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Print4All. Ultimo giorno e considerazioni

Si è concluso il Print4All. Dopo i flash del 29 e del 30 maggio, abbiamo raccolto altri spunti girovagando tra i padiglioni e i seminari. Per resoconti tecnici più dettagliati e interviste rimandiamo a prossimi articoli.

Il printing cattura dati? L’importante è saperli usare. Interessante il seminario “Dalle etichette al packaging intelligente” in cui si sono evidenziati gli scenari che la tecnologia e i dati aprono alla stampa.  Un processo culturale che, per effetto del ruolo che vanno ad assumere i dati, determina la trasformazione dell’azienda di stampa in un’azienda di servizi. Condizione, al tempo stesso, ricca di opportunità, ma che presenta anche numerose insidie.
Ne ha parlato nel “The future of…” sul tema delle Printing Strategies, affidato a Carlo Alberto Carnevale Maffé, professore di Strategia d’impresa alla SDA Bocconi School of Management, a confronto con Ron Gilboa, Group Director in Keypoint Intelligence info-Trends.   Fra i rischi, quello di badare più alla sintesi che alla semantica. Anche se alla base ci sono i dati.
Siamo pronti a leggere i feedback? Siamo preparati ad agire in risposta a quelle indicazioni che il packaging è in grado di fornirci? Il discorso è quello di possedere le abilità per essere soggetti attivi nella nuova dinamica della filiera produttiva. Oggi più che i metri quadri di esposizione o i metri lineari di scaffale, sono importanti i terabyte di dati. Come dire: ‘vince il virtuale’. Ma fino a un certo punto.
Sono questi gli interrogativi che trovano risposta nella crescita di consapevolezza da parte delle aziende, nel ruolo di sempre più marcata responsabilità da affidare alle nuove leve e nell’osservazione approfondita dei comportamenti, oltre che delle esigenze, dei consumatori.  Un esempio per tutti è il dato citato da Carnevale Maffè sui “selfie” messi in rete all’atto dello spacchettamento di oggetti “cult” come gli iPhone, il cosiddetto ‘unpackaging’, che in alcuni casi di lancio di prodotto raggiungono quote impensabili, fino al 48% dei pezzi venduti. Idiozia? Forse, ma così stanno le cose, e il marketing ne tiene conto.

Etichette a valore aggiunto.  L’etichetta, grazie ad alcune tecnologie che sono state presentate in Print4All, è diventata smart. Non solo bella, capace di catturare il consumatore, ma anche intelligente, tale da far evolvere l’informazione sul prodotto in esperienza. Lo ha spiegato con chiarezza Nicola Perullo, professore associato di Estetica all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. L’ateneo che ha sede a Bra (CN) ha puntato con decisione sulla valorizzazione dei talenti, interagendo con alcuni dei suoi partner strategici e grazie a un progetto che è stato creato per promuovere l’innovazione nel settore del label packaging.
«Le etichette oggi – ha spiegato Perullo – sono un elemento di valore aggiunto importante per la comunicazione del prodotto e del brand attraverso il packaging. L’interazione fra la creatività e le scienze gastronomiche sono un ambito che presenta ampi margini di sviluppo

Sostenibilità e certificazioni

Al seminario del 31 maggio a cura del Giflex, il gruppo imballaggi flessibili di Assografici,  si è parlato di sostenibilità ed economia circolare degli imballaggi flessibili. Nell’occasione è stata presentata la posizione di Giflex e si è illustrato il progetto europeo sullo studio del fine vita degli imballaggi flessibili. A questo proposito vale la pena citare il punto di vista di Eco Vio (gruppo BASF) che mette in evidenza il polimero compostabile ottenuto da fonti rinnovabili, a base di acido polilattico.

Prodotti compostabili

Tra i prodotti finiti mostrati i classici ‘piatti e bicchieri di plastica’ o meglio ‘di carta’, sia pur senza cellulosa. Le principali applicazioni di questi polimeri sono i film plastici, come i sacchetti per la spesa a duplice uso  riutilizzabili per la racconta della frazione umida, i film per uso agricolo, alcune soluzioni di packaging riciclabili e compostabili, film retraibili e gli espansi, i prodotti di termoformatura o di stampaggio. Sono tutti materiali stampabili, con le dovute attenzioni.

Forse non molti hanno notato la presenza di uno stand FSC e Eco-Print dedicato alla certificazione ambientale delle tipografie. Uno stand che le tante scuole presenti in fiera avrebbero dovuto visitare (ma purtroppo, ci dicono, non si sono viste) data l’importanza di questo argomento per i giovani il cui futuro è strettamente legato a come ci comportiamo nei confronti dell’ambiente.

Lo stand FSC e  Eco-print

FSC è ormai una istituzione conosciuta e che rilascia la certificazione in base alla carta utilizzata, che provenga da foreste gestite responsabilmente e/o da fonti controllate o riciclate, garantendo la tracciabilità del prodotto cartaceo finale lungo tutte le fasi di lavorazione, dalla foresta alla stampa. In Italia le tipografie e cartotecniche certificate FSC sono un migliaio.
Altra cosa è Eco-print, una certificazione di tutto il processo di stampa, e quindi non solo sul prodotto stampato. Richiede infatti il basso impatto ambientale dalla prestampa alla stampa, compresa bagnatura (senza alcool isopropilico), inchiostri (a base vegetale, mentre sono al vaglio alcuni inchiostri UV, Risograf e alcune soluzioni serigrafiche); per la stampa digitale l’inkjet (senza solventi), a cera, latex e elettroink (ma non stampa laser a causa delle emissioni e problemi di smaltimento); gli imballi devono essere in PE o carta, e persino la distribuzione deve essere effettuata con veicoli a metano o elettrici. In Italia le aziende grafiche certificate Eco-print sono solo una dozzina. Una di queste utilizza persino biciclette elettriche per le consegne. Se pur non molto frequentato, questo stand è stato utile per alcune aziende grafiche che avendo letto della sua presenza su Metaprintart,  si sono presentati per chiedere informazioni, spinti dai propri clienti che sono sempre più attenti a poter dichiarare una attendibile certificazione ambientale sui propri prodotti.

Stampatori e altro

Nell’ultimo giorno si è tenuto il seminario “Integrare tecnologie per non essere solo stampatori” in cui si intendeva offrire un approfondimento sulla necessaria evoluzione per rimanere competitivi nei mercati di appartenenza e per ampliare la propria offerta. Nel settore della stampa, la trasformazione implica l’abbraccio di tecnologie, beni e servizi che a volte spostano l’attenzione dalla fisicità dello stampato alla virtualità del digitale. Un esempio è quello della realtà aumentata (A.R.), ormai un dato di fatto all’ordine del giorno soprattutto nel campo delle etichette e dell’imballaggio. Ne abbiamo visto esempi di vario tipo. Ne abbiamo citato uno esibito dall’etichettificio MAER (lo Stealthcode).
Altro esempio ci è stato mostrato da Fabio Saini product manager Industrial Printing di Konica Minolta sulle etichette.

Packaging stampato a foglio con la nobilitazione MGI di Konica Minolta

Come ha sottolineato un visitatore incontrato nei corridoi ed esperto di applicazioni di A.R., questa è una tecnologia applicabile non solo al packaging, ma di sicuro interesse anche nel campo della stampa d’arte, abbinando scansioni e riproduzioni iper realistiche (ad esempio con la finitura tattile, basti pensare a un quadro di Van Gogh) con l’inserimento di una filigrana virtuale in grado di ottenere una nuova dimensione facilmente visibile e utilizzabile con uno smartphone. Un tema da approfondire.
Sempre in Konica Minolta apprendiamo che la piattaforma di nobilitazione qui esposta, la MGI JV 3D iFoil è stata venduta il 31 maggio alla Tiburtini srl di Roma. Questa macchina, che nobilita fogli prestampati in digitale, è composta da un mettifoglio industriale, scanner per la messa a registro automatica delle sovrastampe, gruppi inkjet di verniciatura a riserva, essiccazione UV LED o IR, gruppo hot foil e riavvolgitore.

Ancora nel campo delle etichette,  Cartes ha riscontrato molto successo con la sua classica GT 367 modulare con gruppi serigrafici per etichette a valore aggiunto, esposta presso lo stand Xeikon. Inoltre,  con l’inedita linea ibrida integrata OMET XJET powered by Durst, è stata esposta per la prima volta la nuova linea – svelata al mercato da poche settimane – punta di diamante della partnership fra Durst e OMET: si tratta di una macchina da stampa ibrida con integrazione in linea del gruppo di stampa digitale inkjet Durst Tau RSC con le unità flexo e i moduli di converting della OMET X6, che offre flessibilità, vasta gamma di applicazioni finali e un risparmio di costi grazie alla configurazione multi-processo in linea. Massimo Bellingardi ci dice che «la macchina assicura affidabilità e risultati eccelsi per ogni genere di tiratura con il vantaggio di ottenere il prodotto finito in un unico passaggio

Soddisfazione anche allo stand OKI Europe che ha concluso con un bilancio decisamente positivo questa prima edizione del Print4All. Nel suo stand-applicazione ha mostrato le potenzialità delle nuove stampanti per le etichette, oltre alle stampanti wide format per la realizzazione di decorazioni indoor, accogliendo i numerosi visitatori particolarmente interessati anche ai dispositivi Light Production.

Molti stand segnalavano negli ultimi giorni macchine vendute, forse prima della fiera, alcune certamente nel corso dei quattro giorni di Print4All. Un esempio è la StitchLiner Mark III, con copertinatrice e cordonatura, accavallatrice e cucitura a punto metallico e taglio trilaterale in linea, della Horizon, venduta da Forgraf  a System Graphic di Roma.

Una certa attenzione alcune aziende riservano a economizzare gli investimenti. È il caso visto in IRAC che ha sviluppato una nuova macchina di lavaggio lastre flexo con ecosolventi, che adottando una nuova tecnologia di spazzole rotanti, ha permesso di ridurre le parti mobili e il consumo d’acqua, riducendo anche il costo d’acquisto, senza perdere in produttività. Farà certo piacere ai flessografi.

Nel campo della cartotecnica, mentre Bobst era presente con Bobst Firenze puntando quindi sul settore etichette e packaging a banda stretta, Flexotecnica si è presentata sotto l’ombrello Koenig & Baurer, secondo le nuove strategie della Casa Madre, per cui rimandiamo a una intervista ai protagonisti,  alla presentazione in anteprimna mondiale della fustellatrice piana IPress 106 K PRO a Radebeul (leggi qui).

Riteniamo inoltre utile citare, tra le tante, la piega-incolla presentata dal produttore turco Duran, che Paolo Pontoglio mostrava con specifiche demo ai potenziali clienti; le macchine automatiche per la raccolta e reggiatura Colt 400 di Mega Service srl, su cui torneremo con un utile filmato esplicativo.
Molto frequentato lo stand Primatech di Perugia in cui era installata e disponibile per specifiche demo la macchina per la stampa a caldo SBL 1060 EFT. Mauro Brozzi ci ha anche presentato il resto della produzione, fustelle e piega-incolla prodotte da SBL in Taiwan , macchine da tempo collaudate e assistite in Italia con professionalità dal gruppo Brozzi , ma anche la PRIMATECH 140 macchina per stampa a caldo prodotta in Italia, risultato della profonda conoscenza di macchinari per cartotecnica e macchine automatiche per la fustellatura, dell’azienda perugina.

La questione gestionali

Uno degli investimenti d’obbligo per le aziende di stampa in piano, cartotecniche, stampa di etichette e packaging, nel contesto inevitabile di Industria 4.0 è la necessità di servirsi di sistemi gestionali, efficaci in grado di non solo ottimizzare il flusso di lavoro, ma di renderlo semplice, facilemente gestibili, possibilmente economico ma efficace.
E qui si dovrebbe specificare se sia meglio il gestionale proposto dalle grandi case produttrici di macchine, oppure quelli sviluppati da software house specializzate.
Secondo la nostra esperienza e il giudizio di diverse aziende utilizzatrici, spesso il gestionale fornito con le macchine da stampa – offset o digitale – possono avere problemi che ne limitano l’utilizzo solo a quel brand specifico. Inoltre l’assistenza e i tutorial non sempre sono personalizzati a dovere.  Ci ha fatto piacere invece notare come una nota azienda italiana da tempo specializzata in gestionali per tutto il mondo della stampa e cartotecnica, abbia messo a disposizione dei visitatori postazioni in cui veri esperti illustravano le varie soluzioni personalizzate per ogni specifica attività produttiva in stampa.

2018-09-13T17:07:59+00:00giugno 5th, 2018|EDITORIALI, FIERE, MERCATI & AZIENDE|2 Comments

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Laureato all'Università di Genova. Giornalista tecnico, da vent'anni nel settore della stampa e arti grafiche; è stato redattore di Rassegna Grafica, direttore di Graphicus; docente al Politecnico di Torino. Attuale direttore di MetaPrintArt.

2 Comments

  1. Helmut Mathes 5 giugno 2018 at 17:04 - Reply

    Hai ben reso la Print4All ma siamo ben lontano da quello che si aspettava – fiera internazionale. La risposta dall’estero e non pensiamo di venire sulla prossima se ci sarà una… E’ una fiera nazionale e cosi non potrà sopravvivere. E’ troppo di tutto ma troppo poco di quello che conta. – Neanche una novità vera .
    Si poteva – anzi si doveva – fare meglio.

    • Marco F. Picasso 5 giugno 2018 at 18:51 - Reply

      Caro Helmut, certamente il P4A non è una fiera internazionale paragonabile a drupa, ma devo ammettere, pur essendo sempre stato scettico, che è stata molto meglio delle scorse edizioni di Graitalia e Converflex (voto 6,5). Espositori e visitatori erano mediamente soddisfatti e ho incontrato anche molti visitatori provenienti dall’area mediterranea (voto 7). E anche colleghi giornalisti europei. Certo non si sono viste vere novità, ma questo era da mettere in conto (voto 6). Ormai nel mondo della stampa le novità non sono più eclatanti e il 4.0 sembra più un’idea che una realtà (voto 5). Del resto non abbiamo visto una sola macchina offset e la mancanza di macchine che stampavano è stato un bene per l’ambiente e il risparmio energetico (voto 9). La critica che tutti hanno sollevato è il fatto di aver unito troppe fiere anche molto lontane dalla filiera. Era suficiente Ipack IMA. Questo affollamento ha solo creato difficoltà viaria, anche a causa dei lavori sulle tangenziali nord che perfettamente agibili durante l’EXPO 2015 ora erano inspiegabilmente in pieno caos (voto 3). Andrà meglio la prossima volta.

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