Il cambiamento è subdolo, scivoloso e si insinua senza farsi notare, come spiega il noto racconto della rana bollita.

La prima volta che ho sentito parlare di cambiamento, fu a un Comprint del 1991 a Madrid. In effetti in quegli anni i cambiamenti nel settore della stampa erano all’ordine del giorno e avrebbero rivoluzionato l’industria grafica, come e piú del passaggio dalla tipografia alla offset.
Oggi stiamo assistendo a una nuova rivoluzione che nella pratica sembra piú teorica che effettiva: i big data e l’IA nel settore della stampa. Ritengo tuttavia che sia ridotta – al momento – la percentuale degli stampatori coinvolti, a giudicare dai messaggi che si leggono su FB da parte di tipografi (e sono tanti) che svolgono ancora tutti i loro lavori a mano. Per quanto tempo ancora non è facile prevedere. Certo è che il digitale imperversa (e non solo la stampa digitale): basti pensare all’identificazione di 39 nuovi profili professionali legati all’evoluzione del digitale nella classificazione del personale del CCNL Grafici Editoria, con un occhio di riguardo anche all’impatto degli strumenti di Intelligenza Artificiale nei flussi di lavoro.

Però, in genere il cambiamento è subdolo, scivoloso e si insinua senza farsi notare, come spiega il noto racconto della rana bollita. E questo è pericoloso, non basta dire “siamo in una fase di cambiamento” perché è così da sempre. Un esempio è quello climatico, di cui tanto si parla ma non si fa praticamente nulla (e forse poco ormai si può fare) per fermarlo.

Tornando al cambiamento tecnologico, o più precisamente al cambiamento nella quotidiana vita produttiva – limitandoci al settore della stampa – oggi non è certo quello che 30 o 20 anni fa entusiasmava e preoccupava: oggi preoccupa solo perché è un cambiamento in negativo. Altro che IA e Industria 5.0: “siamo ancora a Industria 2.1” mi dice che opera in questo monda da una vita.

Qual è la morale? Che in ogni attività, in ogni momento della vita reale e del lavoro, bisognerebbe tenere gli occhi ben aperti e le antenne alzate, fare attenzione ai segnali. Ma pochi lo fanno.