Il Melozzo ritrovato

Scritto da il 3 febbraio 2017 in GRAFICA&CULTURA - Nessun commento

Un fortunato ritrovamento di matrici di legno ha permesso di scoprire una preziosa xilografia che riproduce un’opera di Melozzo da Forlì.

Questa è stata la rivelazione alla serata di inaugurazione dell’anno culturale della Associazione Culturale di Studi Grafici (ACSG) dedicata alla xilografia e tipografia. Ma l’evento che si è tenuto presso i laboratori Makers Hub ha superato le aspettative.

I laboratori di Makers Hub

Dopo una vivace e chiara esposizione introduttiva delle tecniche xilografiche e in particolare della xilografia policroma, da parte di Alessandra Angelini, artista e docente all’Accademia di Brera, è venuto il momento che ha sorpreso i numerosi intervenuti, e i tanti giovani che finalmente si riaffacciano a queste utili iniziative.

Un’avventura tra bancarelle e torchi

Priamo Pedrazzoli, appassionato di xilografia, ha raccontato una storia che ha del sorprendente. Durante una delle sue abituali visite alle bancarelle dei mercatini sui Navigli di Milano, gli cade l’occhio su alcuni legni disposti senza alcun ordine e piuttosto malandati. Con indifferenza, ha chiesto al venditore di cosa si trattasse “sono matrici per la stampa su tessuto” è stata la risposta, ma era chiaro che potessero essere invece legni di xilografie di testa; ha quindi trattato il prezzo senza lasciare trapelare l’ansia di una possibile scoperta, e ha acquistato i 9 legni esposti.
Legni che difficilmente mostravano qualcosa di interessante, perché, stampati con un tirabozze, nessuno rappresentava un disegno completo o finito. C’era quindi la possibilità, o la speranza, che facessero parte di una serie policroma, ognuno con il proprio colore.

‘Angelo con liuto’ riproduzione in xilografia a 11 colori

Un mese più tardi alla stessa bancarella trovava altri due legni, che sembravano appartenere alla stessa serie.
A questo punto scatta la curiosità di vedere meglio di cosa potesse trattarsi.  Si iniziò stampando tutti i legni con inchiostro nero; poi, con l’aiuto di un esperto di Photoshop e selezione colore, qual è Giovanni Daprà, si cominciò a interpretare il mistero dei legni, e se questi non rappresentassero davvero una xilografia policroma.
Con un lavoro da certosino e con il valido aiuto di un tipografo, anch’egli appassionato di incisioni, Giorgio Ghisletti si abbinarono le tavole ai colori mediante simulazione al computer. E infatti non fu arduo a questo punto scoprire che se a ogni legno si attribuiva un colore, emergeva un’immagine. Ma quali colori? Ulteriori ricerche, e l’aiuto di Luigi Lanfossi, permisero di intravedere la figura nota a chi ha buone nozioni di storia dell’Arte: «Ma certo. Questo assomiglia al noto ‘Angelo con liuto’ di Melozzo da Forlì! » l’affresco che fu eseguito intorno al 1472 per il papa Sisto IV, di cui Melozzo era pictor papalis, e oggi conservato alla Pinacoteca vaticana.
Il resto del lavoro consisteva nella pulizia dei legni, la selezione dei colori e la ricostruzione dell’immagine con l’aiuto di Photoshop in modo da individuare la corretta sequenza di stampa. Seguirono prove di sovrapposizione dei colori, un lavoro delicato e che richiedeva accurata attenzione. Si scoprì anche che forse mancava un dodicesimo legno per un fondo azzurro presente nel dipinto originale.
Finalmente con una storica Heideberg Stella, Ghisletti procedeva alla stampa «ma che avventura stampare quelle tavole, con la giusta scelta delle tonalità, una fatica che ha dato una grande soddisfazione» : un colore al giorno fino alla realizzazione finale che rivelava un capolavoro della xilografia policroma, certamente anteriore al XX secolo.
Ora sarebbe anche auspicabile che una Università eseguisse una datazione dei legni mediante C14 per conoscere almeno in via approssimativa la datazione dell’opera.

Una fisarmonica grafica

XILO GRAFIA la fisarmonica dei caratteri

Luigi Lanfossi ha quindi presentato un simpatico lavoro XILO GRAFIA la fisarmonica dei caratteri eseguito con gli studenti di un corso di Alessandra Angelini a Brera. Uno studio di caratteri a formare la scritta : “XILO GRAFIA” montati su fogli 7×10. Visto il lavoro finito si è pensato che fosse significativo, anziché realizzare un quartino, allineare i fogli e piegarli a fisarmonica, una scelta che dà infatti la possibilità di vedere la scritta e i relativi caratteri nell’insieme. Questo ‘esercizio’ di stile aveva lo scopo di studiare l’armonia del carattere, dando agli studenti la massima libertà nella fantasia, evitando però ogni tipo di decorazione.

La serata era iniziata con il saluto di Simone Spagnolo il giovane presidente ACSG  e si è conclusa con una visita ai laboratori di tipografica, incisione, serigrafia di Makers Hub, una struttura realizzata da giovani per i giovani.
Questo abbinamento, tra ASCG e Makers Hub ci è sembrato un’ottima iniziativa proprio perché ha dato la possibilità a tanti giovani di scoprire le molteplici opportunità che la cultura e la tradizione possono offrire ai giovani che si affacciano con tanta difficoltà al mondo del lavoro. Come ha fatto notare Alessandra Angelini nella sua introduzione sulla xilografia, l’importanza di comprendere coma la tradizione artistica italiana possa andare d’accordo, e anzi trarre benefici dal futuro tecnologico.

Alessandra Angelini, xilografia su piallacci – Particolare

Cosa che l’artista di Brera, dimostra giornalmente con i suoi lavori che spaziano dalla tradizionale xilografia – magari stampata su piallacci di varie essenze, come le stampe xilografiche con interventi in foglia oro, rame e argento, qui esposte – alla stampa 3D o utilizzando lastre fotopolimeriche e la luce del sole.

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