei surgelati. Ovviamente questo, pur essendo possibile e proposto più volte da decenni – chi scrive ha fatto parte negli anni ’80 di una apposita commissione UNI – stenta ad affermarsi per la resistenza da parte della distribuzione.

Il sistema di etichettatura Striper linerless proposto da Arca Etichette evita lo smaltimento del supporto siliconato

Citiamo dalla relazione di Pierpaolo Freddi del gruppo Poolpack che ha parlato dell’impegno per una gestione sostenibile delle foreste concretizzato nella decisione di realizzare tutta la produzione di sacchetti in carta con carte certificate FSC e PEFC e in particolare lo sforzo per sostituire i sacchetti ci carta con finestra in film plastico, con finestre in carta trasparente per agevolare la raccolta differenziata.
Valentina Sada, R&D del Gruppo Sada – 100% Campania ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei fornitori per lo sviluppo di materiali sostenibili. In particolare ha citato lo sviluppo di nuovi cartoni micro onda (E-F-N) in grado di sopportare una stampa diretta di alta qualità in sostituzione dell’accoppiato, con conseguenti vantaggi in termini di economia e tempo, oltre a una maggiore resistenza alla compressione e al minor impiego di materia prima.
Massimiliano Binda di Masterpack  ha illustrato come i nuovi film a basso impatto ambientale possono far diventare un packaging eco-friendly. L’azienda, ad esempio, è riuscita a passare dall’OPP 30 al OPP 20 con una riduzione da 58,5 g/m² a 40,5 g/m². Ha inoltre parlato dell’utilizzo sempre più frequente del film PLA (assolutamente biodegradabile), di carta termosaldante con finestre in PLA per prodotti da forno.

Purtroppo una nota di demerito va all’organizzazione della fiera: a parte il costo altissimo per i visitatori (che non ha permesso ad  esempio a docenti delle scuole di partecipare almeno ai convegni), si è notata la mancanza assoluta di segnaletica e di punti di informazione. Questo, con la chiusura di alcuni passaggi per risparmiare sulle spese per il controllo da parte dei VVFF, costringeva ad assurdi spostamenti con passaggi all’esterno per recarsi ai convegni.