Un viaggio incantato nell’immaginario, tra libri, teatro e colore.
Lo stupore dell’immaginazione: Con il suo linguaggio scenografico, ironico e poetico, Luzzati ci insegna che ogni segno può diventare racconto, e ogni colore una porta sull’immaginazione.
C’è sempre un momento di stupore quando ci si trova davanti alle opere di Emanuele Luzzati. Anche chi conosce bene il suo tratto inconfondibile non può che meravigliarsi nel vedere come il Maestro genovese abbia saputo reinterpretare i grandi libri dell’Ottocento con il suo linguaggio scenografico, ironico e poetico, capace di parlare a grandi e piccoli con la stessa naturalezza.
La mostra “Luzzati. I sentieri dell’Ottocento”, aperta fino al 24 maggio 2026 alla Casa Luzzati di Palazzo Ducale (Genova), è un percorso che conquista sin dal primo passo. Tra arte, letteratura, teatro e musica, ci accompagna in un viaggio che fa rivivere i capolavori e i personaggi che hanno animato l’immaginario dell’epoca: da Pinocchio a I Promessi sposi, da Alice nel Paese delle Meraviglie alle Fiabe dei fratelli Grimm.
Accanto ai lavori di Luzzati, troviamo anche disegni di Crepax, Costantini, Iliprandi, Pazienza e un commosso omaggio ad Andrea Rauch, che ampliano il dialogo tra maestri dell’immagine e interpreti della fantasia.
Lo stupore in mostra
Passando da una sala all’altra — dai nomi evocativi come Alfabeto e Papageno, dedicate a laboratori e incontri culturali — ci si lascia trasportare da una continua meraviglia.
Luzzati mette in scena un Ottocento tutto suo: ironico, colorato, leggero e pieno di umanità.
Ne I Promessi Sposi, le sue illustrazioni dialogano con quelle storiche di Francesco Gonin (1842), mentre sagome scenografiche e figure teatrali trasformano il romanzo manzoniano in uno spettacolo per gli occhi.
E poi c’è Pinocchio, naturalmente. La sezione dedicata al burattino di Collodi è forse la più amata: maquettes, bozzetti, serigrafie, acqueforti e materiali di scena del celebre “Pinocchio lirico” (1985, regia di Tonino Conte) restituiscono tutta la magia del teatro. Un allestimento che fece ridere e commuovere, ma anche piangere qualche bambino — “ma sono bruttissimi!”, esclamò correndo via, davanti al Gatto e alla Volpe.
Tra i pannelli risuonano le parole di Benigni, Bennato e Calvino, a ricordarci quanto Pinocchio continui a ispirare ogni forma d’arte.
Le tavole originali per l’edizione Nuages del 1998 ci conducono invece nel mondo surreale e poetico di Alice nel Paese delle Meraviglie: un omaggio a Lewis Carroll, al suo nonsense e alla libertà di immaginare.
Chiude il percorso la sezione dedicata alle Fiabe dei fratelli Grimm (Olivetti, 1988), dove il segno di Luzzati riscopre la dimensione archetipica e magica della fiaba, con la sua consueta vivacità cromatica e potenza narrativa (Luzzati ha illustrato più di 200 libri).

“Ma sono bruttissimi” il Gatto e la Volpe del Pinocchio Lirico di Tonino Conte con le scenografie di Lele Luzzati
Dal libro alla lirica
La mostra ci ricorda anche che Luzzati è stato un grande scenografo e illustratore per il teatro musicale.
Tra i materiali più sorprendenti, troviamo quelli dedicati a Gioachino Rossini — bozzetti, incisioni e serigrafie ispirate a La Cenerentola, L’italiana in Algeri, Semiramide e Il barbiere di Siviglia — e un omaggio a Gaetano Donizetti, con le scenografie di L’elisir d’amore, tradotte dal Maestro con una leggerezza e una fantasia che solo lui sapeva evocare.
Eventi e didattica
A completare il percorso, un ricco programma di eventi collaterali, incontri e proiezioni.
Tra questi: Intorno ai Promessi Sposi, con Lorenzo Coveri (Accademia della Crusca) e Francesca Malagnini (Università per Stranieri di Perugia).
Intorno a Pinocchio, con la presentazione di una collezione di oltre 600 volumi illustrati dedicati al celebre burattino e la rara proiezione del Pinocchio letto da Carmelo Bene.
L’area didattica Il Cantiere delle arti propone inoltre laboratori, percorsi e workshop per scuole e famiglie, dedicati ai linguaggi e alle tecniche che Luzzati amava sperimentare.
Un maestro amico della fantasia
Simpatia, ironia e curiosità: così era Emanuele Luzzati, e così lo ritroviamo in questa mostra.
Ogni opera racconta il suo sorriso, la sua leggerezza e quella capacità rara di trasformare il segno grafico in emozione pura.
Un appuntamento imperdibile per chi ama le arti visive, la stampa d’arte e la magia del colore.
Luzzati e la stampa d’arte
“Dalle tavole illustrate ai bozzetti teatrali, fino alla locandina per il Museo della Stampa di Genova con il suo indimenticabile Gutenberg, Luzzati ha sempre visto nella grafica il teatro silenzioso della meraviglia.”
Costituita il 25 agosto 2017 la Fondazione Lele Luzzati custodisce il fondo delle opere e detiene la procura speciale da parte della famiglia Luzzati, per la tutela dei diritti e del nome di Emanuele Luzzati. Un punto di riferimento di livello internazionale per la valorizzazione del patrimonio e delle collezioni del Maestro. Un patrimonio dinamico, capace di mettere in relazione fondi teatrali, collezioni pubbliche e private, attraverso programmi espositivi, progetti formativi, attività editoriali e spettacoli in Italia e nel mondo. Dal 2021, Casa Luzzati è il centro di produzione culturale che custodisce e diffonde l’eredità artistica e il pensiero creativo del Maestro, accogliendo ogni anno migliaia di visitatori, studenti e artisti. Un luogo di cultura, studio, educazione e diletto, nel segno della continuità e dell’innovazione.
La Sala Alfabeto di casa Luzzati

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