All’Eco-Forum di Legambiente, Assocarta ha presentato il nuovo EoW (End of Waste) carta in corso di pubblicazione, basato sugli standard europei della UNI EN 643 e che sarà uno strumento per migliorare ulteriormente la qualità. Il settore cartario ha raggiunto e oltrepassato l’80% di riciclo in materia di imballaggi e ciò è conseguenza di un impegno che parte da lontano e vede la carta come il primo materiale nella differenziata urbana e industriale, con circa 7 milioni di tonnellate raccolte ogni anno.

Grazie alle nuove capacità in corso di avvio, il riciclo potrebbe crescere dalle attuali 10 a oltre 12 tonnellate al minuto, come ha dichiarato Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta a margine della prima giornata dell’Eco-Forum sul tema del recepimento delle direttive rifiuti e sugli ostacoli “non tecnologici” che frenano lo sviluppo dell’economia Circolare.

La carta materiale rinnovabile per eccellenza, come ricorda la campagna GreenSource lanciata a livello europeo, è compostabile in accordo alle norme EN 13432 ed è la scelta più naturale. La carta è, quindi, funzionale e strategica all’Economia Circolare.

Nuova impiantistica

È indispensabile però che sia prevista una nuova impiantistica per recuperare gli scarti del riciclo della carta. In questa direzione il Dlgs n. 216 /2020, all’art. 198 bis prevede un Piano Nazionale per la gestione dei rifiuti per la redazione di piani di settore concernenti i rifiuti derivanti dal riciclo e dal recupero dei rifiuti stessi, l’individuazione di flussi omogenei di rifiuti funzionali e strategici per l’economia circolare e di misure che ne possano promuovere ulteriormente il loro riciclo. Un buon quadro di riferimento anche per le proposte da presentare in ambito RecoveryFund riguardanti l’EconomiaCircolare.

«A parte gli investimenti in nuove capacità di riciclo, con un quadro adeguato, il settore potrebbe mettere in cantiere la produzione di biometano dai fanghi *, riducendo sia le emissioni di CO2 e che di oltre 200.000 tonnellate la quantità di fanghi prodotti. Riguardo agli scarti del riciclo ** i nuovi progetti da mettere in cantiere potrebbero ridurne la quantità di 125.000 t l’anno» ha aggiunto Medugno.

Il nuovo EoW carta e cartone potrà essere un’ulteriore leva per migliorare la quantità e la qualità del riciclo in quanto destinato a essere utilizzato per scopi specifici, una condizione che è ben chiarita dal decreto che all’art. 4, e poi in Allegato 2, che indica la manifattura di carta e cartone ad opera dell’industria cartaria.

Proprio al momento dell’immissione nel ciclo industriale verrà misurato l’obiettivo di riciclaggio secondo quanto previsto dall’art. 205 bis del Dlgs n. 116/2020.

Infine, un commento sugli incendi dei rifiuti: «Non riguardano le cartiere e come settore siamo molto preoccupati in quanto danneggiano non solo i riciclatori industriali, ma l’intera la filiera della raccolta e del recupero» conclude Medugno.

 

*In settore cartario italiano ha in cantiere sette progetti per la produzione di bio-metano da fanghi per un valore economico di circa 14.700.000 €.
Il vantaggio ambientale derivante dalla produzione di bio-metano da fanghi è costituito dalla riduzione di emissioni di CO2 (11.500 tonnellate – dato parziale su 4 progetti) e di rifiuti (10.000 tonnellate).
Tale tecnologia ha una parziale applicabilità nel settore in quanto dipende dalla natura e dalle caratteristiche dei fanghi reflui.
In ogni modo, il settore registra emissioni dirette e indirette di CO2 pari a 5,5 milioni di tonnellate l’anno. Applicando questa tecnologie al 50% del settore si avrebbe una riduzione di 80.000 tonnellate CO2 l’anno e 200.000 tonnellate di rifiuti.

**Il settore cartario italiano ha in cantiere undici progetti per il recupero degli scarti del riciclo per un valore economico totale di circa 50.935.000 €.
I vantaggi ambientali collegati a tali progetti sono la riduzione dei rifiuti avviati a smaltimento: 19.000 tonnellate di fanghi di depurazione e 58.700 tonnellate di scarti di pulper, oltre alla riduzione delle emissioni di CO2 per effetto delle sostituzione di fonti fossili.
La parziale applicabilità di questa tecnologia nel settore è legata alla natura stessa dei processi. Il settore cartario italiano produce 250.000 tonnellate di scarti di pulper l’anno. Applicando queste tecnologie al 50% del settore si otterrebbe una riduzione di 125.000 tonnellate di rifiuti l’anno.